Dal turista di prossimità al visitatore straniero: il Museo Maga ha aperto le porte al grande pubblico

In corso l’importante mostra sugli Impressionisti, ma anche progetti artistici digitali e appuntamenti per adulti e bambini. Dopo la chiusura forzata, il Museo gallaratese continua a proporre progetti e attività che hanno portato in città visitatori italiani e stranieri

impressionisti al Maga di Gallarate

Il Museo Maga di Gallarate ospita fino al 9 gennaio del 2021 una grande mostra dedicata agli artisti impressionisti, al loro ruolo innovativo che apre la modernità, nelle arti, nella cultura, nella vita sociale. L’esposizione, più volte rinviata a causa dell’emergenza sanitaria, ha aperto al pubblico lo scorso 29 maggio e si rivolge ad un pubblico trasversale, dal turista di prossimità al visitatore di respiro internazionale. Il Museo ha inoltre ottenuto un finanziamento grazie al bando per il Turismo promosso dalla Camera di Commercio di Varese.

Emma Zanella, direttore del Museo racconta la genesi del progetto e l’accoglienza del pubblico.

Finalmente dopo tanti mesi di chiusura il Museo è tornato ad aprire le porte al pubblico con una grande mostra sugli Impressionisti. Cosa ha significato per il museo e per il pubblico?
«È stato ovviamente molto importante riuscire a portare a termine un progetto che era in cantiere da anni e che avrebbe dovuto celebrare il decimo anno di apertura del MAGA stesso. Il 2020 è stato un anno doloroso e difficilissimo, per tutti. Anche per il MAGA che ha improvvisamente chiuso le porte al pubblico e che ha dovuto tirare il freno sulle mostre, sulle attività già calendarizzate e prenotate. Tuttavia non ci siamo mai fermati e, oltre a inventare e proporre in digitale nuovi progetti per il nostro pubblico (laboratori per le famiglie e le scuole, conferenze Storie e vite d’artisti pensate come avvicinamento alla mostra che stavamo preparando, corsi di formazione, progetti artistici specifici come I don’t dance alone di Jacolo Miliani), abbiamo continuato a progettare e a studiare gli artisti e le opere impressioniste, certi che avremmo riaperto con un segnale di grande positività. Così è stato e abbiamo capito che il pubblico aveva un vivo desiderio di tornare al museo in presenza, davanti alle opere.

Come è stata la risposta del pubblico?
«Davvero ottima. Le condizioni sanitarie ci hanno costretto all’inizio a contingentare gli ingressi, incentivando la prenotazione e fin da subito la risposta è positiva registrando più giornate di sold out, soprattutto nei weekend.»

Qual è il visitatore tipo della mostra?
«Non ce n’è uno in particolare. Dalle famiglie, agli addetti ai lavori ai giovani, la mostra può trovare diverse letture. Abbiamo visitatori della provincia di Varese che già ci conoscono e ci seguono ma anche turisti che vengono da più lontano e che non erano mai stati al museo. Spesso hanno organizzato la visita a Gallarate proprio per venire a visitare la mostra. La nostra campagna di comunicazione sia social che stampa si è infatti concentrata nella promozione verso i luoghi più turistici vicino a noi come i Laghi, la Svizzera, il passeggero di Malpensa che ha qualche ora a disposizione.»

Ha ancora senso quindi parlare di turismo culturale?
«Sicuramente sì. L’occasione di visitare un museo o una mostra nello specifico, porta a vivere una esperienza e a conoscere anche città più piccole di provincia che possono offrire molto. Per molti venire al Maga è stata una scoperta e lo leggiamo nelle numerose recensioni su Google o nei messaggi sui social. In questo senso la comunicazione digitale ha avuto un ruolo fondamentale. Un grande evento culturale può essere per una città una grande occasione anche per le attività commerciali, per i ristoranti e per gli alberghi.

Quale sono le prospettive per il futuro?
Nei prossimi mesi, accanto e a fianco della mostra sugli impressionisti, daremo attenzione a progetti espositivi e di ricerca innovativi con artisti importanti come Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini che il 16 ottobre inaugurano la mostra The wall between us a cura di Elena Agudio, progetto vincitore dell’Italian Council (8° Edizione) programma di promozione di arte contemporanea nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, sviluppato insieme a SAVVY Contemporary di Berlino. Una mostra importante che segna l’interesse del MAGA per gli artisti contemporanei.

Oltre a ciò ricordiamo l’apertura, a luglio 2021, dell’HIC Hub Istituti Culturali della città, insieme alla Biblioteca Luigi Majno: anche in questo caso un progetto molto innovativo che prevede spazi nuovi e una collaborazione strettissima tra cultura visiva e cultura letteraria. Il 2022 sarà inoltre un anno denso di appuntamenti e novità fra tutte la nuova edizione del Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate (maggio 2022), l’apertura di un grande Festival degli archivi del contemporaneo (luglio) e in autunno un’altra grande mostra storica che per il momento teniamo “riservata”.

Con i Missoni inoltre avvieremo a novembre di quest’anno un importante progetto culturale e educativo legato alla mostra in corso Ottavio Missoni. Una vita a colori, grande opportunità per tutto il nostro territorio, soprattutto per le scuole e le famiglie.

Museo MA*GA
Via Egidio De Magri 1, 21013 Gallarate (VA)
Orari: da martedì a venerdì 10.00–18.00, sabato e domenica 11.00–19.00, lunedì chiuso
museomaga.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 Ottobre 2021
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