Sabato alla Padregnana il ricordo dei quattro partigiani uccisi e gettati nel naviglio

La commemorazione dell'eccidio del 13 ottobre 1944 nei dintorni della cascina: furono trucidati quattro giovani di Rho, un quinto riuscì miracolosamente a salvarsi

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Sabato 16 ottobre saranno ricordati alla Padregnana di Robecchetto con Induno l’eccidio del 1944 e i “martiri di Rho”, quattro giovani partigiani originari di Rho che furono torturati, uccisi e gettati nelle acque del Naviglio Grande,

La commemorazione è organizzata dalle sezioni Anpi del Castanese: il ritrovo è alle 15.15 al Ponte del Naviglio, appunto in località Padregnana.

I fatti dell’ottobre 1944 vengono così ricordati nel pannello posto sul luogo nell’ambito del progetto “I luoghi della memoria” proposto da Anpi, Fivl e Ecoistituto del Ticino:

Durante un rastrellamento, nell’ottobre del 1944, cinque partigiani di Rho furono arrestati dalle milizie fasciste della Brigata Resega.
I giovani si chiamavano: Cesare Belloni, Alfonso Chiminello, Alvaro Negri, Pasquale Perfetti e Luigi Zucca.
A lungo rimasero nelle mani dei loro torturatori, sottoposti a indicibili sevizie.
Infine, la notte del 13 ottobre 1944, furono tradotti in questo luogo, fucilati e gettati nelle acque del Naviglio.
Cesare, ferito ma ancora vivo, riuscì a salvarsi fingendosi morto.
Soccorso dai contadini di una cascina, fu poi in grado di testimoniare ciò che era accaduto.
I corpi martoriati di Alfonso, Alvaro, Pasquale e Luigi furono rinvenuti nei giorni successivi lungo il corso del Naviglio.
Furono ricomposti al Cimitero di Cuggiono, che custodì le salme fino alla Liberazione.
Infine, i quattro partigiani furono sepolti nel Cimitero di Rho.

Lungo il Naviglio Grande il luogo del martirio dei quattro giovani è ricordato da un monumento in un piccolo spiazzo creato lungo la alzaia, percorsa ogni giorno da decine di ciclisti e camminatori: questo ne ha fatto un luogo piuttosto conosciuto e riconosciuto, dentro a una vicenda che unisce Castanese e Rhodense.

La commemorazione si svolgerà con le opportune attenzioni contro i rischi di contagio.
Si era tenuta con modalità analoghe anche nell’ottobre 2020, quando si era voluto rimanere fedeli all’appuntamento anche come risposta all’atto vandalico avvenuto l’anno prima contro il monumento, su cui erano apparsi un insulto ai quattro martiri e una croce celtica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 Ottobre 2021
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