Un secolo da Tigrotti: notte magica al Teatro Sociale

Le immagini e i volti del passato, le grandi imprese e i momenti difficili di questi primi 100 anni di Pro Patria. Con lo "scudettino" della stagione passata a fare da simbolo della rinascita biancoblu

Notte magica per i 100 anni della Pro Patria

Una notte nella quale stipare un secolo di storia. La Pro Patria compie cent’anni e lo fa con il morale a mille: in platea al Teatro Sociale sfilano ex giocatori, allenatori e presidenti, in mezzo al popolo che ha sempre dato il suo sostegno anche nei periodi bui. Sorride Patrizia Testa, conscia di aver restituito qualcosa, probabilmente non quantificabile, ma altrettanto importante.

Dalla figura di Giannino Gallazzi, che da ottant’anni timbra il cartellino allo “Speroni”, fino ad arrivare ai calciatori che in questa stagione stanno dimostrando di meritare la maglia biancoblu. La serata incomincia con la narrazione, ripartita in decenni, degli splendori e delle miserie per i quali la società di via Ca’ Bianca è passata nell’arco di questi cent’anni: dagli esordi post prima guerra mondiale in Prima Divisione alla prima stagione in Seria A (1929/1930) e quel 7 a 0 rifilato all’Atalanta, i gol di Reguzzoni e Turconi, massimi bomber biancoblu; lo 0 a 4 rifilato alla Juventus nel 1948 che fa storcere il naso alla presidente, la cui passione per la Pro è seconda solo a quella per la Vecchia Signora.

E ancora gli anni gloriosi in massima serie con Meazza in panchina e il miraggio Kubala, ingaggiato ma mai sceso in campo per poi finire a dare spettacolo in quel di Barcellona; passando per una clamorosa fusione tentata con il Legnano negli anni 60’ e l’atterraggio dell’astronave Pelè allo Speroni (QUI le foto inedite trovate da VareseNews) il decennio successivo; la massima serie è ormai lontana e la B la si saluta nel ’66, iniziando così il calvario dei campionati minori (l’abisso si avrà nel 91/92 con la squadra in Eccellenza) comunque pieni di storie, aneddoti ed emozioni. Nel 2008/2009 il ritorno in Serie B salta nella finale play-off contro il Padova, dolore recente ormai scritto nei “Ti ricordi quando dovevamo andare in B…” con puntini di sospensione a sottolineare la perplessità di una partita strana.

Fino ad arrivare ai giorni nostri, con lo scudettino sul petto a tagliare quelle tradizionali linee blu. Quando la prima squadra viene chiamata sul palco è un tripudio di applausi: parlano lo schivo capitano Mario Santana, la bandiera Riccardo Colombo (che spinge per avere sempre più gente allo stadio) e ovviamente mister Javorcic: «Noi siamo silenziosi come il nostro capitano, parliamo con i risultati. Sono orgoglioso di vivere questo momento, grazie a Patrizia Testa per aver creduto in me dal primo giorno». Sale sul palco anche il sindaco Emanuele Antonelli: «Stasera parlare mi sembra futile, le immagini dicono tutto. La Pro Patria è sempre stata un onere nei confronti della città, ringrazio i presidenti che con passione si sono immersi in questo lavoro. E soprattutto Patrizia Testa, capace di ridare credibilità ad una squadra storica e a una città intera. Sono orgoglioso di te in quanto sindaco e auguro altri cent’anni di Pro».

Tra i premi del Club il Tigrotto ai giocatori con più di 100 presenze (recordman Pippo Taglioretti, 389 presenze) e quello degli ultras a Carmelo Dato, c’è spazio per chiamare sul palco anche Martino Garavaglia, figlio di Giovanni, che per decenni ha saputo fissare su fotografia le lotte della domenica, anche per il nostro giornale. Infine spazio al presidente Testa, acclamata dagli ultras in galleria: «Tutto questo senza il mio direttore Sandro Turotti non sarebbe stato possibile, è lui l’artefice di questa Pro Patria».
La serata tra i video in bianco e nero lascia un senso ambivalente: malinconia nel vedere i campioni in Serie A e ottimismo nel futuro che questo assetto societario sta dimostrando di poter trasmettere ad una piazza che non sarà la più importante, ma che ha saputo, parole di Patrizia Testa, «guardare al futuro essendo ben radicata al passato». E anche per questo, auguri Pro Patria.

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Pubblicato il 01 Marzo 2019
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