Varese News

Un viaggio nei luoghi dove si combattevano le guerre mondiali in mostra al Museo del Tessile di Busto Arsizio

Le sale gemelle del polo museale ospitano due distinte mostre dedicate alla Prima e alla Seconda Guerra Mondiale, realizzate da Alessio Franconi

mostra si combatteva qui alessio franconi

Passando tra le reti metalliche che sorreggono le stampe delle foto senti il freddo e il sibilo del vento o dei proiettili; non c’è sangue in quelle immagini, molte in bianco e nero anche se scattate recentemente, non ci sono corpi straziati ma montagne, rocce, frammenti di una guerra ormai lontana.

È tutto lasciato all’immaginazione, spronata dalle didascalie scritte dall’autore nel suo lungo peregrinare tra le Alpi e i Carpazi: le tre cime di Lavaredo viste dalle postazioni austro-ungariche della Prima Guerra Mondiale svettano scure e sembrano una minaccia, altro che il paradiso del turismo a cui siamo abituati da decenni.

L’autore della mostra visitabile dal 6 al 27 novembre nelle sale gemelle del Museo del Tessile di Busto Arsizio è Alessio Franconi, storico, scrittore, fotografo autore per diverse testate da National Geographic a Montagne360. Il titolo del lavoro esposto a Busto è “Si combatteva qui” e ripercorre luoghi in cui interi eserciti si sono affrontati e decimati nelle due guerre mondiali. In una sala il focus è sulla Prima Guerra Mondiale combattuta lungo la catena delle Alpi e dei Carpazi, nell’altra l’attenzione si sposta sulla Seconda Guerra Mondiale con tutto il suo bagaglio di nefandezze in cui un importante spazio è dedicato anche alle Foibe e agli eccidi di ambo le parti.

mostra si combatteva qui alessio franconi

Un reportage fotografico pluriennale, lungo le Alpi e i Monti Carpazi, fatto di profonda ricerca storica, avventura e complicate missioni fotografiche portate avanti in dieci stati, sia interni che esterni all’Unione Europea. Dietro alla motivazione dell’autore la storia di una famiglia decimata dalla Grande Guerra e colpita dalla Seconda Guerra Mondiale.

Il visitatore viene accompagnato sulle tracce della guerra, alla scoperta di sinistri luoghi abbandonati nella natura incontaminata, tra creste oltre i 3.000 metri e foreste cristallizzate da gelo. Per rivivere e comprendere la sofferenza causata dalla guerra e la tenacia di chi dovette affrontarla. La tecnica fotografica in bianco e nero e quella a colore distinguono i due periodi accompagnando i visitatori nella comprensione del più tragico dei momenti vissuti dall’ essere umano: la guerra.

L’autore grazie alla conoscenza delle montagne, essendo Alpino in congedo e socio ultradecennale del Club Alpino Italiano, è stato in grado di raggiungere luoghi spettacolari, permettendo ai visitatori dell’esposizione di comprendere l’asprezza delle aree dove fu combattuta la così detta “Grande Guerra” e le battaglie dimenticate della Seconda Guerra Mondiale. La mostra vuole essere un modo per far comprendere quanto possano essere atroci le conseguenze delle divisioni e dei conflitti. Vuole essere un tributo a quanti combatterono su ogni fronte perdendo vite e affetti un salto nell’Europa di allora per capire quella di oggi

La presentazione si è svolta questa mattina, venerdì 4 novembre (Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate) alla presenza dell’assessore alla Cultura Manuela Maffioli, la collega dell’Istruzione Daniela Cinzia Cerana, le associazioni d’arma, dei reduci e delle famiglie delle vittime della guerra.

Importante, infine, la dedica a Cristian Tallarida, figlio del consigliere Orazio Tallarida morto in un incidente stradale nel 2021. Cristian conosceva Alessio Franconi, in quanto entrambi hanno fatto parte del progetto Erasmus e una delegazione di studenti Erasmus verrà a Busto Arsizio a visitare la mostra per suggellare questo legame, legato al ricordo del giovane bustese scomparso tragicamente: «Più volte Cristian è andato a vedere le mostre di Alessio in giro per l’Italia e ha visitato alcuni dei luoghi fotografati. Una delle tante cose che mi ha chiesto prima di quel tragico giorno era proprio la possibilità di portare la mostra di Alessio qui e, finalmente, oggi è qui per tutti coloro che vorranno visitarla» – ha detto Tallarida a margine della presentazione.

 

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 04 Novembre 2022
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore