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Da Enzo Tortora a don Alberto, a Gallarate si discute di nuove intitolazioni

Tra gli altri nomi emersi anche Pietro Tenconi, il gesuita padre Busa, la preside Ebe Piccoli. Il dibattito rilanciato anche da una consultazione social

Gallarate centro

Era da tempo che a Gallarate non si discuteva di intitolare nuove strade e piazze. Fatto sta che adesso si riaffaccia il dibattito sulla toponomastica, sull’associare a un luogo il nome di una personalità, nazionale, internazionale o locale che sia.

Dibattito innescato da PiùGallarate e Più Europa, che hanno lanciato in grande stile la proposta di ricordare Enzo Tortora, figura senza legami diretti con la città ma divenuta simbolo degli errori giudiziari (e, all’opposto, della battaglia garantista). Ma in realtà ci sono anche altre figure “in attesa” da tempo, proposte lasciate un po’ nel cassetto magari dopo l’ondata emotiva legata alla scomparsa.

Sarà che la città ha già vissuto una fase di boom edilizio (nella roboante metà degli anni zero, prima della grande crisi del 2007), sarà che le case – in assenza di progetto urbanistico – si sono aggiunte su strade esistenti e non su nuove vie urbane, fatto sta che gli ultimi anni non hanno visto dedicazioni importanti e riconosciute. Si deve forse risalire a tre lustri fa per trovare la dedicazione di “largo” (in realtà un parcheggio) a monsignor Isimbardi, figura importante della Chiesa gallaratese, prevosto negli anni della Seconda Guerra Mondiale e della guerra civile, quando aveva contribuito a contenere gli eccessi, rischiando anche di suo (venne maltrattato dai fascisti più accesi). La figura di Isimbardi aveva messo d’accordo un po’ tutti, anche se oggettivamente l’uso del nome non si è proprio imposto nell’identificare l’area accessibile da via XX Settembre.

Sia come sia, adesso si torna a discutere dei luoghi da intitolare.
PiùGallarate ha ipotizzato di dare il nome di Enzo Tortora al piccolo largo di fronte al tribunale, in viale Milano. Sempre sul fronte politico c’erano le proposte di Fratelli d’Italia, che alla vecchia idea di un omaggio “ai martiri delle foibe” aveva aggiunto l’idea di una via dedicata al Milite Ignoto, nell’ambito della campagna politica fatta lo scorso anno da Giorgia Meloni (si era persino affacciata l’idea di ribattezzare la piazza della stazione, oggi dedicata a Giovanni XXIII, il papa della Pacem in Terris).

Nel frattempo nel dibattito cittadino si sono affacciati anche altri nomi, soprattutto nomi gallaratesi. È venuto fuori il nome di don Alberto Dell’Orto, figura emergente, per cui si erano anche ipotizzati anche altri omaggi pubblici. O ancora la professoressa Ebe Piccoli, la preside del liceo deceduta da poco, e quel gran narratore di cultura locale che è stato Pietro Tenconi, il “re risotto”.
 C’è anche una proposta per intitolare i giardini antistanti il cimitero monumentale all’ex sindaco Claudio Sironi e allo storico Pier Giuseppe Sironi, uomo dai grandi meriti anche per la storia cittadina.

Infine anche le figure di quel particolare centro di cultura dentro la città che è l’Aloisianum: in passato era emerso – nell’immediatezza della morte – il nome di padre di Imperatori, in questi giorni invece è comparsa anche la proposta di ricordare padre Roberto Busa, “il gesuita che insegnò ai computer a leggere” (una storia presentata in queste settimane anche da Radio Monte Diviso).
Il tema-intitolazioni è finito anche in una consultazione social della pagina Gallarate è.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 Giugno 2022
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