Stere e Nautilus, Bellora: «Dovevano risolvere tutto in sei mesi, ma siamo al punto di partenza»
L'ex sindaco di Cardano torna a parlare, e rinfaccia all'attuale maggioranza le accuse ricevute in campagna elettorale: «I problemi di Cardano sono molto complessi e non si risolvono in poco tempo»

«Come recita un detto popolare, “non esistono soluzioni semplici a problemi complicati”. Ed è esattamente così per il futuro dell’ex Stere e del Nautilus, che la nuova amministrazione avrebbe dovuto risolvere già nel primo anno». Angelo Bellora torna a parlare, e lo fa togliendosi qualche sassolino dalle scarpe. L’ex sindaco di Cardano al Campo ha commentato l’intervista di fine anno del suo successore Maurizio Colombo, ricordando che sulle questioni più calde della città non si è ancora fatto alcun passo avanti.
Le pagelle di Colombo per il 2019: «Sufficienza piena, ma ancora tanto da fare»
«Noi – afferma Bellora – eravamo accusati di essere coloro che facevano scappare gli operatori; ma, come stanno riscontrando loro adesso, queste cose sono molto complicate e necessitano di tempo».
L’ex Nautilus
L’ex sindaco dà atto a Colombo di tenere un atteggiamento positivo a riguardo; i due, di fatto, sono d’accordo nel considerare il cambio della viabilità come l’aspetto fondamentale attorno a cui organizzare i lavori: «Gli operatori, giustamente, pensano al profitto; il compito dell’amministrazione – ribadisce – è di conciliare le richieste degli operatori con la difesa del territorio e dei cittadini. Quell’area, in vista di eventuali progetti per l’ex Nautilus ma anche in vista della realizzazione della ferrovia per Malpensa, va rivista totalmente dal punto di vista viabilistico. La rotonda – che Colombo vorrebbe inserire tra le opere di compensazione per la ferrovia – è il minimo: poi andrebbero realizzate la pista ciclabile e le corsie di decelerazione. Noi un progetto per un insediamento commerciale l’avevamo avviato, è ancora sul tavolo».
Quello che lamenta Bellora è l’atteggiamento della maggioranza in Consiglio, giudicato troppo poco aperto al dialogo: «Non si discute più come si dovrebbe. Durante l’ultimo Consiglio (in cui si è votato il bilancio di previsione e il dup, ndr) mi è stato detto che io mi segnavo tutte le domande e rispondevo punto per punto all’opposizione. Adesso non mi pare che succeda più: si preferisce uscire sui giornali e dire frasi generiche come “stiamo vedendo”. Ma, finora, non si è risolto niente».
Il futuro dell’ex Stere
«È un altro problema complicato con soluzioni complicate» la battezza Bellora. Che ricorda le idee per andare incontro all’operatore che avrebbe acquistato la Stere: «Considerate le grandi somme di denaro necessarie a risistemare la struttura, volevamo andare incontro all’operatore compensandolo con una maggiorazione volumetrica. Successivamente, però, la villetta fu stralciata dal pgt, e questo ha ridotto la volumetria. Poi – continua – quello che spaventava era una norma, un accordo di programma che prevede che il 50% del terreno edificato vada al comune. Vista così sembrava agli operatori una norma da regime dell’Est. In realtà, abbiamo più volte ripetuto che era facilmente disinnescabile, modificando il pgt. Il nostro mandato però stava ormai giungendo al termine, ed era ormai troppo tardi per toccare una questione così importante».
E poi c’è la questione, delicata, dell’amianto, presente sul tetto dell’edificio: «Noi – spiega – avevamo preparato una diffida che dava un termine agli operatori, obbligandoli a rimuovere l’amianto. Chi ha comprato la struttura, un immobiliarista, era a conoscenza di questa incombenza; già la curatela aveva iniziato a rimuoverlo, e nel bando di vendita c’era il piano per asportarlo». Colombo, nella nostra intervista di fine anno, parlava di una norma regionale che potrebbe favorire una possibile riqualificazione dell’area: «Potrebbe trattarsi di un bonus – spiega Bellora – per rigenerare le aree urbane; in questo caso, forse si potrebbe recuperare una parte della villetta».
«Che maggioranza e opposizione si scontrino e si rinfaccino le cose è normale, è il gioco delle parti» afferma Bellora, per cui una riqualificazione delle aree di Cardano è una priorità: «Se il Nautilus si trasformerà in un’opera di valenza sociale, sarò il primo a fare i complimenti. Il problema, e vale anche per la Stere, è che non è stato fatto alcun passo avanti».
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