Niente trasferimento a Malpensa, il governo “salva” i voli Linate-Uk

Dopo la Brexit da Linate non potrebbero più operare i voli verso il Regno Unito, ormai fuori dalla UE. Le preoccupazioni milanesi convincono il governo a intervenire

Linate dopo i lavori di riqualificazione

Il governo “salva” i voli Linate-Regno Unito dal “rischio” di un trasferimento a Malpensa.
Una vicenda su cui si era accesa polemica, con (molta) preoccupazione della politica milanese e (poca) speranza dalle parti di Malpensa. Dentro la competizione – a tratti assurda – tra i due scali milanesi.

La norma che “salva” Linate è stata scovata dal sempre informato Leonard Berberi, giornalista del Corriere della Sera specializzato in aviazione civile, che oggi ha anticipato il contenuto sul quotidiano di via Solferino: si tratta di un passaggio del Decreto Infastrutture che va oggi – 2 settembre – in Consiglio dei ministri.

L’articolo 7 del decreto («Disposizioni urgenti in materia di trasporto aereo») dice: «Al fine di assicurare il pieno rispetto del vigente sistema di distribuzione del traffico aereo sul sistema aeroportuale milanese e di consentire una transizione ordinata nel settore del trasporto aereo che eviti, anche in considerazione degli effetti derivanti dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, disservizi per il traffico di passeggeri e merci da e verso gli aeroporti del Regno Unito, le disposizioni di cui all’articolo 17-quater del decreto — legge 25 marzo 2019, n. 22, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 2019, n. 41, si applicano fino alla data del 30 ottobre 2022».

Seguendo poi il labirinto di allegati e norme attuative che ogni provvedimento si porta dietro, Berberi ha trovato il riferimento più esplicito: «i vettori comunitari e del Regno Unito possono, in via transitoria, continuare ad operare collegamenti di linea “point to point”, mediante aeromobili del tipo “narrow body” (corridoio unico), tra lo scalo di Milano Linate e altri aeroporti del Regno Unito, nei limiti della definita capacità operativa dello scalo di Milano Linate e a condizione di reciprocità».

Una “retromarcia” rispetto alle norme in vigore, vale a dire il Decreto Delrio che aveva fissato i paletti dello sviluppo di Linate stabilendo la possibilità di operare solo da e per aeroporti dell’Unione Europea: dal 30 ottobre 2021 l’aeroporto dentro la città di Milano rischiava quindi lo stop ai voli verso la Gran Bretagna.

Con la norma nel Decreto Infrastrutture il divieto di voli Linate-Uk viene posticipato di un anno, al 30 ottobre 2022.

Il decreto disinnesca le preoccupazioni emerse a Milano e che avevano fatto subito drizzare le antenne alla politica milanese, con il sindaco Giuseppe Sala che in piena campagna elettorale non poteva rischiare polemiche sulla rinuncia di Linate ad alcune rotte.

Le connessioni dal Regno Unito significano diversi voli settimanali: tra 150 e 170, stante le oscillazioni stagionali, operati da Alitalia, British Airways ed EasyJet. Connessioni più comode per chi abita in centro o nell’Est Milano (un milione di passeggeri nel 2019, quando Linate non era operativa in estate). E i voli si portano anche dietro quote di lavoro, tra check-in, servizi di “rampa”, un po’ di catering, quindi c’era anche una questione occupazionale sottotraccia.

I sostenitori di Malpensa (poco spalleggiati dalla politica, milanese o varesina che sia) confidavano invece in un trasferimento di voli che riequilibrasse la distribuzione dei voli a favore di Malpensa: nella scorsa estate alcune tratte – anche low cost – sono state assicurate da Linate, anche grazie agli slot lasciati liberi da Alitalia.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 02 Settembre 2021
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