ChatGPT nella vita vera: dieci prompt per usarlo meglio
C’è un modo di usare questo strumento che somiglia a chiedere indicazioni a uno sconosciuto e un modo che somiglia a entrare in redazione con un taccuino pieno: “Ecco il contesto, ecco i vincoli, fammi uscire con un risultato pronto”
Nota dell’autore: questa settimana faccio una piccola deviazione rispetto al mio stile abituale: l’articolo parla di ChatGPT e, per coerenza, ho scelto di costruirlo usando direttamente ChatGPT come fonte e come strumento di stesura, perché, in un certo senso, è il massimo esperto su se stesso. Io ho definito taglio, casi d’uso e utilità per i lettori, e ho poi revisionato e ordinato i contenuti.
L’idea di questo pezzo mi è venuta rileggendo la lista degli articoli più letti di VareseNews nel 2025: lì ne ho trovato uno di inizio 2025 in cui raccontavo l’esperienza dell’acquisto di un computer per mio figlio e due metodi diversi – compreso uno con l’intelligenza artificiale – per arrivare alla scelta. A circa un anno di distanza, torno su quel filo con un taglio ancora più “di servizio”: non un racconto, ma una cassetta degli attrezzi per usare ChatGPT nella quotidianità: lavoro, studio, casa, spesa, viaggi, pratiche, con prompt pronti e qualche regola semplice per evitare errori.
C’è un modo di usare ChatGPT che somiglia a chiedere indicazioni a uno sconosciuto e un modo che somiglia a entrare in redazione con un taccuino pieno: “Ecco il contesto, ecco i vincoli, fammi uscire con un risultato pronto”. La differenza non è “sapere la tecnologia”. È sapere come si impara una tecnologia: per prove piccole, ripetibili, con una forma stabile. ChatGPT non è un oracolo: è uno strumento che rende al meglio quando lo metti su binari chiari.
Qui sotto trovi dieci prompt-template copiaincolla (per chi ha già un minimo di dimestichezza), più un capitoletto su cosa non chiedere e una mini-storia locale per capire come applicarli.
Prima di iniziare, ecco tre “regole” da usare in 2 minuti (per chi è di corsa)
- Scrivi sempre che output vuoi: “tabella / checklist / email pronta / piano 7 giorni”
- Metti due vincoli veri: budget + tempo (o una scadenza)
- Chiudi con: “Se ti mancano info, fammi solo 5 domande mirate”
È la frase che trasforma una risposta generica in un lavoro utile.
E adesso iniziamo con la “lezione”. La regola d’oro generale è non chiedere “una risposta”, ma “un risultato”. Questo significa che i prompt migliori hanno quasi sempre quattro pezzi:
- Contesto (cosa stai facendo e per chi)
- Obiettivo (che cosa deve uscire)
- Vincoli (budget, tempi, priorità, cosa evitare)
- Iterazione (una seconda passata: “ok, ora rendilo più breve / più concreto / più adatto a me”)
E la frase che vale oro: “Se ti mancano informazioni, fammi solo 5 domande mirate.”
Per la vita di tutti i giorni, abbiamo costruito dieci prompt-template. Basta sostituire i campi tra parentesi quadre con i propri dati personali. Sono strutture: cambia l’oggetto, non il metodo.
1) Cercare lavoro: CV + candidatura mirata
Prompt
Agisci come career coach.
Obiettivo: candidarmi a [RUOLO] in [SETTORE] entro [TEMPO].
Dati: questo è il mio CV/profilo: [INCOLLA O FILE].
Annuncio: [INCOLLA ANNUNCIO].
Output:
- 8 punti di coerenza e 5 lacune,
- 6 modifiche al CV (frasi pronte),
- email/lettera candidatura in tono [TONO] max [LUNGHEZZA],
- 10 domande colloquio con risposte-bozza.
Vincolo: non inventare esperienze; se mancano dati fammi 5 domande.
2) Studiare: piano + ripasso + quiz
Agisci come tutor di [MATERIA].
Devo imparare [ARGOMENTO] per [ESAME/OBIETTIVO] entro [DATA].
Livello: [LIVELLO], so già [COSA SO].
Tempo: [MINUTI/ORA] al giorno, [GIORNI] a settimana.
