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Il “Dante” di Gallarate: 40 anni senza mai andare “fuori tempo”

Le classi a Indirizzo musicale dell’Istituto Comprensivo sono pronte a festeggiare l’evento: tutto iniziò nel 1979 con la firma di Giovanni Spadolini. Oggi, 150 alunni delle Medie vivono un rapporto quotidiano con i suoni. In programma tanti concerti anche con gli “ex”

Scuola Gallarate generico

Spielen, to play, jouer: in molti paesi europei, il fare musica è un “gioco”. Lo si fa con leggerezza per prendere contatto con il mondo e con sé stessi. Chi impara le note entra in un circuito virtuoso perché ascoltando, capisce. E perché la collaborazione con gli altri affina l’intuizione, il pensiero razionale ma anche quello più creativo. La vitamina anti-stress delle note, fa diventare grandi. Allora la musica, in tutte le sue forme ed espressioni, non si riduce a banale compagna di un passatempo indefinito, ma in strada maestra della propria formazione. Sia che si culli il sogno da futuro concertista, la passione per la didattica o quella hobbistica dell’esecuzione da fine settimana.

L’Indirizzo musicale dell’Istituto Comprensivo “Dante” di Gallarate compie quarant’anni di vita. E questo non è un gioco. Non è lo stato fin dagli inizi: nel 1975 con la partenza di un progetto pilota e nel 1979, con l’allora Ministro della Pubblica Istruzione Giovanni Spadolini, a firmare il decreto esecutivo della “sperimentazione musicale”. L’Istituto prescelto fu, in quegli anni, la scuola “L. Majno” di Gallarate. L’obiettivo era progressista allora; a volte lo è ancora oggi: “Colmare almeno in parte, quel vuoto di cultura musicale così presente nella didattica italiana”. Contro l’angoscia di chi, per giusta ribellione, definiva il flauto in plastica “piffero” (strumento principe di goliardiche esecuzioni dell’Inno alla Gioia dalla Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven: ricordi di chi scrive) e contro la noia di programmi giurassici impostati sulla scala di Do e qualche esempio discografico isolato.

Al “Dante” si è lavorato più che bene. E gli applausi che arriveranno nel corso dei tanti eventi in programma per i festeggiamenti, saranno più che meritati. A tagliare il nastro del concerto di venerdì 22 marzo, nell’Aula Magna dell’Istituto, in occasione di una serata dove la scuola di Gallarate siglerà il gemellaggio con l’Istituto Comprensivo “Beato Angelico” di Firenze, ci saranno anche i nove docenti di strumento: due per il pianoforte, due per il violino, due per la chitarra, uno per il flauto, uno per il clarinetto e uno per le percussioni. Per dovere di cronaca, qui non si faranno né nomi e né cognomi: l’umiltà è una virtù. Gli insegnanti lasciano il posto agli allievi: si fa così, perché in un’orchestra c’è posto per tutti. Per chi ha studiato al “Dante” e la musica l’ha poi messa nel cassetto (ma se la porta sempre nel cuore); per chi ci ha studiato e gli studi, nota dopo nota, lo hanno condotto sui palchi, ad incidere dischi, a girare l’Europa e insegnare.

In tema di ex alunni si è organizzato l’evento di venerdì 3 maggio nella Chiesa S. Pietro a Gallarate. Il concerto sarà diviso in due parti: nella prima ascolteremo Federica Gatti e Gaia Ghidini al violino affiancati dal trio di strumenti antichi “Effimere Corde”. In formazione Cristina Verdecchia all’arciliuto, Matteo Turri alla chitarra barocca e Sofia Ferri alla tiorba. La seconda parte, invece, vedrà in scena il Quartetto Cécile composto dalle flautiste Chiara Brusa, Giulia Crosta, Elena Paganessi e Laura Platinetti. Un inciso, meritorio nei confronti dei docenti del “Dante”: Gatti, Ghiaini, Turri e Crosta sono ex studenti dell’Istituto, oggi professionisti nel campo musicale; Verdecchia è docente di ruolo presso il “Dante” mentre Ferri, Brusa, Paganessi e Platinetti sono collaboratori musicali della scuola.

La programmazione proseguirà tra fine maggio e inizio giugno nella Spazio Restauro della Basilica di Gallarate (serata musicale di alunni ed ex; data ancora da definire) per poi chiudersi domenica 9 giugno, al Teatro Sociale di Busto Arsizio, con un concerto nella migliore tradizione classica (coro e strumenti; programma in via di definizione).

Nell’Istituto diretto da Daniele Chiffi, sono 150 gli alunni della scuola media impegnati in lezioni pomeridiane, a partecipare ad eventi sul territorio, saggi, lezioni-concerto, progetti didattici e concorsi musicali. La scuola, attraverso una nota stampa, comunica che “molti di loro decidono di proseguire lo studio dello strumento sia in ambito amatoriale che professionale. La loro partecipazione agli eventi del Quarantennale è la migliore dimostrazione del cammino percorso, e di quanto è stato fatto per mantenere viva questa meravigliosa scuola”. Alla quale guardare con speranza e un poco di orgoglio. Dopo tutto, diceva Friedrich Nietzsche, “la vita senza musica, sarebbe un errore”. Più o meno grave, giudicate voi.

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Pubblicato il 21 Marzo 2019
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