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L’ex-sindaco di Ferno Gesualdi fece un patto con la ‘ndrangheta? Sarà il processo a chiarirlo

Prima udienza il 31 gennaio davanti al collegio del Tribunale di Busto Arsizio. L'avvocato dell'ex-sindaco: "Lui si è sempre professato innocente. Lo domostreremo”

Ferno Generiche

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Milano ha rinviato a giudizio l’ex-sindaco di Ferno Filippo Gesualdi per voto di scambio politico-mafioso e altre sette persone mentre tre hanno patteggiato e uno ha scelto il rito abbreviato. Il processo prenderà il via davanti al collegio giudicante del Tribunale di Busto Arsizio il 31 gennaio.

L’accusa sostiene che l’elezione di Gesualdi sia avvenuta a seguito di un patto con alcuni esponenti della locale di ‘ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo. Il pm della Dda Alessandra Cerreti, che aveva già condotto le indagini contro gli interessi della locale nella zona di Malpensa, aveva poi indagato anche l’ex-sindaco che, comunque, aveva portato a termine il suo mandato. In particolare l’attenzione della direzione distrettuale antimafia si era concentrata sull’acquisto di un terreno da parte di Salvatore De Castro (figlio dell’ex-boss Emanuele De Castro, oggi collaboratore di giustizia) e il bando per la gestione dei campi sportivi di Ferno.

Per Gesualdi è l’avvocato Gianluca Franchi a spiegare la linea difensiva: «Il mio assistito si è da sempre professato estraneo alle accuse, tanto che il collaboratore di giustizia De Castro dice di non aver mai visto e di non sapere che faccia avesse Gesualdi. La richiesta di aiuto sarebbe stata mediata da Misiano che è andata da De Castro a dire che lui era un personaggio su cui si poteva contare. Era quindi Misiano che millantava.

E aggiunge: «Basta guardare quali sono stati i comportamenti successivi del sindaco. L’incontro con il figlio di De Castro per l’acquisto di un terreno, che Gesualdi non nega pur sottolineando di non sapere in quel momento chi fosse, è servito solo a dare informazioni che non erano coperte da segreto. Poi è lo stesso Salvatore De Castro a dire al padre che da Gesualdi non riusciva ad ottenere neanche le cose lecite. Per quanto riguarda il bando per l’area sportiva il mio assistito non compare mai e la persona che doveva essere favorita (secondo la Procura Mario Filippelli) non vi ha nemmeno partecipato»

Franchi conclude: «Avevamo chiesto il non luogo a procedere ma avevamo messo in conto di dover arrivare al processo senza usare riti alternativi. Non ci siamo opposti alla costituzione di parte civile del Comune di Ferno perchè Gesualdi avrebbe fatto lo stesso se fosse stato lui il sindaco ed è nostro interesse far emergere la verità nel contraddittorio».

Il sindaco di Ferno indagato per voto di scambio politico-mafioso

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 21 Dicembre 2022
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