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Eddy Ravasi e la profezia di Ivan Basso: “Un giorno correrai per me”

Il 26enne di Besnate ha lasciato il World Tour per sposare il progetto Eolo-Kometa: "Organizzazione di alto profilo, qui trovo tranquillità e motivazioni"

edward ravasi ciclismo eolo kometa

Tra i venti corridori della nuova Eolo-Kometa c’è anche un atleta della provincia di Varese, uno dei – purtroppo pochi – che stanno perpetuando la lunghissima tradizione del nostro territorio nel mondo del grande ciclismo. Edward Ravasi, 26 anni, originario di Besnate e da qualche tempo residente a Comerio è anche l’unico portacolori della squadra proveniente da una formazione di categoria superiore (il World Tour) e anche per questo motivo è tra i più attesi del team basato a Busto Arsizio.

Dopo quattro stagioni tra i “pro” con il Team UAE, precedute da due stage con la Lampre, Ravasi ha sposato la causa del team voluto da Ivan Basso e Alberto Contador e ora è pronto a prendersi le proprie responsabilità all’interno della Eolo con cui ha già svolto il primo ritiro e con cui si appresta a lavorare di nuovo a Oliva (Spagna) nella seconda fase della preparazione collettiva.

Edward, qual è stato il percorso che la ha portata dal World Tour alla categoria Professional, per vestire la maglia azzurra della Eolo-Kometa.

«Avevo la possibilità di restare in UAE, squadra con cui ho fatto una grande esperienza in questi anni, ma già all’inizio del 2020 avevo pensato all’eventualità di un cambiamento. Quando è uscita la notizia della nuova Eolo-Kometa ho anzitutto pensato che fosse una bella iniziativa sia a livello del nostro territorio, sia per il ciclismo italiano. Poi ho pensato a Ivan perché conosco lui e il suo modo di prendere con la massima professionalità ogni impegno: mi è sembrata una persona adatta a gestire un programma con respiro ampio come quello della nuova squadra. Ad agosto ci sono stati i primi contatti tra me, il mio procuratore Quinziato e il team».

E la trattativa è andata in porto.

«Esatto. Sono stato subito lusingato dall’accoglienza che mi hanno riservato e quando mi hanno illustrato il progetto è scattato in me qualcosa, ho capito che era quel che volevo. Alla UAE, come ho detto, l’esperienza è stata bella ma ho avuto alcuni alti e bassi che mi hanno rallentato: con la Eolo-Kometa trovo la tranquillità e le motivazioni giuste per vedere fino a dove posso arrivare e inoltre qui c’è una organizzazione uguale a quella dei team di più alto profilo. Ho 26 anni, quelle che arrivano sono le stagioni dove posso raccogliere quello che mi aspetto dalla mia carriera. E poi, in un certo senso, così si avvera una specie di profezia».

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Ravasi all’attacco in maglia UAE, qualche anno fa

Ce la racconti!

«Qualche anno fa, ero ancora dilettante, durante un allenamento incontrai Basso che era forse alla sua ultima stagione da professionista. Pedalammo insieme, ci parlammo e al momento dei saluti lui mi disse: “Prima o poi ti avrò come corridore”. Beh, ci siamo».

Ha già un quadro dei suoi impegni e del ruolo che avrà in squadra?

«Per quanto riguarda la parte agonistica, molto dipenderà anche dalla assegnazione delle “wild card” per il Giro d’Italia e altre competizioni. La mia preparazione è iniziata in maniera meno forte rispetto al passato perché l’idea è quella di puntare sulle gare dalla primavera in avanti anche se l’esordio avverrà il 24 gennaio nel GP Valencia. Poi dovrei restare in Spagna sino a fine febbraio con la Vuelta Valenciana e la Vuelta Andalusia. Per il ruolo, so che su di me ci sono aspettative: dico solo che sento fiducia e tranquillità intorno alla mia persona, la condizione che cercavo».

Dario Andriotto, il talent scout sull’ammiraglia della Eolo-Kometa

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Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it
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Pubblicato il 12 Gennaio 2021
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