100 anni Pci, il ricordo di Ambrogio Vaghi: “Quando andammo a Livorno con la bandiera salvata durante il fascismo”

Il ricordo di un militante (oggi ancora nel Pd) che nel '71 rappresentò, insieme a 4 ferrovieri, la federazione di Varese all'evento che si tenne al teatro San Marco per i 50 anni

mostra pci varese

Caro Direttore,

complimenti a Varesenews che ha ricordato il centenario del glorioso Partito Comunista Italiano (qui gli articoli). Io ho avuto l’onore di rappresentare la Federazione di Varese alla celebrazione dei primi 50 anni del partito che si tenne a Livorno nel lontano 1971. La delegazione varesina era composta da me e da 4 compagni ferrovieri di Germignaga che portavano con loro una bella bandiera rossa fortunosamente e pericolosamente salvata durante i bui anni del fascismo. Era un simbolo della Resistenza democratica antifascista mai venuta meno. Raggiungemmo Livorno in treno, I compagni ferrovieri avevano sconti e studiarono coincidenze che ci permisero di essere puntualmente presenti alla celebrazione. Partimmo dal vecchio Teatro Goldoni e in corteo, come 50 anni prima fecero i compagni della corrente di Bordiga con Gramsci e Togliatti, raggiungemmo il Teatro San Marco per le celebrazioni ufficiali. Eravamo orgogliosi.

I nostri compagni più anziani avevano fatto la scelta giusta e il PCI era diventato una realtà politica e sociale non solo nel nostro Paese. La commozione era grande e colse tutti noi nel ricordo dei momenti più importanti del lungo cammino percorso di cui eravamo stati anche protagonisti. Momenti indimenticabili. La gioia della giornata fu purtroppo funestata da un incidente stradale in cui persero la vita, sulla via del ritorno, alcuni prestigiosi dirigenti toscani.

Un piccolo neo nell’articolo di Varesenews. L’accenno a Giulio Seniga che se ne va fondando azione comunista. E no, negli anni molti se ne sono andati dal partito per disaccordi vari ma non portandosi via la cassa nazionale. Il Seniga era un uomo di Pietro Secchia che rappresentava una deleteria doppiezza politica. Ma questa è un’altra storia. Da non confondersi con scissioni o uscite di singoli in disaccordo con momenti della linea del Partito, certi di essere nel giusto e nel vero. Giusti o sbagliati che fossero i miei comportamenti nel partito politico, riconosco i concetti di maggioranza e di minoranza. Non ho mai preso il cappello ogni volta (e non sono state poche) che mi sono trovato in disaccordo. Ho continuato a battermi dall’interno per far valere le mie posizioni. Coì sono sempre stato nel PCI dal 1945 e oggi ancora nel PD battendomi contro i rottamatori e rinnovando stima e anche affetto a coloro che hanno fatto scelte diverse.

Grazie e cordialità

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Pubblicato il 20 Gennaio 2021
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