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Da Napoli a Gallarate per la truffa dello “smartphone” ma la Polizia lo scopre e lo denuncia

Un cinquantenne in trasferta nella città dei due galli era riuscito a rifilare un borsello pieno di cartone ad un giovane che gli aveva consegnato 500 euro per uno smartphone. Al secondo colpo ha trovato gli agenti

commissariato gallarate

Qualcuno si ricorderà del film “Pacco, doppio pacco e contropaccotto” di Nanni Loy, dedicato all’arte della truffa a Napoli. Questa volta, però, la scena è stata reale e si è svolta a Gallarate. La vittima è un giovane che, attratto dalla possibilità di avere tra le mani un luccicante smartphone di ultima generazione ad un prezzo stracciato, si è ritrovato con 500 euro in meno nel portafoglio e un borsello pieno di carta e cartoncino in mano. Del telefono, nessuna traccia.

Nei giorni scorsi, infatti, una Volante del Commissariato di Gallarate è intervenuta in questo centro cittadino su richiesta di un giovane, che aveva segnalato di aver appena subito una truffa. Gli agenti hanno appreso dal malcapitato che poco prima era stato avvicinato da uno sconosciuto, che gli aveva proposto la vendita di un cellulare di ultima generazione, ad un prezzo estremamente vantaggioso.

Attratto dall’affare, il giovane aveva recuperato il denaro richiesto presso la propria abitazione, per poi procedere alla compravendita, consegnando la somma al venditore ed ottenendo dallo stesso un borsello, nel quale gli aveva visto inserire il cellulare oggetto dell’affare. Il venditore, quindi, si era allontanato.

Il giovane, pochi istanti dopo, aveva cercato di aprire il borsello per rimirare l’oggetto acquistato, ma non vi era riuscito nell’immediato, poiché la chiusura lampo di cui era fornito era bloccata. Quando finalmente era riuscito ad aprire il contenitore si è reso conto che al suo interno il cellulare era stato sostituito da cartoncini e fogli vari, che simulavano peso e dimensioni del telefono.

Malgrado i pochi elementi in loro possesso, ovvero la descrizione sommaria delle fattezze del truffatore e il modello e colore della vettura dal medesimo utilizzato, gli agenti hanno subito dato seguito alle indagini del caso, riuscendo a risalire alla targa del veicolo utilizzato dal truffatore, intestato ad una società di leasing.

Hanno poi appreso dalla vittima del reato che anche un suo amico aveva ricevuto la medesima proposta da una persona del tutto corrispondente al truffatore, che aveva concordato un appuntamento per l’indomani, 15 aprile, per perfezionare la compravendita sempre di un telefono di ultima generazione.

All’appuntamento il truffatore ha trovato ad attenderlo gli agenti, che lo hanno sottoposto a controllo di Polizia. L’uomo è stato colto in possesso di materiale riconducibile alla sua attività fraudolenta, in primis due telefoni cellulari, di cui uno corrispondente perfettamente al modello di cellulare oggetto della truffa del giorno precedente, corredati da caricabatteria e accessori vari, quali cover, cavetti ed altro materiale.

Oltre a ciò gli agenti hanno rinvenuto in suo possesso numerosi borselli tra loro identici, verosimilmente atti a porre in essere lo scambio di merce descritto dal truffato; in particolare, un borsello di colore verde con due scomparti a zip risultava quasi impossibile da aprire e solo con grande sforzo gli agenti hanno appurato che conteneva proprio materiale atto a simulare il peso e l’ingombro di un telefono.

Negli Uffici del Commissariato gli agenti hanno proceduto alla redazione degli atti di rito nei confronti del soggetto – un cinquantenne italiano residente nel napoletano, con vari precedenti di polizia – che è stato altresì sottoposto ai rilievi foto dattiloscopici.

Nel mentre, altro personale ha provveduto a mostrare alla persona truffata un album fotografico appositamente confezionato da personale della Polizia Scientifica del Commissariato, contenente – tra le altre – l’effigie del soggetto controllato poc’anzi. Il giovane ha riconosciuto senza ombra di dubbio l’autore della truffa subita il giorno prima, ed ha altresì formalizzato denuncia/querela nei confronti del soggetto.

Il cinquantenne è stato quindi deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio per il reato di truffa, il materiale pertinente all’attività criminosa è stato sequestrato e messo a disposizione dell’A.G. procedente.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 Aprile 2022
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