Gnocchi apre al dialogo per Gallarate, “ma che sia vero”

Dopo la proposta di collaborazione del Sindaco Cassani, Gnocchi si dimostra aperto al dialogo ma avvisa: "Se sarà soltanto di pura facciata invece, eviteremo inutili teatrini di cui Gallarate non sente alcuna la necessità"

massimo gnocchi primo consiglio comunale gallarate

«Obiettivo Comune Gallarate e il sottoscritto non sono mai stati chiusi al dialogo, come hanno dimostrato molti nostri temi in campagna elettorale; ma è necessario, oggi, sottolineare energicamente che dialogare significa anche e soprattutto ascoltare e confrontarsi, non certo cercare sostegno solo quando fa comodo o, peggio, quando si rende necessario trattare questioni spinose senza suscitare troppi clamori in città».

Il consigliere di opposizione Massimo Gnocchi risponde così alla proposta del sindaco di Gallarate, Andrea Cassani, di collaborare con le liste di minoranza,lanciata durante la conferenza stampa di fine anno.

«Veniamo peraltro da una recente sterile discussione sulle poste di bilancio e sugli investimenti in città, argomenti sui quali è già mancata quella necessaria discussione che avrebbe ben potuto far convergere su alcune scelte diverse. Al momento, ospedale a parte ovviamente, non resta infatti molto su cui confrontarsi, se non per mero esercizio dialettico-politico, che francamente poco ci interessa».

L’ospedale unico Busto Arsizio – Gallarate

Dunque, Gnocchi ritorna sul tema dell’ospedale unico Busto Arsizio-Gallarate e a quando, lo scorso 29 dicembre, lui e gli altri consiglieri hanno ricevuto il verbale dell’incontro avvenuto tra il sindaco e i vertici di Regione Lombardia; nelle carte si legge una proposta di deroga al dibattito pubblico, «che certo non possiamo condividere noi che proponevamo un referendum sull’argomento», e una di «disunione degli accordi di programma sulla costruzione dell’ospedale nuovo, oltre che sul destino di quello vecchio, che riteniamo inopportuna». Ne risulta – continua Gnocchi – il futuro del presidio ospedaliero come casa di comunità, «che non è esattamente un presidio sanitario, per come lo intendiamo noi e molti altri».

Rilanciata di nuovo la collaborazione e la discussione, affermando che «le nostre idee e proposte sono a disposizione, così come le nostre opinioni, sempre educatamente ed istituzionalmente poste, ancorché ferme nei concetti», è passato all’hub di vaccinazione e tamponi di Gallarate.

Ecco come funzionerà l’hub di Gallarate, per vaccini e tamponi

L’hub di Gallarate

L’hub, in cui è stato inaugurato il centro tamponi lo scorso 30 dicembre, è stato al centro delle polemiche social nei giorni scorsi, a causa dell’ingorgo su viale Milano e dei lunghi tempi di attesa. Dopo i primi giorni di sofferenza, Asst Valle Olona ha trovato la quadra per decongestionare il traffico.

Le opposizione – afferma Gnocchi – sono venute a conoscenza del progetto prima dalla stampa e dai media lo scorso 17 novembre e, solo dopo (il 22 novembre) dal sindaco durante il consiglio comunale; una scelta «senza dubbio» legittima, ma «sulla quale non è stato possibile il seppure minimo confronto istituzionale».

A rafforzare la sua tesi, Gnocchi continua così: «Se così fosse avvenuto, probabilmente alcune evidenti criticità – come quella viabilistica – sarebbero venute fuori con maggiore nitidezza, e avrebbero consigliato una più attenta valutazione della situazione. Difficile ora individuare rimedi all’ulteriore grave congestione apportata in una zona già in difficoltà dal punto di vista della circolazione. Perché, se pare ovvio che l’utilizzo di una grande area pubblica dismessa possa avere una sua ratio di economia pubblica in termini di spesa (Malpensa Fiere si dice fosse costoso), non si possono eludere le conseguenze infrastrutturali e i costi di sopportazione ben più alti per i cittadini, gallaratesi e non, che certo avrebbero meritato maggiore considerazione».

Il tema dell’hub su viale Milano è un esempio, secondo Gnocchi, per dimostrare che il confronto è «anche – se non soprattutto – condivisione di problemi e analisi di soluzioni, dibattute con schiettezza e ruvidezza nella consapevolezza dei propri ruoli di maggioranza e di minoranza, ma affrontati con l’idea di fare il bene vero della città, al riparo da clamori e progetti mirabolanti. Il dialogo, infatti, non è una gentile concessione dialettica priva di sostanza bensì dovrebbe appunto essere ricerca della migliore soluzione possibile ai problemi».

«Il sindaco Cassani e la sua maggioranza con lui, chiariscano quindi esattamente il senso dell’apertura che hanno in in mente», conclude indirizzando le sue parole all’amministrazione, «se sarà reale e di sostanza, allora ci saremo con precisa serietà. Se sarà soltanto di pura facciata invece, eviteremo inutili teatrini di cui Gallarate non sente alcuna la necessità».

 

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Pubblicato il 06 Gennaio 2022
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