Bar e ristornati puntano sui tavolini all’aperto: “35 nuove richieste e tanti allargamenti”

Dopo che il comune ha "liberalizzato" l'occupazione di vie e piazze per i bar gli esercenti hanno risposto con entusiasmo. L'assessore Maffioli: "La città torna a vivere ma adottiamo comportamenti responsabili"

riaperture negozi bar ristoranti 18 maggio 2020 busto arsizio

A pochi giorni dal via libera alla riapertura di bar e ristoranti a Busto Arsizio si cominciano a notare nuove collocazioni di tavolini e ombrelloni, spesso con un allestimento curato, abbellito da piante fiorite. Si vedono i proprietari prendere le misure per allestire gli spazi in maniera  sicura, disimballare i nuovi arredi, studiare modalità nuove per accogliere al meglio i clienti dopo i difficili mesi del lockdown.

«Busto sta tornando alla vita e i tavoli all’aperto, grazie anche agli allestimenti curati dei gestori dei pubblici esercizi, le stanno regalando un nuovo volto, dall’estetica gradevole -dichiara la vicesindaco e assessore al Commercio Manuela Maffioli-. Riprendiamo a vivere con sollievo, ma anche con prudenza». In seguito all’approvazione da parte della giunta delle misure che semplificano le modalità di occupazione degli spazi esterni dei locali, la vicesindaco, che in questi giorni ha compiuto una serie di sopralluoghi per dare tutte le indicazioni utili agli operatori, segnala che, oltre alle pratiche già arrivate nelle scorse settimane, l’ufficio Suap si è occupato di ben 35 nuove richieste, solo in parte estensioni di occupazioni già abitualmente in essere. E altre pratiche stanno arrivando ancora in queste ore».

Questo è indice del fatto che le misure sono state apprezzate e che anche locali che non hanno mai avuto tavolini all’aperto hanno colto l’opportunità offerta dall’Amministrazione di sfruttare gratuitamente gli spazi esterni per posizionare i tavolini che per le norme di distanziamento sociale non si possono mettere all’interno. Circa il 90% delle richieste si riferisce alla tipologia A, cioè alle occupazioni che utilizzano  il marciapiede o gli spazi adiacenti al locale. In questo caso è prevista una procedura molto snella e rapida che consiste in una semplice comunicazione all’ufficio Suap (sul sito del Comune sono pubblicati tutti i dettagli e la modulistica necessaria). 

Le modalità studiate a sostegno degli esercizi non devono però far dimenticare che l’epidemia è ancora in corso e che le misure di sicurezza vanno rispettate rigorosamente. «Confido che tutti coloro che da stasera torneranno a degustare un cocktail nei pubblici esercizi della città  adottino comportamenti responsabili– è l’auspicio della vicesindaco-: possiamo riprendere a vivere e a divertirci senza mettere a rischio la nostra salute nè mettere in difficoltà i gestori dei locali. A loro, anche a fronte dello scrupolo con cui si sono attrezzati per riaprire e degli investimenti che hanno fatto per rispettare le norme di sicurezza, va il mio plauso e il mio incoraggiamento. Comportarsi correttamente e seguire le indicazioni è innanzitutto un segnale di rispetto per loro, che hanno già pagato un duro prezzo in questi mesi. L’Amministrazione ha fatto e farà la propria parte per sostenerli. Lo stesso facciano i loro clienti, pur nel pieno diritto di tornare, gradualmente, alla vita».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 Maggio 2020
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