Egan Bernal sempre più in maglia rosa: doma il Giau e vince a Cortina

Il colombiano stacca i rivali, passa da solo sulla "Cima Coppi" del Giro e vince con 27" su Bardet e su un magnifico Caruso, ora secondo in classifica. Yates e Vlasov battuti, crolla Evenepoel

Cima Coppi, tappa e due maglie, quella bianca e soprattutto quella rosa: è un Egan Bernal pigliatutto quello che arriva prima di tutti a Cortina d’Ampezzo, al termine di un “tappone mutilato”. Che forse, se si fosse disputato per intero, avrebbe visto il colombiano dominare con ancora più margine. L’impressione è questa: il capitano della Ineos-Grenadier conferma di non avere rivali a questo Giro d’Italia, staccando tutti sulla salita del Passo Giau, diventato “Cima Coppi” dopo la scelta di non transitare sul Pordoi (e sul Fedaia) per il maltempo. (foto Giro d’Italia)

Preso il vantaggio in salita, Bernal lo ha mantenuto nell’ultima, temuta discesa verso il traguardo: il colombiano ha gestito senza forzare ma senza neppure rialzarsi, conscio di avere per le mani l’occasione giusta per allungare in classifica forse in modo decisivo. Al traguardo il 24enne di Bogotà giunge da solo, togliendosi la mantellina nera del team per far risaltare la maglia rosa negli ultimi metri. Mezzo minuto dopo tocca a Bardet e a uno splendido Damiano Caruso, sempre più italiano da podio per la Bahrain-Victorious.

Gli altri contano i danni: Ciccone, come Carthy e Almeida, limita i danni a 1’17” mentre Vlasov e Yates vengono bastonati: il russo perde 2’10”, il britannico 2’36” mentre Evenepoel crolla subito e transita sul Giau quando i primi sono già arrivati: l’esordio in un grande giro è amaro per il giovane fenomeno belga.

Prima della lotta tra big aveva tenuto banco una fuga di quelle importanti, con addirittura Vincenzo Nibali, Davide Formolo e Joao Almeida. Con loro quel Gorka Izagirre che lo scorso anno trionfò a Varese nel Grande Trittico Lombardo e l’altro spagnolo Antonio Pedrero. Izagirre ha rischiato grossissimo in discesa: sbandata, ruota fuori dalla sede stradale (forse per una foratura) e sfioramento di due auto parcheggiate correttamente oltre il bordo della carreggiata. Alla fine tanto spavento e null’altro. Nel gruppo principale era stata la EF a lavorare per Hugh Carty, tanto da “consumare” la Ineos; quando però i capitani sono restati da soli è stato Bernal ad attaccare con decisione e a staccare tutti. Da lì in avanti è stato un tiramolla tra singoli e gruppetti, con distacchi variabili tra l’ultimo tratto di salita e la lunga discesa verso Cortina, ma senza cambiamenti sostanziali.

Se martedì i corridori osserveranno il secondo e ultimo giorno di riposo, mercoledì ci sarà un’altra sfida in quota con l’arrivo a Sega di Ala: da qui a Milano ci sono ancora tante possibilità per far saltare il banco ma questo Bernal pare inattaccabile, specie da avversari che hanno fallito l’impresa anche quando hanno fatto lavorare i compagni. E il meraviglioso Caruso di questi giorni non sembra avere il colpo di pedale sufficiente per battere il colombiano. Non ci resta che attendere e vedere cosa accadrà.

Maglia Rosa: Egan Bernal (Col – Ineos-Grenadier)
Maglia Azzurra: Geoffrey Bouchard (Fra – Ag2r-Citroen)
Maglia Ciclamino: Peter Sagan (Slk – Bora-Hansgrohe)
Maglia Bianca: Egan Bernal (Col – Ineos-Grenadier)

CLASSIFICA GENERALE
1) Egan BERNAL (Col – Ineos); 2) Damiano Caruso (Ita – Bahrain) a 2’24”; 3) Hugh Carty (Aus – EF) a 3’40”; 4) Aleksandr Vlasov (Rus – Astana) a 4’18”; 5) Simon Yates (Gbr – BikeExchange) a 4’20”; 6) Ciccone a 4’31”, 7) Bardet a 5’02”; 8) Martinez a 7’17”; 9) Foss a 8’20”; 10) Almeida a 10’01”.

SPECIALE GIRO D’ITALIA
In collaborazione 
con Bieffe Cicli e con La Bottega del Romeo

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 24 Maggio 2021
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