La Guardia Medica di Busto se ne va da Sant’Anna, il sindaco spiazzato dall’Asst

Il presidio verrà trasferito in viale Stelvio, alla Casa di Comunità, nel quadro della riorganizzazione dei servizi a cui si lavora da tempo. Il quartiere protesta e il primo cittadino Antonelli reagisce sorpreso e stizzito: "Farò le barricate"

Guardia Medica Sant'Anna

«Attendo smentita ufficiale, altrimenti farò le barricate. La Guardia Medica deve rimanere a Sant’Anna, senza se e senza ma».
Il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli alza la voce, dopo l’annuncio del trasferimento del Servizio di Continuità Assistenziale dall’attuale sede del Centro sociale di via Stoppani a Sant’Anna alla futura, imminente Casa di Comunità nei locali dell’ex distretto sanitario in viale Stelvio.

A quanto pare la decisione dell’Asst Valle Olona è arrivata un po’ come un fulmine a ciel sereno, in municipio. E questo nonostante la competenza operativa sia della Regione Lombardia, attraverso l’articolazione sanitaria locale. Che appunto sta lavorando da tempo al progetto per la Casa di Comunità di viale Stelvio, la cui attivazione è prevista per fine 2022, un tassello nella più ampia riorganizzazione dei servizi.

La sorpresa in municipio deriva forse anche dal fatto che l’insediamento a Sant’Anna è recente: la sede in via Stoppani 4 era stata infatti inaugurata nel novembre 2019, recuperando gli spazi dismessi dell’ex centro social dei Sant’Anna. Certo, l’intervento ha consentito di togliere lo spazio dal degrado, ma è evidente un passo indietro significativo rispetto al presidio, che lo stesso Antonelli diceva dovesse diventare «una vera e propria casa della salute con altri servizi in ambito sanitario». Da allora però è vero che ne sono cambiate di cose, con una pandemia, il Pnrr, nuove norme sulla riorganizzazione della medicina territoriale.

Se stizzita e stranamente sorpresa è stata la reazione del sindaco, comprensibile è forse quella del Comitato del quartiere di Sant’Anna, che da sempre sconta il relativo isolamento, al di là della ferrovia e del Sempione: il servizio era comunque un segnale di presenza delle istituzioni e – se una riorganizzazione più ampia era prevedibile, nel quadro della riforma di Case di Comunità e Case della Salute – dal punto di vista dei residenti del quartiere è un passo indietro.
Anche le opposizioni, centrosinistra e Italia C’è, hanno indicato nel passo indietro dal quartiere un elemento negativo. Gigi Farioli ha parlato di «superficialità e di una totale mancanza di capacità di programmazione» da parte dell’amministrazione che ora promette le barricate.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 Agosto 2022
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