Telefono e curiosità per gli animali, arriva MammalNet: ogni cittadino aiuta la scienza

Il progetto promosso dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. Obiettivo: ricerca e conservazione dei mammiferi selvatici europei

Generica 2020

Ogni cittadino può contribuire grazie all’oramai enorme dotazione tecnologica da ciascuno posseduta, a diventare un piccolo scienziato; o meglio, a contribuire a progetti scientifici, in particolare a quelli che riguardano gli animali selvatici.

Ve ne sono da tempo, di esempi come questi, legati a molte attività sul territorio a livello regionale e locale, ma un grande progetto di portata continentale – “MammalNet“ – sta per sbarcare in Italia. Verrà presentato il prossimo 16 aprile, ma è già possibile conoscerne i dettagli

L’obiettivo è di unire le forze di diversi partner europei specializzati nella gestione della fauna selvatica per valutare il potenziale della ‘citizen science’ e dell’ ‘open science’ (scienza aperta) nel monitoraggio dei mammiferi in Europa.

MammalNet è promosso dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (European Food Safety Authority, EFSA), e coordinato in Italia dalle Università di Sassari e di Torino.

Quest’iniziativa promuove la ricerca e la conservazione dei mammiferi selvatici europei, ma ha anche come scopo quello di affrontare alcune delle sfide ambientali attuali: come i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, le zoonosi e le malattie emergenti legate alla fauna selvatica.
MammalNet offre diversi strumenti tecnologici che possono aiutare i cittadini, e con loro gli studiosi, a documentare la presenza di mammiferi nel loro habitat.

Il progetto mette a disposizione di tutti un’app per smartphone/iphone che permette di registrare la presenza di un mammifero o delle sue tracce; gli appassionati possono anche contribuire con immagini acquisite mediante trappole fotografiche. Pur senza essere esperti, molti
cittadini sono perfettamente in grado di distingure alcune specie di mammiferi, come conigli, lepri, volpi. Per altre specie tuttavia hanno bisogno del conforto di un esperto. Grazie all’impiego degli strumenti messi a disposizione dal progetto questa interazione sarà semplice ed efficace.

MammalNet incoraggia naturalisti, ambientalisti, escursionisti, cacciatori e ogni altro cittadino a partecipare alla citizen science, condividendo le proprie osservazioni di mammiferi selvatici. È questo uno dei modi migliori per contribuire direttamente alla comprensione della natura e della biodiversità, ed è fondamentale per coadiuvare le ricerche faunistiche di pubblico interesse.

«A molti cittadini capita di osservare i mammiferi selvatici che vivono intorno a loro. L’avvistamento di una volpe in movimento o di un capriolo su un prato, o il riconoscimento di un animale investito sono preziose fonti di informazione per i ricercatori, e possono essere facilmente condivise usando
iMammalia» afferma Ezio Ferroglio, professore dell’Università di Torino e partner del progetto.

«Le trappole fotografiche ci forniscono informazioni essenziali su dove e come vivono i mammiferi. Possono essere messe anche nel proprio giardino. E’ stupefacente vedere cosa sono in grado di fotografare. Se non si ha esperienza, si possono condividere le immagini ottenute e lasciarle
classificare agli esperti; pian piano si può imparare a riconoscere gli animali che ci circondano», sostiene Massimo Scandura, professore dell’Università di Sassari, anche lui partner di MammalNet.

Durante la prima fase del progetto, i paesi coinvolti sono stati Spagna, Germania, Polonia e Croazia.

Ora, nella seconda fase, nuovi Paesi si sono aggiunti tra cui l’Italia. Quale occasione migliore per contribuire alla conoscenza della natura del nostro Paese? Un’opportunità per tutti per contribuire attivamente alla conservazione dei mammiferi, limitandosi ad osservarli o a rilevarne la presenza attraverso i loro segni.

Scaricando le app (www.mammalnet.com) e condividendo gli avvistamenti, i cittadini possono diventare scienziati e supportare attivamente la conservazione della biodiversità.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 Aprile 2021
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