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Coronavirus, il bilancio della Protezione Civile: 46.638 i malati in Italia

Si sono anche verificati dodici casi di positività al coronavirus al Dipartimento della Protezione Civile a Roma. Borrelli ha detto di aver informato tutto il personale in servizio dopo aver ricevuto la notizia del primo caso positivo

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Sono complessivamente 46.638 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 3.957: ieri l’incremento era stato di 4.821. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 59.138. Sono 7.024 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 952 in più di ieri. Ieri il dato giornaliero sui guariti era di 943.

Calano le vittime del coronavirus in Italia. Oggi il numero complessivo è di 5.476, con un aumento rispetto a ieri di 651 unità; ieri l’aumento era stato di 793 morti.

I numeri sono stati presentati dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli durante la conferenza stampa alla Protezione civile.

Si sono anche verificati dodici casi di positività al coronavirus al Dipartimento della Protezione Civile a Roma. Borrelli ha detto di aver informato tutto il personale in servizio dopo aver ricevuto la notizia del primo caso positivo: «Sono state avviate tutte le procedure di tutela previste e sono state effettuate le attività di sanificazione degli ambienti di lavoro. Per tutelare tutti coloro che lavorano nelle due sedi del Dipartimento a Roma sono state intraprese ulteriori disposizioni per lo svolgimento delle indispensabili attività lavorative in modalità smart working e per limitare il più possibile la presenza del personale sia nelle sedi di via Vitorchiano che Via Ulpiano. Sono quasi due mesi che siamo qui, lavoriamo 14/16 ore al giorno, voglio ringraziare tutti gli operatori che hanno lavorato e che lavoreranno da casa anche se trovati positivi al coronavirus. E ringrazio i medici e gli infermieri che arrivano da Cuba e dalla Russia».

Franco Locatelli, direttore del Consiglio Superiore di Sanità (CSS), ha detto: «Ci avviciniamo al momento nel quale ci aspettiamo di vedere i risultati delle manovre di contenimento. Siamo al massimo di quelle che possono essere le misure del contagio, a livello di attività sociali e lavorative. Ora va fatta attenzione al contagio interfamigliare, serve stare attenti anche a casa, implementare misure stringenti di contenimento dei soggetti positivi al coronavirus, un altro sacrificio che chiediamo, ma è importante interrompere la catena di trasmissione. E poi ci sono i soggetti fragili che sono quelli che rischiano maggiormente, gli anziani sono un patrimonio di questo Paese, vanno tutelati e protetti con tutte le misure possibili: non uscire di casa, isolarli dai casi positivi se in case di cura. Quasi l’84% dei decessi sono in tre regioni, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. Io sono bergamasco e vivo un dolore enorme per la mia terra. Da cittadino dico che è il momento di dare l’ennesima dimostrazione di essere una nazione unita, solidale, che dà una risposta come Paese. Il trasferimento dei pazienti da regione a regione è un meccanismo importante per dare sollievo a chi è in sofferenza oggi, che può creare un circuito virtuoso quando le regioni maggiormente sotto pressione oggi si risolleveranno».

Per quanto riguarda i nuovi farmaci, Locatelli ha detto «che serve attenzione anche nelle informazioni che circolano. Valutiamo e siamo pronti a vagliare tutte le soluzioni possibili, ma va fatta grande attenzione: servono test, sperimentazioni e prove certe che i farmaci funzionino. Ad oggi evidenze di efficacia di farmaci per combattere il coronavirus non ce ne sono».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 Marzo 2020
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