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Sabato la posa della “pietra d’inciampo” per Clara Pirani, la maestra di Gallarate uccisa ad Auschwitz

È la seconda pietra della memoria collocata in città: sarà posata in via Palestro-via del Popolo, di fronte alla casa dove abitava l'insegnante ebrea, moglie del preside del liceo

Generica 2020

Sabato 28 maggio, alle 11, la città di Gallarate vivrà un momento storico e di alto valore, la posa della “pietra d’inciampo” dedicata alla memoria di Clara Pirani Cardosi, maestra elementare, ebrea, deportata dalle autorità fasciste e uccisa dai nazisti ad Auschwitz.

Le “pietre d’inciampo” sono un progetto dell’artista tedesco Gunter Demnig: un piccolo manufatto che sul marciapiedi e sulla pubblica via ricorda le vittime del nazifascismo in corrispondenza della loro ultima abitazione nota. Quella per Clara Pirani sarà posata all’angolo tra via Palestro e via del Popolo, nel centro della città: qui infatti risiedeva la maestra al momento del suo arresto. Da sabato chi passerà sul marciapiedi “inciamperà” metaforicamente nella memoria della maestra deportata e assassinata in campo di sterminio.

Le pietre d’inciampo a Gallarate

L’iniziativa è promossa dalle sezioni gallaratesi dell’Associazione Mazziniana Italiana e dell’Anpi.
La pietra per Clara Pirani è la seconda che viene posata a Gallarate: segue infatti il piccolo manufatto che sul marciapiedi di via Mameli ricorda Vittorio Arconti, operaio, sindacalista e militante comunista deportato dai tedeschi a Mauthausen e assassinato a Güsen. Una terza pietra – che sarà posata a settembre – ricorderà infine Lotte Froelich, anche lei uccisa a motivo delle sue origini ebree.

Chi era Clara Pirani Cardosi

Clara Pirani, figlia di Achille Pirani e Elda Pisa, nacque a Milano il 23 giugno 1899. Maestra elementare, si sposò nel 1924 con il professor Francesco Cardosi. Insegnò in un villaggio montano in provincia di Savona e successivamente a Voltri (Genova). Nel 1938 si trasferì a Torino ma proprio in quell’anno l’entrata in vigore delle leggi razziali fasciste nel 1938 privò Clara del lavoro. A quel punto la famiglia si trasferì a Gallarate, dove Cardosi divenne preside del liceo ginnasio cittadino.

La coppia – con le tre figlie Giuliana, Maria e Gabriella – nel 1944 abitava in via del Popolo, appena ai margini del centro storico della città, nel fabbricato dell’ex Casa del Popolo espropriata dal regime e abitata da chi (come i coniugi Cardosi) si era trasferito in città per ragioni di servizio.

Teatro del Popolo Gallarate
Lo stabile della Casa del Popolo di Gallarate, edificato nel 1921 e sottratto dal regime due anni dopo. Qui – nell’ala affacciata sulla traversa di via del Popolo – abitava nel 1944 la famiglia Cardosi

Schedata come israelita nel 1938 e “attentamente vigilata” già da almeno tre anni, Clara Pirani fu arrestata il 12 maggio 1944 nella sua abitazione, per iniziativa del commissario di polizia e su disposizione del Questore di Varese della Repubblica Sociale Italiana.

Richiusa nel carcere di San Vittore a Milano fino all’8 giugno, riuscì a mantenere i contatti con la sua famiglia grazie ad un agente di custodia, Andrea Schivo (che fu scoperto pochi giorni dopo dai nazisti e deportato a Flossenbürg, ove morì).
Trasferita nel campo di transito di Fossoli di Carpi e di qui nella Polonia occupata, Clara Pirani Cardosi fu uccisa in una camera a gas ad Auschwitz il 6 agosto, al suo arrivo al campo di sterminio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 Maggio 2022
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