Il centrosinistra di Gallarate in presidio per il Sant’Antonio Abate: “Salviamo l’ospedale”

Un presidio del Partito Democratico contro il depotenziamento dell'ospedale di Gallarate

presidio ospedale di gallarate

«Non c’è settimana in cui non arrivano segnalazioni di disservizi e segnalazioni. Assistito a una continua dismissione e al di là di scelte sul futuro c’è il bisogno di sostenere il presidio di Gallarate, perché deve rimanere una risposta alla sanità territoriale»: Margherita Silvestrini, insieme alla sua coalizione di centrosinistra di Gallarate, ha così aperto il presidio “simbolico” davanti all’ospedale Sant’Antonio Abate di questa mattina, sabato 20 novembre.

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Insieme al gruppo di opposizione “Testa e cuore” (formato dal Pd, la civica Margherita Silvestrini sindaco e Città e vita), c’era anche il consigliere di Obiettivo comune Gallarate, Massimo Gnocchi: «L’ospedale non ha colore politico o, meglio, dovrebbe non averne e quindi è un patrimonio da difendere».

Il consigliere nel 2017 è stato il primo ad affermare la necessità di indire un referendum sull’ospedale unico: una proposta avanzata nuovamente in consiglio a inizio mese, bocciato dalla maggioranza«con poche credibili argomentazioni da parte della maggioranza locale». Gnocchi ha quindi ritenuto doveroso ribadire l’attenzione sul tema della sanità.

«Vogliamo che vengano fornite le strumentazioni tecniche. Non abbiamo tac e risonanze magnetiche essenziali per operare e rispondere alle richieste di servizio sanitario, le code al pronto soccorso sono lunghissime», ha continuato la consigliera dem, sottolineando il problema degli anestesisti dell’intera Asst Valle Olona (sono solo 18 quelli disponibili per gli ospedali di Somma Lombardo, Busto Arsizio, Gallarate e Saronno): «C’è un problema strutturale che riguarda gli anestesisti e che dobbiamo risolvere; dobbiamo sostenere il presidio affinché rimanga una risposta della sanità al territorio; noi eravamo all’avanguardia e noti a livello nazionale. Dobbiamo garantire una medicina di prossimità che renda possibile far funzionare ospedali, dobbiamo lottare per consolidare la sanità le scente negli anni non contribuito a sviluppo e radicamento».

L’addio degli anestesisti sta travolgendo gli ospedali del Basso Varesotto

“Una riforma miope”

Silvestrini ha poi accennato alla riforma della sanità a cui Regione Lombardia sta lavorando, definendola un «restyling della vecchia riforma». Samuele Astuti, consigliere regionale in quota Pd, ha raccontato ai presenti la maratona sanità e i lavori del gruppo consiliare: «Siamo in aula da dieci giorni e facciamo fatica; noi abbiamo bisogno di un sistema diverso e abbiamo chiesto di non avere tempi contingentati per entrare nel merito della questione. Il nostro non è ostruzionismo, ma una discussione seria».

«Noi chiediamo a Regione – ha continuato – di smettere di fare la codarda e di tornare a progettare i servizi sociosanitari. Regione Lombardia non programma nulla e si affida al mercato, che purtroppo si autoregolamenta»; ha anche sottolineato la non universalità del servizio sanitario: «Ci sono lunghe liste di attesa, il risultato è che chi se lo può permettere ricorre al privato, mentre altri sono costretti ad attendere».

«Tutti i cittadini lombardi hanno capito che ci sono tanti ospedali che non funzionano; dobbiamo raccontare quello che la Lega ha combinato e continua a combinare. Inspiegabilmente con miopia continua con una riforma sanitaria non nuova».

La situazione in Asst Valle Olona

«Non è un caso se Asst Valle Olona è quella messa peggio dal punto di vista dell’organizzazione del personale, che non si sente valorizzato: il personale va via da Valle Olona non per andare a lavorare nel privato, ma in altri ospedali pubblici. Vanno via dall’azienda ospedaliera perché le strutture non sono gestite in maniera corretta: ci sono troppi reparti che sono stati sacrificati e chiediamo troppi sacrifici al personale», ha concluso Astuti.

Silvestrini, infine, ha sottolineato quanto sia importante sollecitare l’amministrazione affinché si faccia portavoce di queste difficoltà e si spenda su tema, portando le esigenze del territorio anche in una commissione sanità permanente.

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 20 Novembre 2021
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