Quantcast

I proprietari delle pasticcerie chiuse si difendono: “accuse frutto di vendetta”

Il legale annuncia una controindagine in cui risentirà i dipendenti e spiega: “Merce avariata era da buttare. Mai usata”

cartello foglio affisso sotto sequestro Orlando Mastrillo

La linea di difesa dei proprietari della pasticceria Paganini è semplice: “I cibi scaduti facevano parte di uno stock di merce che doveva essere buttata e non utilizzata per preparare  i dolci e le accuse riguardo ai maltrattamenti nei confronti dei dipendenti sono frutto della vendetta di un dipendente a cui non è stato rinnovato il contratto”.

Cesare Cicorella, l’avvocato della famiglia che giovedì 25 ottobre si è vista chiudere, dopo più di 40 anni, la pasticceria, il laboratorio e il bistrot è convinto che “quanto accaduto non può mettere in discussione una lunga tradizione familiare che è stata sempre apprezzata dai bustocchi”.

Il difensore annuncia una “contro indagine” con la quale risentiranno tutti i dipendenti per dimostrare che le accuse presentate agli inquirenti sarebbero in gran parte infondate o esagerate.

 

Ora l’obiettivo primario è quello di ottenere il dissequestro dei locali e ricominciare l’attivitá il prima possibile per salvare la storia e i posti di lavoro.

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it
Un cittadino bene informato vive meglio nella propria comunità. La buona informazione ha un valore. Se pensi che facciamo una buona informazione, sostienici!
Pubblicato il 25 Ottobre 2019
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore