L’inserimento del bimbo in asilo: i vantaggi di affidarlo ai papà

La psicologa spiega perché il distacco gestito dai papà è vissuto in maniera più netta, ma anche più serena, da parte dei bambini

Generica 2020

Il primo inserimento dei bimbi in asilo, che sia al nido per i piccolissimi, o alla scuola dell’infanzia per i bimbi dai 3 anni, è un processo delicato spesso caratterizzato da pianti e crisi più o meno disperate. Fondamentale è che in questo percorso il bambino sia affiancato sempre dallo stesso adulto di riferimento, che non necessariamente deve essere la mamma. Anzi, ben vengano anche nonne, zii, tate o papà. Soprattutto i papà.

A sottolineare le “importanti e positive” implicazioni degli inserimenti in asilo affidati ai papà è la psicologa Margherita Fassari di Crescere Insieme – Esperia:  «La differenza nelle modalità di gestione del distacco e del successivo ricongiungimento del padre o della madre diventa incisiva dopo i 18 mesi di vita del bambino, quando si manifesta la cosiddetta ansia da separazione», afferma l’esperta sottolineando le differenti reazioni nella coppia genitoriale.

«Se la madre tende a mettere in atto comportamenti volti più all’avvicinamento, palesando un legame estremamente forte e profondo – afferma – il padre, riesce a mantenere quel distacco tranquillizzante che diventa un incoraggiamento alla separazione e lo pone, dunque, come modello di regolazione dell’emotività. Facilitando e assumendo un ruolo di mediazione durante il processo di ambientamento, il distacco viene vissuto sì in modo più netto, ma anche più sereno».

Nei contesti in cui c’è un’importante presenza paterna e al padre è riconosciuto dall’esterno un ruolo genitoriale che lui stesso assume di buongrado, sempre più spesso le coppie decidono di delegare proprio al papà il compito di seguire l’ambientamento. «In questo modo la regolazione che la figura paterna svolge all’interno di una dinamica genitoriale diventa molto importante per la primissima crescita del bambino», dichiara Fassari.

Una volta assodato il fatto che non sia compito esclusivo della madre seguire il delicato percorso dell’inserimento al nido, è utile ricordare che, oltre i papà, anche altre figure terze possono accompagnare i bimbi in questo primo distacco dalla famiglia: certamente è importante che i genitori instaurino una relazione con il contesto in cui lasciano figlio «ma davanti a una situazione di paventata discontinuità nell’adempiere a questo compito, è sempre meglio che l’ambientamento sia gestito da una persona che possa occuparsene in maniera costante e che sia comunque un punto di riferimento fondamentale per il bambino, come può esserlo ad esempio un nonno», afferma l’esperta.

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Pubblicato il 15 Settembre 2021
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