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Elezioni 2022, la strana sfida di Cassano Magnago

È il Comune più grande al voto quest’anno. Il centrodestra al governo si è spezzato in due tronconi almeno, ma contemporaneamente c’è stata anche una ricomposizione inattesa. Il centrosinistra punta sull’unità. E poi c’è l’area civica, che a Cassano ha un peso

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Sono elezioni strane e in qualche modo inattese, quelle del 2022 a Cassano Magnago. Si chiude un ciclo (quello di Nicola Poliseno, due mandati da sindaco dal 2012, forte enfasi sulla lista unica) e lo scenario che è emerso sembra segnare – almeno al momento della sfida elettorale – un panorama nuovo.

Quinta città della provincia, Cassano è il Comune più popoloso tra i dieci che vanno al voto nel Varesotto in questo 2022 (qui li trovate tutti). Inevitabile che in particolare per i partiti rappresenti un campo di confronto importante.

A Cassano sono ben 112 le persone che “ci mettono la faccia” candidandosi nelle liste per i cinque candidati sindaco.  È però interessante notare che tre candidati su cinque hanno una sola lista a sostegno e gli altri due (Coghi e Ottaviani) si limitano a due: rispetto ad altre elezioni – ad esempio quelle di Busto e Gallarate lo scorso anno – c’è stata una certa razionalizzazione, senza troppi specchietti per le allodole. Tutte le liste però sono arrivate a completare i sedici nomi previsti e questo racconta una certa partecipazione.

Le due metà del centrodestra a Cassano

Le sorprese, da questo punto di vista, sono venute soprattutto dal centrodestra, protagonista di una lunga fase di confronto tra i partiti (Forza Italia e Fratelli d’Italia) che hanno fin qui sostenuto Poliseno e – dall’altra parte – la Lega che da dieci anni appariva arroccata in minoranza. Confronto lungo, poi deragliato nell’ultima settimana in modo almeno in parte inatteso: il sindaco Poliseno ha “divorziato” da Forza Italia e sostiene la candidatura di Pietro Ottaviani, dentro a una civica di centrodestra che si pone in continuità con quanto fatto fin qui (tanto che nel simbolo il nome di Poliseno compare alla pari con quello del candidato sindaco). Con lui, del centrodestra dei partiti, rimane Fratelli d’Italia.

Forza Italia si è staccata e già questo rappresentava una notizia. Ma ancora più sorprendente è che sul nome di Osvaldo Coghi – vicesindaco uscente – c’è stata la convergenza anche della Lega. Rinasce il centrodestra, ma in polemica con l’altro pezzo di centrodestra, quello del “modello Cassano” in cui i partiti stavano in secondo piano dentro e dietro il rassemblement civico.

Alla presentazione della lista della Lega, la coalizione Coghi non ha risparmiato parole dure, con accuse politiche (il gruppo Poliseno «ectoplasma») e un urticante riferimento giudiziario: «C’è dunque chi da queste indagini che negli ultimi anni hanno coinvolto Cassano ne è uscito pulito e chi invece con patteggiamenti oppure con posizioni ancora aperte» ha detto Claudio Leone, marcando la differenza tra Coghi (l’indagine su di lui è stata archiviata) e le disavventure degli ex amministratori Sieco, dello stesso Poliseno, di Angelo Palumbo dentro all’inchiesta Mensa dei Poveri. 
Ottaviani, dal canto suo, aveva acceso le polveri marcando la distanza da Lega e Forza Italia: «Noi viviamo la città, non siamo calati dall’alto dalle segreterie dei partiti».

Progetto 2032, la lista civica “maratoneta”

Anche nella componente civica però c’è stata una parziale scissione. È un certo mondo che è andato aggregandosi intorno alla lista Progetto Cassano 2032: operazione avviata per tempo – a gennaio, con passo da maratoneta e non da centometrista – con ampio anticipo sugli altri contendenti. «Ci hanno accusato di essere la stampella di Poliseno, ma noi siamo andati avanti per la nostra strada» può rivendicare oggi Rocco Dabraio, candidato sindaco della lista civica, che rimarca la necessità di discontinuità su alcuni temi e pratiche.

Di sicuro Progetto Cassano 2032 ha dalla sua un percorso già ben avviato: un vantaggio in un quadro in cui i cassanesi probabilmente sono un po’ disorientati dai rivolgimenti delle ultime settimane. Anche se la lista completa deve ancora essere presentata, nel frattempo Progetto 2032  inizia a proporre incontri su temi e punti di programma (venerdì l’incontro su bici e ciclabili, con il coinvolgimento della Fiab da Varese, Gallarate e Busto).

Il centrosinistra per Tommaso Police

Se per il centrodestra c’è molto da dire – in termini di trattative, scomposizioni e ricomposizioni – per il centrosinistra lo scenario è chiaro da un mesetto: Pd e Azione insieme sostengono Tommaso Police, 35 anni, consigliere comunale di lungo corso. Lista e logo unico, con dentro i simboli più piccoli dei due partiti e della quota di “indipendenti”.

L’alleanza Pd-Azione si è mossa con determinata prudenza, in linea anche con l’impostazione data da Police all’azione del Pd, che ha preferito evitare polemiche (anche nel mezzo delle disavventure giudiziarie della maggioranza) e ha sottolineato l’aspetto più propositivo. Quanto ai temi, ha già messo sul piatto un’idea – quella di lavorare per portare in città una scuola superiore – e almeno su questo ha saputo suscitare un po’ di dibattito con le altre liste. Adesso bisogna vedere su quale terreno si muoverà nelle prossime settimane, di qui al 12 giugno: Police ha dalla sua la solidità di un percorso personale e di un’alleanza ben definita, ma rischia di rimanere un po’ in ombra in un dibattito dove fanno rumore le schermaglie del centrodestra.

Stefania Passiu, l’outsider

A completare il quadro, c’è il gruppo di Stefania Passiu, “Cassano futura”. Lista civica che raccoglie almeno in parte esperienze precedente (con Rocco Andrisani, promotore della lista L’Ape già nel 2012) ma con volti nuovi, a cominciare dal candidato sindaco, avvocato nota anche per l’impegno contro la violenza sulle donne. Tra le parole d’ordine una Cassano più inclusiva e con una sua precisa identità culturale.

Centododici candidati e un mese di campagna elettorale

A Cassano sono ben 112 le persone che “ci mettono la faccia” candidandosi nelle liste per i cinque candidati sindaco.  È però interessante notare che tre candidati su cinque hanno una sola lista a sostegno e gli altri due (Coghi e Ottaviani) si limitano a due: rispetto ad altre elezioni – ad esempio quelle di Busto e Gallarate lo scorso anno – c’è stata una certa razionalizzazione, senza troppi specchietti per le allodole. Tutte le liste però sono arrivate a completare i sedici nomi previsti e questo racconta una certa partecipazione.

Ora c’è un mese di campagna elettorale e questa settimana ci sono già diversi eventi: la Lega ha presentato la sua lista domenica, Ottaviani ha anticipato i primi programmi elettorali, Police presenta il suo gruppo giovedì sera, Progetto Cassano venerdì parla di mobilità sostenibili.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it
Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare.
Pubblicato il 18 Maggio 2022
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