L’Orlando furioso, il giallo metropolitano e Jhumpa Lahiri: il terzo giorno di Duemilalibri

Il terzo giorno di Duemilalibri al Maga di Gallarate: prima un incontro con le scuole, alle 18.30 ci saranno tre giallista metropolitani (Marco Vichi, Jacopo De Michelis e Gianni Biondillo). Gran finale con la punta internazionale del festival, Jhumpa Lahiri

gianni biondillo

Continuano gli appuntamenti del festival letterario di Gallarate, Duemilalibri: il terzo giorno, venerdì 14 ottobre, ha il sapore del meraviglioso e delle avventure del paladino Orlando, le tinte più gialle e fosche dei misteri metropolitane e una Roma diversa da quella che i turisti e gli stranieri si immaginano.

Il programma

Si parte con l’incontro per le scuole (alle 10.30) con gli autori di Furioso. Ultimo canto (Mondadori), Simone Laudiero, Carlo Bassetti, Fabrizio Luisi, insieme a Vittorio Maciocem autore di Dice Angelica (Salani). Modera Eleonora Barbieri.

Il primo romanzo è una ipotesi di sequel del poema di Ludovico Ariosto: sono passati ormai sessant’anni dagli avvenimenti raccontati da Ariosto, la guerra contro i saraceni è stata vinta e dalle piramidi al vallo di Adriano, dalle colonne d’Ercole a Gerusalemme, la cristianità domina incontrastata. Carlo Magno si è spento nell’abbraccio protettivo dei suoi fedeli paladini, ma un nuovo invasore arriva da sud: il misterioso re Marmadone con le sue armate di sanguinari infedeli. Sullo sfondo, poi, rivolte popolari e una serie di inspiegabili catastrofi affliggono i quattro angoli del mondo conosciuto, facendo presagire un’Apocalisse imminente che nessuno, tantomeno i virtuosi paladini di un tempo, sembra in grado di fronteggiare.

Di Orlando, il più forte tra i guerrieri cristiani, si sono perse completamente le tracce, Astolfo non pensa ad altro che a tornare sulla Luna e Rinaldo, tra sontuose rievocazioni dei fasti passati e serate folli alla corte di Parigi, stenta a tenere insieme l’impero in pericolo. Forse è giunto il tempo che una nuova generazione di eroi si faccia avanti: Esme, popolana indomabile dai magnifici capelli rossi, oppure Brando, diciottenne dall’animo semplice che sogna la gloria sul campo di battaglia, o forse Calvano, cavaliere integerrimo chiuso in una vecchia armatura rossa di ruggine che ha come compagni di sorte una muffa parlante e un gigante? Furioso è un romanzo che fin dalle prime righe trascina il lettore in un viaggio pieno di sorprese dove i protagonisti si muovono dall’Occidente alle vette dell’Imalaio, dal cuore di Parigi alle profondità del mare, agli antri più bui e terrificanti dell’inferno, e si imbattono in creature fantastiche e mostruose, oggetti magici e riti negromantici. Un rutilante succedersi di storie, personaggi, avvenimenti che non possono che soddisfare il lettore in cerca di meraviglia e divertimento. Un tentativo, ardito ma sincero, di attingere dalla tradizione della letteratura fantastica italiana per creare qualcosa di nuovo, originale ed estremamente attuale.

Dice Angelica è la storia di Angelica mai raccontata: nei libri di scuola è stata sempre presentata come Angelica l’esotica, l’insidiosa, il motore di ogni passione, che attende in silenzio di essere conquistata come un trofeo. Ma qualcuno si è mai chiesto se era d’accordo? Se a lei Orlando piaceva? Se quella rissa tra maschi alfa non le sembrasse ridicola? Se desiderasse, magari, qualcos’altro? Lo ha fatto Vittorio Macioce, che per la prima volta dà voce a questa creatura tanto celebrata quanto misteriosa. In fin dei conti una ragazza normale, simile a quelle di oggi, con emozioni che intatte attraversano i secoli: il desiderio di sentirsi viva, di trovare un posto nel mondo; la necessità di fare chiarezza sulle proprie origini; il fastidio di essere continuamente oggetto di attenzioni maschili; il dolore di interpretare un ruolo cucitole addosso da altri. Ricostruendo in chiave contemporanea tutto ciò che la storia della letteratura ha trascurato di Angelica e delle pulsioni che la animano, Macioce guida alla riscoperta di una vicenda sorprendentemente densa di riferimenti pop – dai videogiochi allo spaghetti western, dalla musica ai romanzi fantasy – e che non ha mai smesso di dirci qualcosa sulla natura delle ossessioni amorose.

Alle 18.30 è tempo di giallo con tre autori metropolitani: Marco Vichi, autore di Non tutto è perduto. Un’avventura del commissario Bordelli (Guanda), Jacopo De Michelis, autore de La stazione (Giunti) e Gianni Biondillo, autore di I cani del barrio. Un’indagine dell’ispettore Ferraro (Guanda). Modera Luca Crovi.

Chiuderà la giornata di venerdì l’incontro alle con Jhumpa Lahiri, scrittrice nata a Londra da genitori bengalesi, cresciuta negli Stati Uniti e oggi trasferita in Italia: Racconti romani (Guanda), raccolta di nove racconti scritta in italiano (lingua d’adozione per la scrittura dal 2014, quando pubblicò In altre parole), è una finestra su una città sospesa tra passato e futuro, Roma.

Segnati da un ambiente al contempo ospitale e ostile, i personaggi che abitano questi racconti vivono momenti di epifania ma anche violente battute di arresto. Così Il confine descrive le vacanze di una famiglia in una casa della bella campagna romana, ma la voce narrante è quella della figlia del custode che un tempo faceva il venditore di fiori in città e nasconde una ferita. Ne Le feste di P. un uomo rievoca le animate serate nell’accogliente casa di un’amica che non c’è più. La scalinata, una storia corale di quartiere, raduna sei personaggi, diversissimi per origine e appartenenza, attorno a un ritrovo comune, un saliscendi continuo di vita nel centro di Roma. Nella Processione una coppia cerca invano in città consolazione e sollievo per un episodio del passato che ha segnato tragicamente le loro vite. Dante Alighieri affiora rigoroso e a suo modo inedito nella vita di una donna americana

Il titolo della nuova opera richiama Alberto Moravia e ai suoi lavori che pubblicò tra il 1954 e il 1959, autore molto ammirato da Lahiri: protagonisti dei suoi racconti non sono più proletari o esponenti della classe media romana del secondo dopoguerra e le loro difficoltà quotidiane, bensì persone che, pur vivendo nella capitale, non sentono di appartenerle pienamente (quindi migranti, expat o anche turisti). Presenta l’autrice Armando Besio.

 

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 Ottobre 2022
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