I Cittadini del Mondo tornano in campo. E sono sempre “Matti per il calcio”

Quasi due anni di stop non hanno disgregato il gruppo. Emanuele Martignoni: «Essere insieme è la nostra prima vittoria»

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Due anni di pandemia non fermano i “Cittadini del Mondo”, la formazione che, dal 2009 ad oggi, ha registrato molte vittorie nei tornei nazionali di “Matti per il Calcio”, il torneo Uisp dedicato alle persone con disagio mentale.

Tornano in campo oggi dopo due anni di pandemia, questi atleti molto speciali, e nelle parole del coordinatore del progetto, Emanuele Martignoni, si sente apprensione ma anche una certa soddisfazione: «Nonostante tutto, nonostante le restrizioni e i distanziamenti, siamo ancora qui, e oggi torniamo in campo con 23 tesserati, di cui 19 pazienti e 4 operatori. Siamo riusciti a tenere unito il gruppo, e questa è la nostra prima vittoria».

La pandemia ha messo in difficoltà molti servizi sanitari non legati al Covid, e quella della salute mentale è stata solo una delle tante aree della sanità che ha dovuto fare un passo indietro, limitandosi ai servizi strettamente necessari. Questo ha significato di fatto sospendere non solo le attività sportive, ma anche quelle di semplice aggregazione: «Uscire per un caffè insieme è un’attività meno banale di quello che possa sembrare per questi pazienti – racconta Martignoni – noi operatori abbiamo fatto del nostro meglio, nel rispetto delle normative di sicurezza, e a quanto sembra i risultati arrivano».

L’obiettivo è quello di tornare in forma per febbraio 2022, quando sono i programma le prime partite “vere”: perché anche i Cittadini del Mondo, come tutti gli sportivi, hanno pagato la forzata inattività di lockdown e quarantene. Una questione di forma fisica, ma anche di abitudini: «Un’attività sportiva per questo tipo di pazienti è importantissima – spiega Martignoni – non per le prestazioni o i risultati, ma soprattutto per tutto il corollario. Gruppo, obiettivi, puntualità, socializzazione: tutte cose che si danno per scontate, ma che sono il vero valore aggiunto per queste persone».

Il lockdown e le limitazioni della pandemia sono state ancora più difficili per questi atleti speciali, che però non si sono persi d’animo. Il filo rosso che li lega con gli operatori non si è mai spezzato: telefonate, WhatsApp, diete condivise per rimanere in forma, e poi i primi incontri durante le riaperture, hanno tenuto vivo un gruppo che, prima dello stop, stava macinando vittorie.
La ripresa porta con sé molto entusiasmo, che non si fa spegnere dalle difficoltà che permangono. «I fondi per le nostre attività sono stati ridotti – spiega Martignoni – ma per fortuna possiamo contare su un po’ di aiuto. La piscina comunale di Varese, per esempio, ci riserva gratuitamente una corsia una mattina a settimana, così i pazienti stanno riprendendo a nuotare, e la Varesina Calcio di Venegono Superiore ci ha riaperto le porte di campo e spogliatoi senza chiedere contributi. Per questo oggi riusciamo a tornare in campo. E per questo li ringraziamo».

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Pubblicato il 13 Ottobre 2021
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