Output: piano di [N] settimane con attività giornaliere, ripasso, esercizi e mini-test.
Poi fammi 10 domande a risposta breve per verificare.
3) Cercare casa: confrontare annunci + checklist visite
Agisci come consulente immobiliare neutrale.
Zona: [COMUNI/QUARTIERI]. Budget: [€].
Priorità: [3–5 priorità]. Vincoli: [non negoziabili].
Annunci: [INCOLLA 3–10 ANNUNCI o screenshot].
Output: tabella pro/contro + rischi + domande; top 3 con motivazioni; messaggio all’agenzia; checklist visita (20 minuti).
4) Budget famiglia: ridurre sprechi senza austerità
Agisci come consulente di budget familiare.
Obiettivo: ridurre spese di [€ o %] senza peggiorare [PRIORITÀ].
Entrate: [€]. Spese fisse: [lista]. Spese variabili: [lista]. Risparmi/debiti: [dati].
Output: fotografia in tabella + 10 interventi per impatto + piano 30 giorni + modello di report settimanale copiabile.
Vincolo: proposte realistiche, no “tagli totali”.
5) Fare la spesa: menu 7 giorni + lista per reparti + anti-spreco
Agisci come pianificatore alimentare pratico.
Persone: [N]. Tempo cucina: [basso/medio/alto]. Budget settimanale: [€].
Vincoli: [allergie/gusti]. Obiettivo: [risparmio/salute/velocità].
Output: menu 7 giorni (pranzo/cena) + ricette semplici + lista spesa per reparti + 2 idee “riuso avanzi” + 5 sostituzioni economiche.
6) Evento/festa: timeline + budget + piano B
Agisci come event planner.
Evento: [tipo], data: [data], ospiti: [N], budget: [€].
Vincoli: [bambini/meteo/spazio/rumore].
Output: timeline da -14 giorni, checklist, budget in 3 livelli, testi invito/reminder/post, piano B.
7) Viaggio: itinerario realistico + alternative meteo
Agisci come travel designer.
Destinazione: [LUOGO], date: [DATE], stile: [relax/cultura/natura].
Budget: [€], ritmo: [lento/medio/alto], interessi: [lista].
Output: itinerario giorno-per-giorno con tempi realistici, 2 alternative al giorno (meteo sì/no), cosa prenotare e quando, errori da evitare.
8) Problemi amministrativi: capire + rispondere bene
Agisci come assistente amministrativo.
Ho ricevuto [multa/avviso/bolletta] da [ENTE].
Testo: [INCOLLA o FILE/FOTO].
Obiettivo: capire cosa devo fare entro [DATA] e rispondere correttamente.
Output: riassunto (8 righe), scadenze e rischi, documenti necessari, bozza email/PEC formale, checklist “prima di inviare”.
Vincolo: indicami dove serve un professionista se ci sono punti delicati.
9) Decisioni: matrice scelta + “premortem”
Agisci come facilitatore decisionale.
Scelte: [A], [B], [C].
Criteri: [lista]. Vincoli non negoziabili: [lista].
Output: matrice con punteggi spiegati, 5 domande decisive, premortem (perché potrebbe andare male) + contromisure, proposta finale con confidenza (bassa/media/alta).
10) Messaggi difficili: fermezza senza bruciare ponti
Agisci come coach di comunicazione.
Devo scrivere a [persona/ruolo] per [situazione].
Contesto: [2–6 righe]. Obiettivo: [risultato].
Tono: [fermo ma gentile/neutro/caldo].
Output: 3 versioni (breve/media/completa) + cosa evitare (trigger) + un’alternativa per l’apertura.
Applicazione. Adesso facciamo un esempio completo utilizzando due approcci diversi. Il primo con una domanda “debole”: “Mi fai un budget famiglia?”. Risultato tipico: consigli generici, poco applicabili.
Prompt “buono” (copiaincolla)
Agisci come consulente di budget familiare.
Obiettivo: ridurre spese di 300€ al mese senza peggiorare qualità della spesa e sport dei figli.
Entrate nette: 3.400€.
Spese fisse: affitto/mutuo 1.050, bollette 220, auto 280, assicurazioni 90, abbonamenti 45.
