Come viaggiare in Europa, tra tamponi prima di partire e quarantene

Un breve vademecum su come districarsi sui viaggi nei paesi europei, tra l'obbligo di tamponi e le eventuali quarantene cui sottoporsi all'arrivo

viaggiare in aereo con bambini

«Devo fare il tampone prima di partire? Devo presentare il certificato di vaccinazione o che attesti la guarigione dal Coronavirus?». Sono tante le domande e le preoccupazioni che affliggono chi deve recarsi in un paese dell’Unione Europea di questi tempi.

Ogni paese ha stabilito regole proprie per tutelare passeggeri e abitanti, limitando la diffusione del virus; il sito della Farnesina “Viaggiare sicuri” è aggiornato riguardo la situazione dei contagi da Covid-19 dei paesi dell’Unione e non, con annesse regole applicate da ogni Paese.

Partiamo dall’Italia: il ministro della Salute, Roberto Speranza, lo scorso 30 marzo ha posto delle restrizioni per chi tornava dai viaggi, tra cui una quarantena di 5 giorni una volta tornati e un secondo tampone alla fine dell’autoisolamente, che sono attualmente in vigore fino a venerdì 30 aprile.

I paesi e le regole per entrarvi

In Spagna i viaggiatori sono ammessi senza obbligo di quarantena: all’ingresso del Paese (sia via aerea sia via marittima) è obbligatorio presentare un test molecolare negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti.; inoltre, chi entra in Spagna dovrà compilare un “formulario di salute pubblica” (sul sito internet Spain Travel Health o la app Spain Travel Health-SPTH), ottenendo un codice QR da presentare dopo l’atterraggio. La Grecia ha recentemente eliminato l’autoisolamento di una settimana: per entrarvi è richiesto il tampone molecolare negativo eseguito nelle 72 ore precedenti. Inoltre, rimangono i test a campione sottoposti ai viaggiatori al momento dell’atterraggio.

Obbligo di tampone anche per la Germania – che permette di effettuarlo anche all’arrivo su suolo tedesco –  Francia e Portogallo. Fino a fine maggio in Svezia vige l’obbligo per i cittadini stranieri in arrivo di esibire un certificato di test covid negativo (molecolare o antigenico) all’ingresso. Il Regno Unito richiede di adempiere a quattro step: il risultato negativo al test molecolare (effettuato nei tre giorni prima del viaggio), la compilazione di un formulario online, la quarantena di 10 giorni e, infine, sottoporsi a due test molecolari il secondo e l’ottavo giorno di autoisolamento.

Tra i paesi che hanno inserito l’obbligo di quarantena, oltre al tampone negativo, vi sono Polonia (10 giorni di isolamento all’arrivo, dopo aver effettuato un tampone con risultato negativo 72 ore prima), Norvegia (che ne richiede 10 nei Covid hotel), Lituania (obbligo di isolamento di 10 giorni, in vigore da febbraio), Islanda (14 giorni in una struttura predisposta dalle autorità), Lettonia (10 giorni), Irlanda (14 giorni), Estonia (14 giorni se si arriva da un Paese con una incidenza superiore di 150 casi su 100mila abitanti), Danimarca per chi viaggia per motivi non di lavoro (oltre al tampone negativo e 10 giorni di autoisolamento) e Austria (10 giorni per i paesi dell’Unione).

Le frontiere chiuse

Ci sono alcuni stati che mantengono le frontiere chiuse ai turisti stranieri  dell’Ue e  internazionali (eccezion fatta per chi viaggia per lavoro), come Ungheria, Russia e Repubblica Ceca.

I voli Covid-tested

Recentemente molte compagnie aeree hanno sperimentato i voli Covid-tested dall’aeroporto di Milano Malpensa verso New York e le isole Canarie.

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Pubblicato il 27 Aprile 2021
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