Ballo con lei

di Gianluca Fiore

Il racconto della domenica

Ora entro e la cerco. E le confesso tutto il mio amore. Già, perché oramai sono cotto, è da un pezzo che l’ho capito. Nonostante tutta la mia strafottenza, quando la vedo mi sciolgo. Sì, ora vado.
Sono qui, davanti alla porta di Collie. La musica attraversa l’uscio assieme al vociare degli ospiti. Una festa da ballo, chissà perché. Forse per mettersi in mostra come piace a lei. Che poi è come piace a me. Mi preparo, c’è sempre un momento in cui anche i bulli tentennano. Una sospensione tra i dilemmi personali e il palcoscenico di tutti i giorni. Ora prendo coraggio, d’altra parte devo difendere il mio personaggio, l’ho costruito in anni di dedizione. Fanfarone, ma generoso. Forza.
La porta è accostata, entro. La musica mi schiaffeggia, tutti ballano. Attraverso la calca, spintoni e abbracci mi sommergono. Beh, sì, godo di una certa popolarità. Arrivo al tavolo delle bevande, ho bisogno di qualcosa di forte. Sto per versarmi un whisky e la vedo tra i rami di un grosso ficus. È seduta di traverso su un grosso divano, circondata da ammiratori. Si fa adorare come al solito da Arlie, il suo fidanzato che da sempre le sta accanto. Tutti si chiedono come faccia, lui è quanto di più diverso si possa immaginare. Sì, va bene, sarà pure di battuta pronta, ma è proprio scemo. Crede a tutto quello che gli si racconta, mi ricordo quando per scherzo gli abbiamo fatto credere che Collie lo aveva tradito con il Sindaco, per poi trovarlo davanti al Comune con un bastone.
Mi vede, e si illumina. Mi fa cenno di raggiungerla, io ho le pulsazioni a palla. Saluti di rito, strette di mano, abbracci di amici che non vedevo da un pezzo, membri della sua corte personale. Non sento nulla. Le voci arrivano, ma non riesco a registrarle. Le persone mi parlano, e non rispondo. Non riesco a staccarle gli occhi di dosso. Tutta la mia spavalderia si è liquefatta. Le tocco la mano, e la bacio. Lei spedisce Arlie a prendere dei drink. Forse allora vuole rimanere sola con me, penso. Ma magari mi prendo in giro da solo.
Nulla da dirmi? Mi fa, con aria provocatrice. Forse troppe cose, che potrebbero prevedere un posto più silenzioso e riservato, le faccio io. E un contatto più ravvicinato, se posso osare. Sempre il solito adulatore, risponde lei. Ma a noi ragazze piace farci corteggiare. E farci stringere tra le braccia.
Per fortuna il rock martellante cessa, qualcuno mette un lento. Mi alzo, e le porgo la mano. Se vuoi qualcuno che ti stringa tra le braccia, non devi fare altro che dirmi sì, voglio ballare. Senza distogliere lo sguardo lei si alza, e andiamo verso il centro della sala. Gli invitati aprono un varco e ci fanno passare. Incrociamo Arlie che si blocca e ci guarda con il suo solito sguardo bovino, le mani piene di bicchieri. La cingo per la vita, e cominciamo a ballare.
C’è un sacco di gente attorno a noi, ma non me ne accorgo. Ci sono i suoi occhi, e a un bullo dal cuore tenero come me questo basta.
Se domani al bar qualcuno mi prenderà in giro e dirà che Ruggie si è innamorato, dirò sì, è vero. Ed è una cosa bellissima.

Racconto di Gianluca Fiore (www.ilcavedio.org)
Foto di Stefan Schweihofer da Pixabay

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Pubblicato il 09 Ottobre 2022
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