Non ci fu violenza sessuale, assolto il sindacalista di Malpensa accusato da una hostess

Il collegio ha assolto R.M., ex-sindacalista Cisl, dalla pesante accusa ma la presidente Guerrero ha voluto comunque stigmatizzare i comportamenti assunti dall'uomo: “Inopportuni”

nicoletta guerrero tribunale busto arsizio

Il sindacalista di Malpensa accusato di violenza sessuale nei confronti di una hostess che aveva chiesto il suo aiuto in una causa di lavoro, è stato assolto dal collegio giudicante del Tribunale di Busto Arsizio presieduto dal giudice Nicoletta Guerrero (Giulia Pulcina e Veronica Giacoia a latere).

R.M. era a processo sulla base delle accuse di una hostess che la sera del 9 luglio 2018 si rivolse a lui per una causa di lavoro e lo incontrò in un ufficio della palazzina dell’aeroporto, utilizzata dalle sigle sindacali. Secondo la versione della donna il sindacalista, all’epoca in forza alla Fit Cisl, si sarebbe spostato alle sue spalle mentre lei spiegava (carte alla mano) la questione sindacale, le avrebbe accarezzato il collo e l’avrebbe palpeggiata.

Per i giudici di Busto, però, la versione della vittima è da ritenere credibile mentre sarebbe appurato il comportamento inopportuno e con approcci sessualizzanti da parte del sindacalista  (accusato anche da altre hostess che però non hanno ritenuto di denunciarlo, ndr).

Lo ha detto lo stesso giudice Guerrero, leggendo stralci delle motivazioni della sentenza che sono state rese note contestualmente alla lettura del dispositivo, che poi ha aggiunto che l’imputato va assolto per l’insussistenza degli elementi oggettivi: sono risultati carenti gli elementi della violenza, della minaccia e dell’abuso di autorità.

L’imputato, insomma, non avrebbe superato la volontà dell vittima che avrebbe potuto allontanarsi soprattutto se si valuta il fatto che non è stato chiarito se la porta dell’ufficio fosse stata chiusa a chiave. L’ultima considerazione espressa dai giudici riguarda, infine, il fatto che R.M. non aveva avuto l’opportunità di percepire il dissenso della controparte perchè posizionato alle sue spalle.

R.M., nonostante l’assoluzione con formula ampia, è uscito dall’aula Falcone e Borsellino col volto tirato e alla stampa presente ha dichiarato: «Se da un lato sono felice per essere stato riconosciuto innocente dall’altra provo dispiacere per le motivazioni di questa sentenza. Annuncio, inoltre, che non finisce qui e andrò avanti nelle opportune sedi per denunciare i comportamenti scorretti della Cisl, del sindacato europeo e di alcune delle testimoni che sono venute qui a raccontare cose false».

 

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 26 Gennaio 2022
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