Spese variabili: spesa 650, ristoranti 220, extra figli 180, varie 260.
Risparmi attuali: 200€.
Output: fotografia in tabella + 10 interventi per impatto + piano 30 giorni + tracking settimanale.
Se ti mancano info fammi 5 domande mirate.
Che cosa ottieni di solito
- una fotografia chiara (fisse/variabili) e dove “perdi” davvero soldi senza accorgertene
- interventi graduati per impatto (“alto impatto / basso dolore”)
- un piano semplice a regole, non un romanzo
- un tracking che non ti fa mollare al giorno 4
Mini-storia locale: il pendolare, la casa e il prompt sbagliato. Immagina un lettore varesino che sta cercando casa. Ha tre annunci: uno in città, uno verso Gavirate, uno in Valcuvia. Scrive:
“Qual è la migliore?”. E ottiene “dipende”. Per forza: manca il punto centrale: migliore per chi?
Allora riscrive così:
“Ho due giorni a settimana in ufficio a Milano, parto spesso da Varese FN. Budget 850€, spese condominiali sotto 150. Priorità: luce e silenzio, niente piano terra. Famiglia di 3, vicino a scuole e parco. Ecco i tre annunci. Fammi tabella pro/contro, rischi da verificare e 10 domande per la visita. Se mancano dati, fammi 5 domande.”
Non è magia. È metodo. ChatGPT smette di “parlare bene” e comincia a ordinare, confrontare, preparare la visita. Il lettore non delega la scelta: delega la parte ripetitiva. E si tiene la decisione.
A MARGINE. Cosa NON chiedere a ChatGPT (se non vuoi farti male).
- “Dimmi la verità su…” quando servono fonti o documenti: può sbagliare con grande sicurezza.
- Diagnosi mediche o legali definitive: usalo per capire e preparare domande, non per sostituire un professionista.
- Prezzi, orari, norme “aggiornate” senza verifica: se cambiano nel tempo, chiedi anche dove controllare.
- Scrivere “fingendo di essere” qualcuno: meglio “scrivimi una bozza a mio nome”.
- “Qual è la scelta migliore?” senza criteri: dai 3 criteri + 2 vincoli e chiedi una matrice.
- Riassumere un testo che non gli hai dato: se manca il contenuto, riempie i vuoti con fumo.
- Piani perfetti senza dire tempo/energie reali: il piano perfetto spesso è quello che non farai mai.
Regola pratica: se la domanda tocca salute, soldi, diritti, scadenze o contratti, usa ChatGPT per capire e prepararti, poi verifica con fonti o persone competenti (o fallo insieme a loro).
In conclusione, l’uso migliore è quello che ti fa guadagnare tempo (e lucidità). ChatGPT rende meglio quando gli chiedi lavori “da tavolo”: organizzare, confrontare, scrivere bozze, trasformare caos in scaletta. La domanda giusta non è “quanto è intelligente?”. È: quanto è chiaro quello che gli sto chiedendo di fare? La nuova competenza da allenare è quella di fare domande strutturate.
Un ultimo consiglio per iniziare. Scegli due template, usali per due settimane, e impara a fare sempre la stessa cosa: contesto, obiettivo, vincoli, formato, cinque domande. È così che la tecnologia smette di essere un giocattolo e diventa un servizio.
Resta il punto più importante: perché ChatGPT (e gli altri strumenti simili)? Usati bene ci possono restituire tempo e lucidità: per fare meglio il lavoro, sì, ma anche per tornare a ciò che conta: le persone che amiamo, le cose che ci nutrono, i gesti che ci somigliano. Per me, tra queste cose, c’è scrivere. E allora chiudo con una poesia: non come “firma”, ma come promemoria. Usare bene una tecnologia significa anche usarla per il bene.
PROFUMO DEL NIENTE
L’anima abita la casa
dove riposano le stagioni
quando non è
il loro turno
Dove i colori
appendono il loro nome
all’uscio
Dove le bilance
non pesano più
e nessuno chiede
perché
Dove Dio è il profumo
del niente
e tutti sanno
chi è
Dove essere
si nutre d’amare
e si beve il tempo
Dove il cuore
costruisce
una casa senza porta
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