Petizione sull’area dei fontanili a Gallarate, “io ho già fatto quanto era richiesto”

Il sindaco Cassani ribatte alle opposizioni su ospedale e fontanili, dopo la doppia richiesta di consiglio comunale. "L’amministrazione si sta muovendo, nonostante quel che dicono quattro opposizioni al bar". E sulla petizione la partita è chiusa

Gallarate

«Le opposizioni sono intervenute sbagliando obiettivo o falsificando la realtà dei fatti», esordisce il sindaco Andrea Cassani. Una conferenza stampa convocata di lunedì pomeriggio, in municipio, per rispondere ad una serie di iniziative delle minoranze e anche sul “caso” della casetta dei libri di Cedrate, realizzata da privati e contestata dal Comune come abusiva.

Ma partiamo da due temi sollevati dalle opposizioni non con una denuncia o una presa di posizione, ma con atti formali: la doppia richiesta di consiglio comunale dedicata a due diversi temi, la petizione sull’area verde dei Fontanili e il destino dell’ospedale di Gallarate.

Punto primo: la petizione sui Fontanili
«Una provocazione politica, ma io ho adempiuto a quanto richiesto» assicura il primo cittadino, parlando della petizione e della richiesta di consiglio comunale con mozione sul tema.

Cassani ha ricevuto al 5 ottobre la petizione, trasmessa dal presidente del consiglio comunale Giuseppe De Bernardi Martignoni, dopo che i capigruppo di maggioranza avevano ritenuto che la proposta di interenti per la valorizzazione delle aree verdi sulla collina tra Crenna e Cajello fosse di competenza del sindaco e non del consiglio.

Ora le opposizioni chiedono di discuterla in consiglio, ma il sindaco dice di aver proceduto già a fare quanto richiesto dalla petizione, «nonostante ritenga che questa petizione popolare non abbia i requisiti».

«Ricevuta la petizione al 5 ottobre, il 7 ottobre ho proceduto a convocare un tavolo di confronto: ho convocato per il 17 ottobre i Comuni vicini di Besnate e Cavaria con Premezzo, il Parco del Ticino, WWF e Legambiente: Parco del Ticino ha risposto che non avrebbe partecipato, le altre associazioni non hanno neppure risposto» accusa il sindaco.
«Dal confronto con gli altri sindaci, che sono di diversi colori politici (centrosinistra a Besnate, centrodestra a Cavaria, ndr), è emerso che nessuno dei tre ha cognizione di sversamenti di sostanze nocive, che venivano citate nella petizione. Nessuno dei sindaci ritiene ci siamo situazioni critiche, le aree di Cavaria sono pulite settimanalmente» (tra gennaio e febbraio erano comparse acque putride e maleodoranti, ma il Comune di Cavaria aveva ritenuto fossero il riemergere di sversamenti di vecchia data, ndr).

Perché la petizione non avrebbe i requisiti?
La petizione era stata ammessa dal segretario comunale, ma Cassani elenca i punti del testo e ribadisce che il Comune non può fare nulla sull’area collinare: «La conservazione ambientale è di competenza statale e del Parco del Ticino. I percorsi di conoscenza e valorizzazione con le scuole non spettano al Comune. Ecomuseo non si potrebbe fare, perché avrebbe valore urbanistico. E la questione tocca anche altri Comuni, il che non è compatibile con una petizione comunale secondo il Regolamento del 2008. La petizione fa una serie di inviti generali e generici, ma io non posso costringere le scuole e il Parco a intervenire».

Posto che la lettura datadella petizione è questa, perché il sindaco ritiene di aver adempiuto? «A seguito di questa riunione in data 20 ottobre ho fatto segnalazione al Parco Ticino per chiedere una vigilanza sugli sversamenti. Abbiamo convenuto poi che si possono svolgere attività di valorizzazione al centro parco Monte Diviso. Questo è quanto l’amministrazione, in modo silent,e ha fatto. I componenti delle opposizioni la finiscano di strumentalizzare»

Il destino dell’ospedale di Gallarate

Secondo punto della replica del sindaco alle opposizioni: il destino dell’ospedale.
Cassani sventola le procedure di ricerca dei medici da parte di Asst Valle Olona: «Regione Lombardia sta provando a reperire i medici, c’è una fuga che sta danneggiando indubbiamente la sanità nella nostra zona. Proprio per questo obbiettivo deve essere un nuovo ospedale attrattivo per le professionalità».

«Lo sforzo di Asst c’è. Io posso andare a picchiare i pugni in Regione e Asst, non pensiate che non l’abbia fatto. Chi ha battuto i pugni questa estate per l’automedica è stato il sottoscritto, facendo riunioni nel cuore dell’estate. Negli ultimi 5 mesi almeno 4-5 incontri di segreteria tecnica, il 2 novembre ci sarà un nuovo incontro sul tema urbanistico. Io vorrei portare al tavolo della commissione un nuovo player, ArExpo, che è quel che servirebbe per rigenerazione, ma deve prendere l’incarico».

«In parallelo c’è in corso un tavolo con direzione territorio, probabilmente ci sarà un “Hub emergenze a Valenza sovraterritoriale” al Casermone: Regione Lombadia a ha un forte interesse in questo senso, attendono risposta dal Demanio. Si porteranno macchinari medici dalla Fiera a Gallarate, stiamo provando a capire se possa diventare un grosso ambulatorio o un pronto soccorso a servizio della città».

«L’amministrazione si sta muovendo, nonostante quel che dicono quattro opposizioni al bar. È chiaro che non possiamo imporre un blocco ai licenziamenti, non possiamo arginare questa diaspora. Ci sono venti posizioni aperte. Ci dicano, questi quattro oppositori al bar, qual è la ricetta che portano le opposizioni per invertire la tendenza?».

La casetta dei libri a Cedrate

Il terzo punto della replica di Cassani alle opposizioni riguarda la casetta dei libri di Cedrate, un caso emerso domenica, dopo che i proprietari del piccolo manifatto hanno annunciato che avrebbero smontato la casetta perché contestata come abusiva.

Anche su questo hanno replicato gli amministratori, rivolgendosi ai privati promotori dell’iniziativa e alle opposizioni intervenute a seguire. Qui l’articolo specifico.

 

 

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 24 Ottobre 2022
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