Somma Lombardo riscopre il marchese Ermes Visconti

Il dipinto di Ermes bambino sarà restaurato e sarà pronto nella primavera del 2023, in concomitanza del XXV anniversario della nascita della fondazione

quadro Ermes visconti bambino - castello visconti somma lombardo

Sarà oggetto di restauro il quadro “Ermes Visconti bambino” da fine ottobre alla prossima primavera: il dipinto è conservato in un’ala del Castello Visconti San Vito di Somma Lombardo che non è visitabile al pubblico, per la precisione la sala “Ordine di Malta”.

Su uno sfondo nero, Ermes Visconti è ritratto vestito all’antica accanto a un tavolo su cui è posata della frutta, alla maniera rinascimentale e seicentesca: Ermes era figlio di Carlo Ermes e della marchesa Teresa.

La particolarità del dipinto è che è appeso accanto a una incisione che ritrae lo stesso bambino, ma in stile ottocentesco, come spiegano Lorenzo D’Ancona (storico dell’arte e guida) e Maurizio Rossi della Fondazione Visconti San Vito: «Oltre al piccolo Ermes ci sono lo stemma della famiglia, il biscione, e sullo sfondo anziché il castello è stato scelto di ritrarre il Duomo di Milano: questo perché il padre, Carlo Ermes, era un uomo di grande cultura e intelligenza, molto legato alla città meneghina».

quadro Ermes visconti bambino - castello visconti somma lombardo
L’incisione accanto al quadro

Ufficiale della Guardia d’onore e di assistente del Consiglio di Stato, a Milano conobbe Alessandro Manzoni (a cui offrì la propria collaborazione nel corso della stesura dell’Adelchi, tra il 1821 e il 1822), Vincenzo Cuoco, Salvatore Viganò, Giuseppe Bossi e Gian Domenico Romagnosi, partecipando attivamente alla vita socio-culturale della città e scrivendo diversi articoli su Vittorio Alfieri e Friedrich Schiller.

«Ringraziamo l’amministrazione comunale – continuano i due – per aver sostenuto la spesa del restauro». Davanti alla richiesta della Fondazione «di poter valorizzare l’opera attraverso un restauro conservativo», commenta Donata Valenti, assessora alla Cultura, «ha ben accettato: ci teniamo particolarmente che il patrimonio artistico presente, anche se in una realtà privata, sul territorio comunale possa avere una nuova veste e possa essere conosciuto ancora di più dai visitatori del Castello e non solo».

Il XXV anniversario della Fondazione

Il dipinto, dopo il placet della sovrintendenza, sarà affidato a Isabella Pirola, restauratrice ufficiale del Castello, e sarà pronto per la prossima primavera in occasione del venticinquesimo anniversario dalla nascita della Fondazione: l’ultimo discendente, Gabrio Visconti di San Vito, per volontà testamentaria lasciò nel 1997 la proprietà del castello alla Fondazione Visconti di San Vito, oggi presieduta  da Gaetano Galeone, amico di sempre del marchese.

quadro Ermes visconti bambino somma lombardo
Ermes Visconti bambino

A maggio sarà organizzata una conferenza in cui si presenterà il libro Antichi ritratti: la quadreria del Castello Visconti San Vito, che contiene anche “l’Ermes bambino”, cui hanno lavorato assiduamente D’Ancona e Rossi e pubblicato grazie al sostegno del Lions Club Somma Lombardo Castello Visconti di San Vito. In quell’occasione ci sarà anche una piccola esposizione di libri e verrà organizzato con le scuole del territorio un contest per la realizzazione di un Ex libris che raffiguri come soggetti il castello, lo stemma Visconti o la biblioteca.

L’anniversario sarà proprio incentrato sulla cultura e sui libri: «Carlo Ermes Visconti arricchì la biblioteca del Castello», spiega Rossi mentre svela un progetto – che è più un sogno nel cassetto – che si vorrebbe attuare nel prossimo futuro, ovvero rendere la biblioteca e i suoi diecimila volumi fruibili a storici dell’arte, studenti, professori, studiosi e dottorandi. 

«Renderla fruibile è sempre stata un’idea: anche se è una impresa, sono convinto che una preziosità del genere debba essere aperta», continua Rossi, senza nascondere l’enorme sforzo che comprende a partire dall’organizzazione, alla digitalizzazione dell’archivio e alla questione sicurezza (con il benestare della sovrintendenza).

Alla base di un’apertura del genere ci deve anche essere un senso di responsabilità e di realtà, cercando di capire come fare per aprirla, perché la fondazione non può farcela da sola: «La Fondazione non può sostenere la biblioteca da sola, in più ora i tempi sono difficili».

 

 

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 06 Settembre 2022
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