In caso di figli: chi ha diritto agli assegni familiari?

Spettano anche ai lavoratori autonomi, possono superare le 200 euro al mese ed è possibile richiederne gli arretrati degli ultimi 5 anni

selfie di famiglia

Non tutti i genitori sanno di avere diritto agli Assegni al nucleo familiare (ANF), un contributo economico erogato dall’INPS ai lavoratori subordinati o anche autonomi, titolari di pensione o altre prestazioni previdenziali, in caso di figli.

Il contributo varia a seconda del reddito (nelle coppie non sposate o che non abbiano sottoscritto il contratto di convivenza di fatto il reddito di riferimento è monogenitoriale) e del numero dei componenti del nucleo familiare secondo una tabella precisa (scarica qui). Nel caso tipico di una famiglia con due genitori lavoratori e due figli con un reddito complessivo di 40mila euro l’assegno familiare mensile è di circa 75 euro. Ma se il reddito non supera i 14.700 euro l’assegno arriva a 258 euro al mese (per due figli) e 137 euro in caso di figlio unico.
Altro elemento interessante riguarda la possibilità di richiedere gli arretrati, fino ai 5 anni precedenti alla presentazione della domanda.

“Gli importi dell’ANF sono fissati annualmente dall’INPS e variano in base a diversi fattori quali la tipologia del nucleo familiare (ad esempio, monoparentale, presenza di orfani o inabili); numero di persone che lo compongono, reddito complessivo del nucleo (sono considerati “reddito” gli importi assoggettabili a IRPEF)”, spiega la giurista (e mamma) Benedetta Chiodaroli che collabora con l’associazione Mamme in cerchio di Azzate a sostegno della maternità.
L’importo è decrescente per scaglioni crescenti di reddito ed è prevista una soglia di reddito oltre il quale non si ha diritto agli assegni (101.500 euro in termini assoluti).

Chi ne ha diritto

I soggetti aventi diritto a presentare domanda sono:
– lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato
– iscritti alla Gestione Separata
– lavoratori dipendenti di imprese cessate o fallite
– pensionati
– lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto

Come presentare la domanda

L’ANF decorre dal primo giorno del periodo di paga o di pagamento della prestazione previdenziale nel corso del quale si verificano le condizioni per il riconoscimento del diritto (ad esempio la nascita di un figlio). Si possono anche richiedere gli assegni familiari arretrati, fino ai 5 anni precedenti a decorrere dal mese di presentazione della richiesta.

Dal 1° aprile 2019 il lavoratore presenta domanda di ANF direttamente con modalità telematica tramite il canale dedicato sul sito INPS.
Può farsi assistere a tal fine anche da un ente abilitato (come caf e patronati).

Chi eroga il contributo

Per i dipendenti del settore privato (eccetto quelli di ditte cessate/fallite), l’ANF è pagato dal datore di lavoro, insieme alla normale retribuzione; negli altri casi, iscritti alla GS inclusi, è pagato direttamente dall’INPS.

In caso di figli: diritti, bonus e contributi 2020

 

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Pubblicato il 18 Marzo 2020
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