Rientrano i sanitari sospesi perché non vaccinati: erano 925 quelli individuati da Ats Insubria

I provvedimenti erano partiti un anno fa a carico di sanitari del Varesotto e del Comasco. Oltre 300 poi avevano regolarizzato la posizione

vaccinazione

Rientrano al lavoro con due mesi di anticipo i medici sospesi per non essersi sottoposti alla vaccinazione. Il cambio di passo, spiegato dal Presidente del Consiglio Meloni come doveroso davanti a provvedimenti presi senza base scientifica e che limitavano le libertà individuali, è stato annunciato dal Ministro Schillaci: «Il quadro epidemiologico è mutato, in particolare , dai dati si vede che l’impatto su ospedali è limitato e che c’è una diminuzione dei contagi e la stabilizzazione nell’occupazione degli ospedali. A ciò si aggiunge la carenza del personale medico: quindi aver rimesso a lavorare questi medici non vaccinati serve a contrastare la carenza e garantire il diritto alla salute».

Il Ministro, però, si è detto pronto a modificare la linee: « Se arriveranno nuove varianti noi siamo pronti in ogni momento a intervenire. C’è stata anche qualche polemica sull’eliminazione del bollettino settimanale. I dati non sono secretati ma sono in ogni momento a disposizione delle autorità competenti. Laddove ci fossero da un giorno all’altro delle variazioni importanti saremo i primi a comunicarlo».

Lo scorso anno, Ats Insubria aveva dichiarato di aver preso provvedimenti a carico di 925 sanitari tra Varesotto e Comasco: di questi 317 avevano regolarizzato la propria posizione. Nella lunga attività di indagine e verifica, il personale di Ats aveva vagliato 7484 psizioni

Nessun cambio, al momento, per le quarantene dei positivi asintomatici. Antonio Schillaci ha assicurato che è un tema di discussione e confronto con gli esperti di Iss, di Aifa e dello Spallazani.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 Novembre 2022
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