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Saverio Ferrari agli antifascisti di Busto Arsizio: “In Fratelli d’Italia c’è una fiamma che non vuole spegnersi”

Il fondatore dell'Osservatorio democratico sulle nuove destre è stato ospite del comitato Antifascista di Busto Arsizio per fare il punto sul valore della memoria ai tempi del governo più di destra della storia repubblicana

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La serata aveva come titolo “La memoria ai tempi del colera”, riprendendo il titolo di un famoso romanzo di Gabriel Garcia Marquez, ma per il Comitato Antifascista di Busto Arsizio è stata l’occasione per ricompattarsi a due giorni dal Giorno della Memoria che si svolgerà domani 27 gennaio.

Mercoledì sera, al Qui di via Scisciana, una ventina di appartenenti al comitato cittadino e alcuni “colleghi” del comitato legnanese hanno ascoltato le parole del fondatore dell’Osservatorio democratico sulle Nuove Destre, Saverio Ferrari, in dialogo con il giornalista di Varesenews Orlando Mastrillo sui temi della destra al governo e del patrimonio socio-culturale che sta alla base della nascita della Repubblica italiana, al termine della Seconda Guerra Mondiale.

L’introduzione di Elis Ferracini è stata molto diretta: «Se non si sta più che attenti si va a sbattere. Proprio come feci qualche settimana fa quando non mi accorsi di una porta a vetri e mi ruppi setto nasale. Il fascismo è come una porta di vetro, a volte c’è ed è segnalata ma ci si può andare a sbattere». Giuliano, altro membro del Comitato, ha ricordato le parole di Liliana Segre dette in questi giorni sul rischio di un effetto “noia” da parte degli italiani quando si torna a parlare di quanto avvenne durante il nazifascismo.

Dopo l’introduzione del giornalista che ha fatto il quadro sui gruppi di estrema destra in provincia di Varese (dalla Comunità dei Dodici Raggi ai gruppi Ultras di Pro Patria e Varese) e sui “teorici” che lavorano ad un livello diverso come Rainaldo Graziani a Gavirate che invitò Alexander Dugin nel suo agriturismo per dissertare insieme ad altri personaggi a cavallo tra Lega e destra storica.

Ferrari è entrato nel dettaglio di quanto sta accadendo a livello nazionale, partendo dalle formazioni storiche come Forza Nuova a quelle più movimentiste e giovanili come Casapound fino ai tanti segnali di una destra nostalgica dentro Fratelli d’Italia che non ha abbandonato la fiamma tricolore nel simbolo e propone personaggi dal passato orgogliosamente fascista da La Russa a Rampelli, passando per la miriade di consiglieri comunali che esordiscono nelle assisi locali facendo saluti romani: «Fino a questo momento Giorgia Meloni è stata capace di tenere le diverse anime nel partito a bada». A Busto Arsizio, ad esempio, non è passata la candidatura alle Regionali di Checco Lattuada, processato due volte per apologia e due volte assolto per apologia del fascismo (una per prescrizione e una perchè il fatto non sussiste, ndr)».

Segnali che vanno letti, tuttavia, sul lungo periodo di una destra che sta lavorando dal punto di vista culturale: «Basti vedere l’uso strumentale di Dante fatto da Sangiuliano o la linea dura contro i ragazzi del ministro dell’Istruzione Valditara, l’attacco alla legge 194 sull’aborto». E poi c’è il progetto presidenziale: «Una vecchia battaglia che torna e che sarà la linea oltre la quale la destra di Fratelli d’Italia potrebbe mostrare il suo vero volto».

 

Pubblicato il 26 Gennaio 2023
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