Colombo, Godfrinon e Zandomeneghi: pittori e scultori de “la vie moderne” al museo MA*GA di Gallarate

Nella mostra sugli Impressionisti i grandi nomi ci sono, ma a volte l’emozione si posa altrove

Arte - Mostre

Rimarrà aperta fino a gennaio la mostra “Impressionisti, alle origini della modernità” presso il Museo MAGA di Gallarate. Disposta su due piani l’esposizione è ricca di circa centoottanta opere, tra dipinti, disegni, incisioni ed acquerelli, anche di autori di primissima grandezza, appartenenti a musei e collezioni private. La sezione più coinvolgente per l’osservatore sembra però quella al piano inferiore, intitolata “Le Peintre de la vie moderne”.

A parte l’opera ‘en plein air’ di Firmin-Girard che è stata presa come manifesto per presentare l’esposizione museale, forse il pittore più efficace tra quelli presenti in questo momento in Via De Magri è il poco conosciuto Ernest Godfrinon (1878-1927) con l’opera “Dame de qualité assise au salon”. Belga, dopo aver frequentato l’Accademia di Bruxelles è stato descritto come un artista sensibile e raffinato, autore di nature morte, paesaggi, nonché di interni e scene di genere come quelle del bel dipinto in stile impressionista esposto a Gallarate.

Tra gli artisti più rilevanti al MAGA c’è inoltre Federico Zandomeneghi (1841-1917) che si distingue con “La fête (il mazzo di fiori)” un classico del suo repertorio i cui soggetti sono composti soprattutto da figure femminili e temi floreali. Artista di origine veneta e figlio di scultori, giovanissimo si trasferì a Firenze dove rimase cinque anni e dove si affiancò al gruppo dei Macchiaioli. A partire dal 1874 si trasferì poi a Parigi, lì stabilendosi fino alla morte ed assicurandosi commissioni in esclusiva presso il mercante Durant-Ruel. Questo consentì una vita serena ma egli finì col pagare un dazio, venendo considerato un artista di secondo piano rispetto a Dagas e Renoir, nomi questi pure presenti a Gallarate e che sono in effetti coloro ai quali il lavoro del veneziano maggiormente si richiamava.

Significativa anche la presenza del gesso di un busto femminile di Renzo Colombo (1856-1885) precocissimo talento gallaratese, che riuscì a lasciare un certo segno nella storia dell’arte. Affermatosi in città, venne introdotto all’Accademia di Brera con la raccomandazione di dedicarsi alla scultura. Si mosse poi verso Firenze, dove fu allievo di Giovanni Dupré, a Torino presso Odoardo Tabacchi (professore originario della Valganna) quindi veloce verso Roma, Marsiglia ed infine Parigi, dove si affermò fino a diventare direttore artistico del Museo Grevin prima di morire non ancora trentenne.

 

Riferimenti bibliografici:
Giovanna Bonasegale – “Lorenzo Colombo” – Dizionario Biografico degli Italiani – treccani.it
Enrico Piceni – “Federico Zandomeneghi” – Enciclopedia Italiana – treccani.it
Galleria Pirra – Torino, galleriapirra.it per le notizie su E. Godfrinon.

MA*GA Museo d’Arte di Gallarate
Via De Magri, 1
Museomaga.it
Orari di ingresso: dal martedì al venerdì 10-18, sabato e domenica 11-19
Biglietto intero 10 euro (con eventuali riduzioni)

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Pubblicato il 26 Settembre 2021
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