Un David di Donatello all’Istituto Antonioni, Licia Maglietta nominata direttrice didattica

L'oscar italiano per la sua interpretazione da protagonista in "Pane e Tulipani" di Silvio Soldini. L'attrice napoletana, musa anche di Mario Martone, scelta per far crescere la scuola di cinema

licia maglietta

Cambio al vertice dell’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni di Busto Arsizio. A partire dall’anno accademico 2020/2021 Licia Maglietta sarà la nuova direttrice didattica dell’Academy con sede a Villa Calcaterra. L’attrice, nominata dal Consiglio di Amministrazione dell’Istituto, ha ricevuto ufficialmente l’incarico ieri dal presidente Alessandro Munari. La decisione di scegliere un’artista talentuosa e poliedrica, impegnata sul palcoscenico, nelle produzioni cinematografiche e nelle serie televisive, risponde all’esigenza di aggiungere un elemento importante al percorso di crescita costante dell’Istituto.

«Ringrazio di cuore per avermi dato questa possibilità – ha esordito la neo direttrice – Era tempo che mi chiedevo quale ruolo noi attori e registi, e in generale la cultura, avremmo dovuto avere nei confronti di coloro che verranno dopo di noi, ho discusso molto a proposito del rischio di far crescere una distanza tra noi e i giovani. Noi abbiamo vissuto anni felici in fondo, malgrado tutte le difficoltà e le sconfitte che hanno sempre accompagnato questi mestieri. Ma adesso? I problemi e le difficoltà sono diventati molto pesanti e, in una parte considerevole, sono sulle spalle dei giovani. C’è bisogno di trasmettere con maggiore chiarezza ciò che abbiamo capito ed elaborato in tutti questi anni. Non bisogna dare nulla per scontato. Dobbiamo porci con sguardo diverso, la fatica è maggiore. Abbiamo sempre avuto una grande responsabilità, l’abbiamo ora nei loro confronti».

Licia Maglietta metterà la sua esperienza a disposizione degli studenti, cercando insieme di mettere a fuoco le relazioni, il significato e il lavoro tra attori e registi, e soprattutto provare ad intuire l’incessante avventura alla base di questo mestiere: «Andiamo in scena ? Ce la facciamo ?»

Nonostante il periodo di difficoltà derivante dall’emergenza sanitaria, la direttrice ha concluso il suo intervento con parole di speranza: «Scopriremo modi nuovi per andare avanti, scaturiranno nuove domande, forse questa condizione porterà una sferzata di energia».

Biografia

Licia Maglietta nasce a Napoli. Già prima della laurea in architettura studia con Eugenio Barba e Jerzy Grotowski e segue seminari di teatro con maestri internazionali. È socia fondatrice del gruppo teatrale Falso Movimento e dal 1981 al 1993 è in tournée con spettacoli di Mario Martone in tutto il mondo. Il gruppo diventa poi Teatri Uniti di cui è ancora socia. Qualche anno dopo Carlo Cecchi la dirige in “La locandiera” (1993), “Leonce e Lena” (1994) e ancora nel “Tartufo” (2007). Ritorna alle sue regie a teatro con “Febbre Gialla”, “Insulti al Pubblico” (metà anni ’80) e con “Delirio amoroso” (1994) – nato dall’incontro con la poetessa Alda Merini – che gira nei teatri italiani ed esteri per circa dieci anni.

Negli anni novanta, al teatro affianca il lavoro in campo cinematografico: è interprete in “Morte di un matematico napoletano” (1992) “Nella città barocca” (1995) e in “Rasoi” (1993), diretti da Mario Martone. Nel ruolo di Amalia da giovane in “L’Amore Molesto” (1995) di M. Martone vince il Sacher d’oro come migliore attrice non protagonista. Con i film di Silvio Soldini – “Le acrobate” (1997), “Pane e tulipani” (2000), “Agata e la Tempesta” (2003) – ottiene la vera consacrazione e vince il premio David di Donatello 2000 come miglior attrice protagonista per “Pane e Tulipani” e numerosi premi internazionali. A teatro, in questi stessi anni, mette in scena più di dieci spettacoli di cui firma regia, scene e drammaturgia. Nel 2004 il Presidente Ciampi le conferisce il titolo di Cavaliere della Repubblica per Meriti Artistici.

Dopo aver interpretato alcuni film per la televisione, è protagonista in “Luna Rossa” (2001) di Antonio Capuano e in “Nel mio amore” (2004) di Susanna Tamaro. Nel 2007, nuovamente in tv con il film in pillole “Viaggio in Italia – una favola vera” di L. Miniero e P. Genovese. Nel 2015, per Sky cinema interpreta “In Treatment” di S. Costanzo. A teatro è in scena intanto con i suoi spettacoli, “Manca solo la Domenica” da un racconto di S. Grasso, in tournée in Italia e in Europa, “La Grande Occasione” da Bennett e “Non tutto è risolto” in cui affianca Franca Valeri per un omaggio alla grande artista. È poi in tournée con “Il Difficile Mestiere di Vedova” dal racconto di Silvana Grasso, con il concerto-melologo “Ballata” dall’opera della poetessa premio Nobel Wislawa Szymborska, e numerose letture. Dal 2015 al 2017 gira per la televisione la fiction “Tutto può succedere”. Suo spettacolo, andato in scena nel giugno 2017 al Napoli Teatro Festival è “Amati Enigmi” dal racconto della scrittrice napoletana Clotilde Marghieri, in tour per tutto l’anno. Nel 2018 gira con Tony Saccucci il documentario “Prima Donna” sulla cantante lirica Emma Carelli. A giugno del 2019 debutta con “Sta nella mente spaventata un mare” dalle poesie inedite di Anna Maria Ortese.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 23 Settembre 2020
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