Aiutare ed essere aiutati: il punto di vista di una ragazza dodicenne

Le riflessioni della giovane Ester sugli esempi di un contesto egoista e le difficoltà di chiedere aiuto se il mondo lo percepisce come "debolezza"

Di seguito le riflessioni sulle relazioni di aiuto dal punto di vista di una ragazza di 12 anni,  Ester Li Vigni, che abita a Gallarate e frequenta la prima media della Scuola Ponti.
Il contesto egoista, il riferimento dei genitori e la difficoltà di chiedere aiuto se il mondo la percepisce come “debolezza”.

Penso che ormai praticamente tutti sappiamo cosa vuol dire aiuto e a che si riferisca. Un esempio di aiuto potrebbe essere quando tu non sai fare degli esercizi di matematica e il più bravo della classe ti aiuta a svolgerli (cosa che mi è capitata non so quante volte). Ecco, questo vuol dire aiutarsi!

DARE AIUTO

Nella vita, puoi chiedere aiuto e puoi anche dare aiuto. Esempio? Aiutare tua mamma a cucinare gli spaghetti al pesto (un’ esempio orribile? Forse). Però, purtroppo, il mondo o magari anche semplicemente la gente in generale, è egoista (non dico che tutta la gente che vive in questo mondo sia egoista, per carità, però ci sono alcune persone, che anche inconsapevolmente, sono egoiste, chi più e chi meno). Quindi proprio per questo fatto, se magari tizio incontra tizia, e tizia non sta molto bene, tizio, visto che è egoista, se ne fregherà altamente, andando per la sua strada e la lascerà con il suo malessere. Ora, non dico che tizio doveva costruire una casa per lei e per i suoi figli, però almeno consigliargli delle medicine o semplicemente starle un po’ vicino.
A volte ci sono situazioni che non permettono di aiutare gli altri (che so, se sei in guerra , ognuno combatte per sé, ma quello è un altro discorso completamente differente : ) . Insomma, se si può, e le vostre condizioni lo permettono, aiutate, anche nel vostro piccolo potete fare tanto!

ESSERE AIUTATI

C’è molta differenza tra aiutare e essere aiutati. Secondo me per alcuni, è più difficile essere aiutati, o meglio, chiedere aiuto. Magari si prova più vergogna a far vedere la parte di sé più “debole” (anche se per me non è debolezza, ma io sono un caso a parte). Beh, per quanto ne so io, molte persone non si fanno aiutare e non vogliono dimostrarsi “deboli” di fronte agli altri. Magari sì, è normale (credo), però è molto più rassicurante sfogarsi con un adulto, magari con tua mamma o tuo papà. Di sicuro non ti prenderanno in giro (ci sono veramente poche possibilità che la persona che ti ha partorito e il marito della persona che ti ha partorito ti prendano in giro perché hai paura o semplicemente stai male con te stesso).
Loro cercheranno di sicuro di aiutarti (appunto), e di sistemare tutto quanto. Non vergognarti : ).
In sintesi, aiutate il più possibile ma cercate di essere aiutati!

Ester Li Vigni

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Pubblicato il 26 Luglio 2021
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