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La petizione popolare che chiede un parco per la zona dei Fontanili tra Gallarate, Cavaria e Besnate

La raccolta firme è stata lanciata a metà primavera, per dare forza alla proposta di valorizzazione dell'area collinare, "prolungamento" delle aree verdi della Boschina e del Monte Diviso

Oasi fontanili Gallarate

Un progetto tra Comuni, il coinvolgimento dei volontari, la valorizzazione anche attraverso la frequentazione delle scuole. Sono alcuni dei punti contenuti nella proposta di “Rilancio e tutela dell’area verde dei Fontanili”, petizione popolare presentata in Comune a Gallarate, usando uno strumento previsto dallo Statuto Comunale.

L’idea è di rilanciare la zona facendone una sorta di parco suburbano intercomunale (l’area dei fontanili è al confine con Cavaria con Premezzo e Besnate), come ne esistono in zone vicine, ad esempio al Parco Milanese costituito su terreni di Busto, Castellanza e Legnano.

Come previsto appunto dallo Statuto, i promotori hanno raccolto duecento firme di gallaratesi, a sostegno della proposta: «La raccolta è andata particolarmente bene» racconta Rita Morlino, che ha tirato un po’ le fila della mobilitazione. «Già nelle prime settimane avevamo raccolto le 200 firme minime, avendo 90 giorni di tempo abbiamo continuato e la nostra soddisfazione è stata grande nel vedere l’interesse di tantissime persone».

Lo strumento scelto è la petizione popolare, che è stata sostenuta da Obiettivo Comune Gallarate, la lista civica che aveva già portato la proposta in consiglio comunale con Massimo Gnocchi. In quell’occasione nell’assemblea civica c’era stato un certo sostegno all’idea in sé, ma poi la maggioranza aveva votato contro, considerando prematura l’idea e preferendo aspettare una mossa da Cavaria (il Comune nei cui confini rientra la maggior parte dell’area dei fontanili).

Con la presentazione della petizione, da statuto, la proposta torna in consiglio per la seconda volta. Lo spirito dell’iniziativa è chiaro: non è più una istanza portata da un singolo consigliere comunale, ma da un pezzo della cittadinanza. Secondo Morlino l’interesse è decisamente più ampio di quel che è “formalizzato” nelle firme: «Tanti erano anche i non gallaratesi, che non potevano firmare ma che hanno mostrato partecipazione per il progetto» spiega. Mentre all’opposto «alcuni gallaratesi sono venuti solo oggi a conoscenza dell’esistenza, anche se di fatto rappresenta quasi una prosecuzione dell’area già molto frequentata della Boschina e del Monte Diviso».

Alla Boschina di Gallarate viene rinnovata la strada bianca

La proposta e il testo della petizione

Il testo della petizione prende le mosse dalla frequentazione di queste aree verdi cresciuta nel periodo di lockdown parziali, quelli che hanno costretto le persone dentro i confini comunali. Momenti che “hanno fortemente aumentato la percezione del valore di una così preziosa risorsa, a due passi dagli abitati dei Comuni confinanti”, quando “centinaia di I persone hanno riscoperto in questo periodo non tanto i parchi urbani, quanto le aree periurbane”.

oasi fontanili Gallarate
Il corso d’acqua alimentato dai fontanili, in una foto invernale

I sottoscrittori della petizione “chiedono che questa Amministrazione Comunale si attivi per tutelare la conservazione ambientale delle zone dell’area in territorio cittadino adiacente alla Cascina Montediviso, valutando anche l’ipotesi di coordinare azioni di pulizia dei boschi eseguite da volontari nonché come prevenire lo sversamento di rifiuti nocivi la cui successiva raccolta rappresenta un onere in certi casi evitabile per l’ente”. Inoltre chiedono “di proporre nelle scuole cittadine di primo e secondo grado la conoscenza delle zone boschive naturali che abbiamo la fortuna di avere, nonché di farsi promotori dell’iniziativa di aprire un tavolo di confronto tematico su queste aree naturali da conservare, invitando allo stesso gli Enti competenti (Parco Ticino), le associazioni ambientaliste (WWF e Legambiente) e di valorizzazione del territorio (Fai) nonché le altre Amministrazioni confinanti e parimenti interessate dalla zona umida naturale ovviamente libere di aderire ad un progetto di largo respiro intercomunale per la valorizzazione ed il rilancio dell’area dei Fontanili come un’oasi naturale da conservare e tutelare alla stregua di un vero parco dí pregio”.

Oltre a questo i promotori si spingono fino ad immaginare che qui nasca un Ecomuseo, un’intregrazione tra area e forme di partecipazione che insieme “raccontino direttamente sul territorio un pezzo di storia della comunità collegata all’ambiente, come lo sfruttamento economico del bosco o il ruolo delle acque nella crescita della città”. I fontanili, imbrigliati, sono infatti alle origini dell’acquedotto cittadino, agli albori del Novecento.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 20 Giugno 2022
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