“Animus mundi”, per trasformare il dolore di questo tempo in speranza

Il libro che riporta le testimonianze degli operatori sanitari della provincia di Varese impegnati nella prima ondata del Covid servirà a finanziare il progetto di "terapia sospesa" che consente l'accesso al trattamento psicoterapeutico per le persone che hanno bisogno di aiuto ma non hanno le capacità economiche

Generica 2020

Ci sono le foto di bellissimi paesaggi sul lago e quelle di infermieri e medici che lottano insieme ai pazienti ricoverati nei reparti Covid. Sono gli sguardi dell’umanità, contemplativi e drammatici, carichi di pace e di dolore. Il libro “Animus mundi” pubblicato da Edizioni dEste li raccoglie entrambi, mettendo insieme la vita e la morte, elementi inscindibili di un’unica anima e fondamenta della nostra esistenza.

Una consapevolezza che i curatori del libro affidano alle foto suggestive di Franco Zighetti, medico di famiglia che fu molto amato dai suoi pazienti per la sua attenzione compassionevole e professionale, e alle testimonianze di chi era impegnato a combattere il Covid-19. Infermieri, medici e coordinatori di reparto, eroi senza medaglia che hanno alimentato la speranza di un intero Paese. «Considero questa la più bella eredità che mio padre mi abbia lasciato – spiega la psicoterapeuta Marta Zighetti, curatrice del libro – riconosco in me una parte del medico, la parte umana del suo essere professionale. La fotografia stessa è uno sguardo sul mondo, è un modo di leggerlo e di raccontarlo».

La pandemia ha accelerato la nostra ricerca di senso, ha stravolto abitudini e generato nuovi bisogni, più vicini alla nostra essenza. Un medico che ha voluto rimanere anonimo, descrive così nel libro gli effetti di questa esperienza: «Il Covid ha svelato la falsità del nostro senso di onnipotenza. Ha dato un nuovo senso al concetto di tempo e di priorità. Ha messo in discussione il nostro ruolo nel mondo e la nostra fragilità».

Animus mundi” svela dunque la nostra vulnerabilità e anche il nostro bisogno di essere in costante relazione etica con l’ambiente che ci circonda e le persone. Grazie alla collaborazione con l’Ordine degli infermieri della provincia di Varese, ci aiuta a conoscere i sentimenti di quelle persone che abbiamo visto una migliaia di volte in fotografia, nei servizi dei telegiornali e sulle prime pagine dei quotidiani, persone però di cui non conoscevamo nulla, se non le anonime maschere di protezione e le asettiche tute bianche.

Questo libro non è solo testimonianza ma anche garanzia d’impegno affinché tutto quel dolore si trasformi in speranza. Tutti i proventi e le donazioni serviranno a finanziare le attività dell’associazione “Essere esseri umani“che si propone di migliorare  il benessere psico-fisico-sociale attraverso il progetto di “terapia sospesa” che consente l’accesso al trattamento psicoterapeutico, soprattutto in questo momento storico, per quelle persone che hanno bisogno di aiuto ma non hanno le capacità economiche.

A tutti noi esseri umani” è la dedica che compare all’inizio del libro, quanto di più beneaugurante ci possa essere in questo tempo che ai più appare ormai perduto, ma che non lo è affatto. Scriveva Hannah Arendt: «Anche nei tempi più bui abbiamo diritto di attenderci una qualche illuminazione».

Chiunque volesse contribuire alla terapia sospesa può farlo con una donazione. Per tutte le informazioni potete andare sul sito  di Essere esseri umani

“Dopo l’emergenza dovremo prenderci cura del nostro dolore”

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 20 Dicembre 2020
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