“Fino alla prossima estate rispettiamo le regole ed evitiamo assembramenti”

Mentre i numeri dei nuovi positivi sono in netto calo, Ats Insubria si prepara all'eventuale terza ondata. L'appello ai giovani per evitare che la curva pandemica torni a salire

centro territoriale covid

La seconda ondata è partita dai giovani e ha avuto il suo epicentro in famiglia. Mentre il numero di nuovi positivi si sta riducendo, Ats Insubria si prepara alla terza eventuale ondata attesa a gennaio, quando saremo anche in piena epidemia da influenza, individuando le dinamiche che hanno caratterizzato la diffusione del virus nei mesi scorsi per evitare che si ripetano.

PREOCCUPA LA RIAPERTURA DELLE SCUOLE SUPERIORI
Al centro delle preoccupazioni c’è la riapertura degli istituti superiori e il ritorno dei ragazzi: « Purtroppo non è tanto l’aula quanto i trasporti e i luoghi limitrofi di ritrovo ad aver rappresentato il pericolo maggiore – mette in guarda il dottor Giuseppe Catanoso, direttore sanitario di Ats Insubria – Lunedì prossimo ci ritroveremo al tavolo negoziale avviato dal Prefetto per programmare l’apertura in sicurezza. Noi indicheremo le criticità e faremo appello alle autorità perché monitorino il rispetto della capienza al 75% dei mezzi di trasporto pubblici, piuttosto che gli assembramenti fuori da scuola o nei luoghi di aggregazione. Fino all’estate prossima, i ragazzi devono rispettare le regole e mantenere il distanziamento. È importante e fondamentale che evitino contagi che porterebbero in famiglia».
Così è andata in autunno, ponendo Varese tra le città italiane più colpite dalla pandemia.

VELOCITA’ DI TRACCIAMENTO
Ats Insubria ha lavorato per definire un sistema di tracciamento tempestivo e veloce che oggi si completa con l’invio dell’SMS anche ai contatti stretti di nuovi positivi entro 24 ore dalla registrazione: « Abbiamo automatizzato tutto il processo del contact tracing – spiega la dottoressa Elena Tettamanzi, responsabile Epidemiologia e Medicina Ambientale, Flussi Informativi di Ats Insubria – Davanti a un nuovo contagio inviamo al cellulare del positivo il messaggio con le istruzioni per scaricare l’attestato di quarantena obbligatoria, la prenotazione del tampone e la richiesta di segnalare i contatti stretti. Facciamo passare 24 ore per dar modo di correggere eventuali errori materiali o ripensare ai nominativi indicati. Quindi contattiamo, sempre tramite SMS, anche i contatti che vengono identificati e poi possono prenotare il tampone di fine quarantena, che è facoltativo, e il certificato».

Il sistema con messaggio sul cellulare, rodato da alcune settimane, è arrivato a superare l’80% dei nuovi positivi presi in carico ed è ormai pronto a gestire un’eventuale risalita della curva pandemica.

POTENZIAMENTO DELLA MEDICINA DEL TERRITORIO
In questo momento, il lavoro di Ats Insubria è quello di potenziare i servizi territoriali: sono stati attivati i 4 centri dove i medici di medicina generale inviano i sospetti per effettuare una diagnosi precisa di caso Covid e per definire, d’intesa con il curante, la terapia a domicilio o in ospedale.

Sono operativi gli hot spot diffusi che coinvolgono la medicina del territorio per i tamponi rapidi, sono ancora funzionanti le postazioni dei tamponi di Fontanelle ( dove si è ridotta l’attività con 500 esami al giorno), Cassano Valcuvia ( circa 280 tamponi) e Solbiate Olona dove l’attività è ancora intensa anche perchè insiste sull’area con il maggior tasso di contagi ( il 27% contro la media provinciale del 25,6%).

POCO SFRUTTATI I COVID HOTEL
Restano anche in vigore le due convenzioni con i covid hotel, un’esperienza che, al momento, si rivela poco interessante: sono ancora 4 gli ospiti di cui tre al Jet Hotel di Gallarate e uno all’Hotel Sacro Monte: « Abbiamo verificato che la richiesta rimane comunque residuale – ha sottolineato il direttore socio sanitario Ettore Presutto – forse a causa del territorio o forse perché i focolai in famiglia riguardano spesso tutti i componenti per cui non c’è l’esigenza di isolarsi. Comunque sia, le convenzioni ci sono e resteranno anche per i prossimi mesi».

I prossimi mesi, nessuno lo nega, saranno cruciali e critici: in prima linea ci saranno i medici di base coinvolti con i tamponi rapidi mentre rimarrà operativo il canale dedicato sistema per i tamponi in tempi stretti.
La velocità di tracciamento, di presa in carico e di isolamento sarà fondamentale per evitare un nuovo lock down e mantenere la “zona gialla”.

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 11 Dicembre 2020
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