Saldi, a Busto Arsizio partenza sotto tono: “Ancora troppi dubbi sul futuro”

Abbiamo chiesto il parere di due titolari di negozi di abbigliamento (Zeus e Nereide) come sono partiti i saldi (male) e le prospettive (ancora troppo incerte) per il 2021

Generica 2020

Anche a Busto Arsizio sono iniziati i saldi di fine stagione anche se la vera partenza è attesa per il prossimo weekend (saremo in zona arancione e quindi i negozi rimarranno aperti). Complice anche la concomitanza con il giorno di mercato, questa mattina il centro cittadino non sembrava particolarmente affollato.

Abbiamo intervistato due commercianti di abbigliamento, uno con 30 anni di esperienza sulla piazza di Busto Arsizio e una con solo un anno di vita e tanti mesi di chiusura che hanno reso particolarmente difficile l’avvio dell’attività. Per entrambi le prospettive al momento non sono rosee. Pesa l’incertezza che serpeggia tra i clienti che ancora non sanno come sarà questo 2021. L’anno della speranza grazie al vaccino, della ripartenza che però tarda a farsi vedere con chiarezza anche a causa di un’emergenza che sembra non finire mai.

davide usuelli busto arsizio zeus abbigliamento

Davide Usuelli è il proprietario di Zeus, uno dei negozi di abbigliamento più conosciuti a Busto Arsizio. Grazie ad una gestione da buon padre di famiglia è riuscito ad arginare il calo del 30% di vendite registrato nell’arco del 2020, non dandosi lo stipendio in favore delle sue storiche dipendenti: «Siamo come una famiglia. Abbiamo stretto i denti e siamo andati avanti – racconta – questo non è il mio lavoro ma la mia passione». Sui saldi resta dubbioso: «C’è chi ha voglia di spendere ma se andiamo avanti con le restrizioni alle cerimonie sarà difficile che qualcuno spenda qualche soldo in più per un vestito. Per noi l’on line è solo una vetrina sui social network, utile se poi il cliente può venire da noi ad acquistare quello che ha visto in foto». Usuelli fa parte di Federmoda e conosce molto bene le prospettive del settore: «Se non riparte la catena dalla vendita al dettaglio sarà tutto il settore a soffrire, fino alla produzione. I capi che vendiamo oggi li abbiamo acquistati un anno fa e se non riusciamo a smaltire il magazzino si rischia di fermare l’intero settore».

cinzia manuppelli nereide abbigliamento busto arsizio

Il grosso punto di domanda sull’efficacia dei saldi grava anche sulla testa di Cinzia Manuppelli, proprietaria del negozio di abbigliamento Nereide che ha aperto una settimana prima del lockdown di marzo: «Ho aperto il 4 marzo e chiuso l’11 – ricorda Cinzia -. È stato un anno davvero complicato ma non mi fermo e vado avanti con tante idee da sviluppare non appena si potrà ricominciare ad avere un po’ di socialità. La speranza del vaccino c’è ma il governo non sembra intenzionato a lasciare le briglie almeno per i prossimi mesi. Fino a quando rimarranno bloccate le cerimonie (matrimoni, comunioni, cresime, feste, battesimi, ndr) e non ci sarà una vera ripartenza anche se devo dire che la voglia di acquistare c’è».

Cinzia viene da Bari e da poco si è inserita nel contesto cittadino con la sua boutique. L’esperienza non le manca avendo lavorato come manager per im portanti catene di negozi ma l’impatto con la realtà bustocca le ha lasciato qualche perplessità: «Mi piacerebbe vedere maggiore collaborazione con i colleghi degli altri negozi ma vedo che si tende a mantenere le acque molto calme – spiega – . A Natale l’unico albero di Natale non illuminato era quello nella piazzetta di fronte al negozio e qualcuno si è risentito per il fatto che ho chiesto all’amministrazione di accenderlo, come aveva fatto con tutti gli altri alberi sparsi per la città».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 Gennaio 2021
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