Per un mese da oggi Malpensa opera con una sola pista. Comitato piemontese “all’erta”

Fino al 13 ottobre l'aeroporto opera con una sola pista, la 35L, quella più a Ovest, per lavori sull'altra. Le rotte si spostano verso il Piemonte

Malpensa generica 2019

«I cittadini e i sindaci piemontesi hanno pieno diritto a conoscere non solo i dati di aggravio acustico e ambientale, ma anche l’incidenza del rischio delle rotte di decollo». Lo dice il Comitato Aerei di Varallo Pombia, nel giorno in cui Malpensa inizia ad operare con una sola pista, la 35L-17R, vale a dire la pista di sinistra, quella più a Ovest. Mentre la 35R-17L – quella più a Est – è chiusa fino al 13 ottobre.

Il battagliero comitato piemontese torna a chiedere chiarezza sull’impatto ambientale e di rumore, ma anche su un altro tema meno sottolineato, quello del rischio.

E chiede: «L’aggravio ambientale e di rischio è stato certificato?».

Il testo completo:

Con decorrenza odierna e fino al 13 ottobre 2021, il gestore aeroportuale SEA – Società Esercizi
Aeroportuali S.p.A. ha provveduto di concerto con ENAC ed ENAV, alla chiusura della pista lombarda
35R/17L. Il tutto come già evidenziato nel nostro precedente comunicato stampa del 11 agosto 2021.

Tale circostanza è stata riconfermata in un articolo apparso il 6 settembre 2021 sulla testata online
Malpensa24, dal titolo “Malpensa, una pista chiude per 35 giorni. Il monito dei sindaci: «Limitare i disagi»”
dove si afferma che la predetta chiusura della pista “significa fino al 13 ottobre maggiore rumore per le
popolazioni a nordovest (Somma Bassa, Golasecca, Sesto e Vergiate)”.

Ci permettiamo di ricordare alla testata giornalistica che le “popolazioni a nordovest” non sono solo quelle
dei comuni lombardi citati ma sono anche quelle di tutti i comuni piemontesi che subiscono ogni giorno il
traffico in decollo da Malpensa ossia Castelletto Ticino, Borgo Ticino e Varallo Pombia.
Se ci sarà “maggiore rumore” per Sesto Calende o per Vergiate, che distano ben 11 km ed 8,9 km in linea
d’aria da Malpensa, figuriamoci per Castelletto Ticino o Varallo Pombia, che distano invece 9,5 Km e 6,8 km
dalla pista 35L/17R.

Il “maggiore rumore” dei lombardi è tale al punto che, nella Commissione Aeroportuale del 6 settembre
2021, si è discusso del proseguimento dei lavori per la zonizzazione acustica e della installazione delle
centraline di monitoraggio dell’aria e dell’inquinamento a nord delle piste: ma non sono risultanze e dati
che dovevano essere già acquisiti? Temi questi riguardanti, tuttavia, solo la tutela della salute e l’equilibrio
psicofisico dei cittadini lombardi, trascurando comunque le problematiche ed emergenze relative alla
“safety”.

Gli enti territoriali piemontesi, ormai solo uditori nella Commissione Aeroportuale da 12 anni, hanno
dovuto ascoltare in silenzio, a riprova del fatto che il diritto alla salute ed alla safety vale solo per un certo
tipo di cittadino italiano.

Al di là di tutto quanto discusso in Commissione Aeroportuale, siamo convinti che ENAC, SEA e soprattutto
anche il consorzio CUV dei comuni lombardi, prima di approvare e/o ratificare la decisione di chiudere la
pista lombarda 35R/17L, avranno sicuramente verificato come:
• l’impiego di una singola pista sia stato approvato dopo aver stimato l’aggravio temporaneo del carico
acustico in LVA determinato con il metodo di calcolo AEDT;
• il posizionamento delle centraline di controllo del rumore di tipo V, necessarie ai fini della verifica
della violazione dei limiti in sorvolo, sia stato opportunamente eseguito;
• il rischio terzi e le curve di isorischio (Art. 715 del CdN) da incidente aereo siano state adeguatamente
aggiornate e adeguate;
• sia stato effettuato un temporaneo aggiornamento del Piano di Emergenza Esterno aeroportuale;
• siano stato effettuati il potenziamento e l’opportuno posizionamento dei soccorsi, in caso di incidente
aereo esterno al sedime aeroportuale e quindi sui territori lombardo e piemontese.

A riguardo i piemontesi, cittadini ed amministratori locali, sottoposti ai decolli dalla pista 35L/17R, hanno
pieno diritto a conoscere non solo i dati di aggravio acustico e ambientale, ma anche l’incidenza del rischio
terzi – risk assessment correlato all’utilizzo della singola pista.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 Settembre 2021
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore