Alfieri: “No ad ulteriori misure restrittive. Già arrivati i primi ristori alle attività lombarde”

Il senatore varesino del Pd chiede di mantenere la calma rispetto ai dati comunicati ieri da Ats sul contagio in provincia di Varese e chiede pazienza: "Gli effetti della zona rossa si vedranno nei prossimi giorni"

alessandro alfieri

«Sono stato il primo, due settimane fa, a chiedere la zona rossa per la provincia di Varese alla luce del numero crescente dei contagi e della pressione sulle strutture sanitarie. Allo stesso modo oggi dico che ci vuole prudenza nel commentare i numeri diffusi ieri da Ats: ritardi e accumulo di referti alimentano l’incertezza».

Lo dichiara il senatore varesino Alessandro Alfieri in merito alla diffusione dei dati sul contagio di ieri, martedì, da parte di Regione Lombardia e comunicati da Ats Insubria. «I dati vanno comunicati meglio e in maniera più puntuale ma non è questo il momento di farsi prendere dal panico. Bisogna attendere ancora qualche giorno per vedere gli effetti di questo nuovo lockdown prima di pensare ad ulteriori restrizioni che colpirebbero duramente famiglie, imprese e lavoratori» – sottolinea ancora il senatore Pd.

«È necessario piuttosto evitare errori clamorosi come quello commesso da Regione Lombardia che ha trasferito da Varese all’ospedale in Fiera medici e infermieri, preziosissimi per le nostre strutture ospedaliere sotto pressione. Buone notizie invece dal fronte ristori: il Governo ha anticipato i tempi e in Lombardia la prima parte degli aiuti a fondo perduto è già stata accreditata sui conti delle attività maggiormente colpite dalle chiusure» – conclude Alfieri.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 Novembre 2020
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