Tavoli, sciopero, “Daspo” aeroportuale: come arginare le aggressioni a Malpensa

Mentre si registrano nuovi episodi le autorità, i sindacati e le aziende stanno discutendo di misure preventive e di sicurezza. Con approcci diversi e fasi diverse: due incontri solo negli ultimi tre giorni

malpensa partenze luglio 2021

Rimane alta la guardia a Malpensa contro gli episodi di aggressione e minacce al personale. Un fenomeno presente anche prima, ma che è diventato più evidente e su cui anche i sindacati si sono mossi, complice anche la maggiore attenzione e condivisione di informazioni che circolano in aeroporto. «Il numero di episodi è sicuramente aumentato, i casi eclatanti sono stati almeno una quindicina» conferma Luigi Liguori, responsabile Trasporto aereo della Filt-Cgil.

Sul fronte sindacale, le sigle si sono mosse in modo diverso, tra minacce di sciopero, presìdi, incontri istituzionali, richieste di una sorta di Daspo che tenga lontani dagli aeroporti le persone già protagoniste di episodi di violenza.

Approcci diversi, appunto, che stanno generando anche percorsi di confronto (con Enac, aziende di handling e compagnie) diversi.

Ad esempio martedì prossimo, 15 settembre, i sindacati di base e autonomi Adl, Flai Ts e Usb terranno un presidio dalle 14.30 alle 17.30 al secondo piano partenze porta 13 del Terminal 1, più o meno negli stessi orari in cui si svolgerà anche l’assemblea dei lavoratori di Airport Handling Spa (il principale operatore di servizi di terra a Malpensa).

La minaccia di sciopero della Cub

La Cub Trasporti invece ha già provato a fare pressione anche attraverso la minaccia (già da agosto) di uno sciopero, ma è anche polemica oggi sulla gestione del fenomeno, lamentando che dal suo punto di vista la polizia usa – per dirla in modo sintetico – la mano troppo leggera, nel contrastare i fenomeni di aggressività dei passeggeri.
«I lavoratori non si sentono tutelati dalle forze dell’ordine le quali spesso intervengono con tempi lunghi e in maniera “dolce” permettendo spesso la partenza del passeggero “violento” perché a detta loro “non ci sono motivi per trattenerlo”». Il sindacato di base poi contesta anche le modalità di attivazione della polizia, che sostanzialmente richiedono un passaggio intermedio (per procedure aeroportuali) e si traduce quindi comunque in una chiamata in ritardo. «A nostro parere serve una presenza continua che faccia da deterrente, come del resto avvenuto sui treni con ronde della polizia che accompagnano i bigliettai».

In ritardo al volo a Malpensa, scaglia una transenna contro l’addetta all’imbarco

La Cub Trasporti mercoledì mattina ha avuto un incontro con la Prefettura di Milano: il sindacato è disponibile a fermare la procedura di sciopero a fronte della proposta di un nuovo tavolo specifico con l’Enac e le diverse aziende di handling, da attivare entro quindici giorni. «In ogni caso se entro quindici giorni non verrà convocato il tavolo ripartiremo con le procedure verso lo sciopero. La revoca dello sciopero dipenderà dall’esito del tavolo, se ci saranno misure concrete».

Il sindacato confederale

Dal lato dei sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno ottenuto lunedì l’attivazione del tavolo con Enac, l’autorità di vigilanza sulla aviazione civile che è sovrana sugli aeroporti (sta sopra anche il gestore locale, nel caso specifico Sea).

«Abbiamo chiesto l’aumento della prevenzione, con un maggior presidio di vigilanza interna Sea e Polizia di Stato, su cui abbiamo avuto rassicurazione» spiega ancora Luigi Liguori della Filt Cgil. Ma la prevenzione potrebbe anche passare dalla comunicazione: ad esempio viene proposto l’uso di manifesti come quelli adottati a Catania, che ricordano che “la violenza verso il personale è un reato” e  “se perdi il volo, non perdere la testa”.

Si diceva della campagna informativa di Catania. Il problema infatti non è solo di Malpensa, va ricordato, ma di tanti aeroporti in Italia e non solo in Italia. Anche se una specificità -in termini di numero di casi, incrociando le percezioni dei diversi sindacati – sembra comunque esistere su Malpensa, rispetto ad esempio a Linate, che ha minor quota di low cost e non ha voli intercontinentali con le loro specificità, o a Orio al Serio, che opera quasi solo voli low cost, ma con procedure più standardizzate su una sola compagnia (Ryanair).

Il “Daspo” aeroportuale

Tornando all’ultimo incontro con Enac, i confederali hanno portato ancora l’idea di una norma sul modello del Daspo urbano per allontanare i passeggeri che già si sono mostrati violenti: «Potrebbe essere applicato anche in questo contesto, con l’intervento da parte del Questore» continua Liguori della Cgil. «Per essere efficace al massimo dovrebbe essere valido, per un periodo, su tutti gli scali sul territorio nazionale. Potrebbe essere un segnale forte che dà più serenità a chi opera». Un tema su cui la Cgil, dalle diverse federazioni locali, vuole chiedere un coinvolgimento del Ministero a Roma.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 08 Settembre 2021
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