Lezioni a distanza: difficoltà per quattro studenti su dieci

Un sondaggio realizzato dall'Unione degli Studenti Lombardia con oltre 9000 ragazzi evidenzia problemi e preoccupazioni per un modello virtuale di fare lezione affidato al singolo docente

Scuola digitale

Il primo a muoversi all’indomani della chiusura delle scuole era stato l’Ite Tosi di Busto Arsizio: « Un dovere sociale per tenere i ragazzi impegnati e lontani dai luoghi affollati» aveva spiegato la dirigente Amanda Ferrario che, con il supporto di tutto il collegio docenti, aveva avviato lezioni a distanza, attraverso la piattaforma delle aule virtuali del registro elettronico confermando la normale attività.

Da quel giorno, molte scuole si sono mosse adottando sistemi differenti di didattica virtuale, utilizzando gli strumenti indicati anche dal Ministro dell’Istruzione.

Alla terza settimana di lezioni sospese, però, emergono esperienze differenti da parte degli studenti lombardi.

Secondo l’inchiesta dell’Unione degli Studenti Lombardia: « Quattro studenti lombardi su dieci stanno avendo problemi con la didattica a distanza».
L’indagine è stata avviata attraverso un questionario inviato ai ragazzi per sapere come stanno vivendo le lezioni da casa. Hanno risposto 9060 studenti e studentesse delle scuole superiori di tutta la Lombardia.

«Il dato che salta maggiormente all’occhio – spiega l’UDS – è quello legato alle difficoltà riscontrate dagli studenti nell’utilizzo della didattica a distanza, Il 40,7% degli studenti infatti afferma di aver problematiche con essa. Questa percentuale così elevata è determinata per lo più dalle poche indicazioni chiare che hanno ricevuto le scuole nel gestire questa situazione emergenziale. Infatti in molti casi i diversi docenti di uno stesso consiglio di classe utilizzano strumenti e piattaforme web differenti con i propri studenti. È dunque anche per una mancanza di gestione uniforme delle lezioni da casa che ancora oggi per uno studente su quattro (25,8%) non sono ancora chiare le modalità della didattica a distanza».  

A distanza di due settimane dall’inizio dell’emergenza, la percentuale di studenti che stanno svolgendo lezioni da casa per tutte le materie sono il 24,7%. Percentuale per nulla scontata considerando che le scuole non erano preparate ad affrontare un’emergenza di tali dimensioni. Fa riflettere però che ben il 75,3% degli studenti non stia svolgendo da casa tutte le discipline ma solo alcune.  Nonostante questo la maggioranza degli studenti e delle studentesse ritiene che sia accessibile come modalità didattica (79,4%). È comunque importante da segnalare un 12,3% di studenti che non la ritengono accessibile, in quanto non tutti dispongono dei medesimi strumenti tecnologici e possiedono problematiche connesse all’accessibilità alla rete Wi-Fi».

Gli studenti e le studentesse in quinta superiore sono le persone maggiormente preoccupate da un lato per la modalità di svolgimento della maturità e dall’altro lato per tutto ciò che riguarda l’università, dall’orientamento fino alla difficoltà di prepararsi per eventuali test d’ingresso. 

«In molti – evidenzia nel suo sondaggio UdS – hanno espresso la necessità di avere una piattaforma unica che almeno tutti i docenti della stessa classe possano utilizzare evitando marcate frammentazioni e che le lezioni a casa non si riducano solamente in compiti ed esercitazioni» Così citano ancluni ragazzi: «Non tutti i professori – spiega M.F. – tengono lezioni, ma si limitano ad assegnare compiti riguardo ad argomenti ancora non spiegati».

In diversi si sono domandati se sarà previsto un taglio dei programmi o un allungamento dell’anno scolastico anche oltre l’8 giugno. In particolare i frequentanti di professionali, tecnici e licei artistici e musicali hanno espresso preoccupazioni riguardo all’impossibilità di svolgere lavori pratici e laboratoriali, specialmente quelli di gruppo.

«Noi riteniamo – ha concluso l’Unione degli Studenti – che soprattutto nei momenti come questo la scuola deve essere in grado di ripensarsi e affinché questo processo riesca al meglio è fondamentale coinvolgere tutte le diverse componenti della scuola. In tal senso riteniamo che sia necessaria l’istituzione all’interno di ogni scuola di una commissione specifica sulla didattica composta da docenti e studenti che si occupino di sviluppare forme didattiche nuove e accessibili a tutti gli studenti e docenti».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 Marzo 2020
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