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Dopo il carcere e la strada, si avvera il sogno di un impiego: “Voglio riabbracciare i miei figli a Santo Domingo”

Nel 2016 rischiò la morte in un disperato viaggio con la cocaina nello stomaco. Dopo 3 anni di carcere, la vita da senza tetto e la pandemia ora ha trovato un lavoro grazie a Casaringhio e spera di poter tornare dai 5 figli

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Max ha visto il cielo a scacchi per tre anni, chiuso in una cella del carcere di Busto Arsizio. Ha pagato a caro prezzo l’unico grande errore della sua vita, aver fatto il corriere della droga tra Santo Domingo e l’Italia una volta sola e gli è pure andata male. Le conseguenze di quell’errore gli hanno sconvolto la vita per anni, lo hanno allontanato dai figli e dalla moglie che vivono in centro America. Ora vuole riscattarsi e tornare dalla sua famiglia ma la strada è ancora lunga.

Dal ’98 Max viveva nell’isola caraibica dove aveva trovato l’amore e ha messo al mondo 5 figli che ha cresciuto lavorando come pescatore nelle compagnie della zona e come muratore in Italia, dove tornava di tanto in tanto per mettere un gruzzolo da parte: «Con un anno di stipendio italiano si riusciva a vivere dignitosamente per 4-5 anni in Repubblica Dominicana – racconta – ma la crisi del settore della pesca, causato dall’inquinamento e dallo sfruttamento dei mari, ha rotto l’equilibrio e le difficoltà economiche sono diventate tali da farmi prendere questo rischio. Mi avevano promesso 8 mila euro per quel viaggio e io ho pensato che per i miei figli avrei fatto di tutto».

Era il 2016 quando accettò di ingoiare alcuni ovuli di cocaina per portarli in Italia ma dopo 13 ore di volo, al suo arrivo a Malpensa si è sentito male a causa della rottura di uno dei contenitori che aveva nello stomaco e si è trovato costretto ad autodenunciarsi per salvarsi la vita: «Fortunatamente l’involucro non si aprì completamente, altrimenti sarei morto come è capitato a molti – racconta -. Quando ho iniziato a sentire i primi effetti ho capito che non avevo molto tempo per salvarmi e così mi sono autodenunciato».

Fu condannato a soli 4 anni di reclusione in quanto incensurato ma ne ha scontati poco più di 3 grazie alla buona condotta. Il suo unico obiettivo era uscire dal carcere e tornare dai suoi 5 figli a Santo Domingo ma una volta libero non ha potuto farlo. A tenerlo in Italia c’è una multa da 15 mila euro che deve pagare prima di poter tornare in centro-America: «Sono finito in mezzo alla strada. Non sapevo più dove andare e ho iniziato a dormire in ospedale a Gallarate, insieme ad altri senza tetto e a mangiare nelle mense dei poveri. Solo due mesi dopo la mia liberazione è arrivato il covid e anche trovare lavoro è diventato quasi impossibile».

Fortunatamente ha incontrato, tramite un amico in comune, Sara Vega e Federico Riva dell’associazione Casaringhio Aps che hanno creduto in lui e hanno deciso di aiutarlo a riprendere in mano la sua vita: «Grazie alla disponibilità di Gabriele Ohanassian della A&G Garden di via Quintino Sella a Busto Arsizio, siamo riusciti a trovare un’occupazione per Max, una persona di grande cuore che merita di avere un’altra possibilità». Federico racconta ancora: «Alcuni detenuti gli avevano proposto di lavorare per loro per pagarsi la multa ma lui non ha accettato. Questo mi ha spinto a fare di tutto per aiutarlo, anche a chiedere al mio peggior nemico – e conclude -. Poi ho chiesto a Gabriele di fargli un colloquio che è andato bene e alla fine lo ha assunto».

Oggi Max ha 45 anni, un lavoro e un tetto dove dormire anche se ospite a casa di un amico: «La persona che mi ospita mi ha dato la possibilità di rimanere anche se per ora non riesco ad essere molto regolare con il pagamento dell’affitto. Lo devo ringraziare perchè è stato molto comprensivo e mi sta aiutando tanto» – aggiunge.

Il sogno ora è quello di ripagare il debito che ha con lo Stato e tornare ad abbracciare i suoi figli: «Non mi hanno giudicato, anzi hanno detto che sanno che l’ho fatto per loro, per assicurargli un futuro anche se è andato tutto storto. Tre di loro sono diventati maggiorenni nel frattempo, non vedo l’ora di riabbracciarli anche se so che ci vorrà ancora un po’ di tempo. Forse tra un paio d’anni li rivedrò». Sul suo volto si legge la sofferenza di chi vorrebbe riabbracciarli subito, gli occhi si inumidiscono ma le lacrime rimangono strozzate perchè non c’è tempo per disperarsi.

Oltre all’impiego nel magazzino di A&G Garden, infatti, Max ora è diventato volontario attivo dell’associazione di Federico e Sara e ogni weekend partecipa alle iniziative di Casaringhio che vanno dall’impegno sul fronte della difesa degli animali, alla raccolta dei rifiuti ingombranti (un nuovo progetto del duo bustocco, ndr), all’aiuto ai più fragili.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 07 Aprile 2021
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