Una nuova sede nel quartiere San Michele per gli skater del Capanno

Il Consiglio Comunale è chiamato ad approvare la convenzione per l'utilizzo di un immobile in via Generale Fanti da parte dell'associazione che riunisce gli skater di Busto Arsizio e non solo

Dentro il Capannone Skate (inserita in galleria)

Arriva in consiglio comunale la vicenda dell’associazione “La Mini nell’Orto” creata da un gruppo di skater di Busto Arsizio nel 2012 e che negli anni ha saputo costruire, attorno ad un primo nucleo di giovanissimi amanti della tavola da skate, un vero e proprio movimento fatto di decine di appassionati provenienti anche dai paesi limitrofi. Da anni chiedevano una nuova sede adeguata alle loro esigenze in quanto il loro luogo di ritrovo, il “Capanno Skate Park”, che si erano costruiti con le proprie mani, non era più in grado di garantire la continuità delle tantissime attività che ne erano scaturite.

La giunta proporrà, dunque, al consiglio l’utilizzo di un immobile privato in via Generale Fanti (quartiere San Michele) attualmente vuoto e a rischio degrado per concederlo temporaneamente all’associazione guidata dal presidente Ettore Grandi e ad un’altra associazione sportiva (la Shooting Academy Asd che promuove il tiro a segno e che vanta tra i tesserati un atleta che mira alle Olimpiadi di Tokyo 2021). Le due realtà in cerca di casa, dunque, lo condivideranno. A permettere il riutilizzo è la legge regionale 31 sulla rigenerazione urbana.

La storia della “Mini nell’Orto”

Il nome dell’associazione deriva dal primo skate spot nato a Busto Arsizio, creato dopo la rimozione dell’half pipe sita dietro al PalaCastiglioni di via Ariosto. Lo skate spot consisteva in una Mini-Half pipe interamente in legno, costruita in una porzione dell’orto del nonno di Ettore Grandi, in viale Stelvio angolo via Della Spluga: da qui il nome “La Mini Nell’orto”.

Nel 2012 ha iniziato a correre la voce della presenza di alcuni skaters in un capannone industriale dismesso in zona frati. Il capannone era di proprietà della famiglia Garavaglia, e gli skaters erano i nipoti che avevano provato a costruirci delle strutture. Constatato il potenziale, abbiamo preso contatti e ci siamo accordati per spostare “La Mini Nell’orto” all’interno dello stabile, togliendola così dalle intemperie che ne stavano pregiudicando l’uso.

Nasce così il progetto Capanno Skatepark. Grazie al passaparola e all’utilizzo dei social i ragazzi hanno iniziato ad essere conosciuti in nord Italia prima, e poi in tutta Italia. Risulta molto apprezzato lo stile DIY (do it yourself) famoso in America e finalmente presente anche in Italia: «Nel 2013 – scrive Grandi nella presentazione allegata alla delibera – l’utenza è talmente cresciuta, che per motivi sportivi, di sicurezza e legali, abbiamo capito che quello che era il nostro passatempo, avrebbe dovuto diventare un’associazione, con tutti gli obblighi del caso».

Fin dal primo anno hanno organizzato una serie di eventi che ci hanno reso popolari, principalmente contest (gare) di skateboard. Vista la carenza di impianti per BMX, roller e monopattini abbiamo adeguato le strutture al fine di aprire le porte anche a loro. Ogni anno i fondi raccolti vengono rinvestiti per la manutenzione dello stabile e la creazione di nuove strutture, così da ottenere un impianto sempre più completo, tanto da inserire anche una sala boulder per l’arrampicata sportiva come attività complementare.

Nel 2017 inizia la collaborazione con il Comune di Busto Arsizio: «Abbiamo intrapreso un contratto di concessione con il Comune di Busto Arsizio per l’allestimento di un impianto base presso l’ex pista di pattinaggio del parco del Museo del Tessile, denominato “Capanno Plaza”. Sempre nel 2017 l’appena rinominata FISR (Federazione Italiana Sport Rotellistici) ci ha proposto di entrare come impianto ufficiale; grazie a ciò abbiamo potuto inizare ad investire (a carico dell’associazione) nei confronti dei giovani volontari più presenti, al fine di ottenere attestati da maestri ufficiali FISR e fornire così un corso di skateboard istituzionalizzato».

«La pratica dello skateboarding e degli action sports – prosegue il presidente –  si pone come obiettivo il superamento della paura e la comprensione di quanto questa sensazione sia amplificata dalla propria mente. Questo meccanismo soprattutto nei più piccoli si trasforma in una metafora di vita, legata a qualsiasi aspetto: prima affronti la paura, prima smetti di provarla».

Molti gli eventi a cui l’associazione ha partecipato come organizzatore dell’aspetto tecnico sportivo:
– Casa do vapor (fornitura di materiale per un villaggio povero del portogallo) 2013.
– AVF (contest di skateboard presso l’Albizzate Valley Festival) 2014.
– Bisboccia Festival Carnago 2016.
– Inagurazione Skatepark Varese 2016.
– Distillati sonori Gorla Minore 2016.
– Costruzione e inaugurazione Skate Plaza Busto Arsizio 2017.
– FISR Shelter Cup 2018.
– FISR Kids Series 2018.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 18 Gennaio 2021
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