Cuggiono premia con un riconoscimento gli italo-americani “custodi della memoria”
Cuggiono celebra la “diplomazia dal basso”: un riconoscimento agli italo-americani custodi della memoria
In un tempo segnato da tensioni internazionali, conflitti e rapporti sempre più complessi tra Stati e governi, da Cuggiono arriva un segnale che va in direzione opposta. Un gesto simbolico ma concreto, che mette al centro le persone, le comunità e i legami costruiti nel tempo.
«In una situazione in cui i rapporti internazionali sono sempre più difficili, questo sarà un segnale diverso. Non ci sono solo gli Stati, i governi più o meno legittimi, la geopolitica, le notizie sempre più allarmanti che ci arrivano dai nuovi “Dottor Stranamore” al potere» dicono quelli dell’Ecoistituto Valle del Ticino, l’associazione intorno a cui ruotano molte iniziative sul tema dell’emigrazione di un tempo. È da questa consapevolezza che nasce l’iniziativa in programma sabato 10 gennaio alle 21, quando la comunità di Cuggiono conferirà un ufficiale attestato di benemerenza a cinque cittadini americani, protagonisti negli ultimi decenni di un intenso lavoro di relazione e scambio tra le due sponde dell’Atlantico.
Quattro di loro sono discendenti di emigrati partiti proprio dal territorio cuggionese, mentre il quinto è una figura che ha segnato in modo indelebile la memoria dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti. A essere riconosciuto è «il prezioso ruolo da loro svolto nel far crescere conoscenza, collaborazione, amicizia, sostegno alle iniziative cresciute tra le nostre comunità», un percorso che si è tradotto anche «nelle numerose visite di famiglie sempre più spesso giunte da noi alla riscoperta delle loro radici».
Relazioni che possono essere definite, a pieno titolo, una forma di “diplomazia dal basso”, capace di costruire ponti laddove la politica internazionale spesso innalza muri. Ambasciatori di questo dialogo sono Carolina Ranzini Stelzer di St. Louis, Barbara Klein di Belleville, Sandra Colombo di Herrin, MichaelAnn Stanley di Johnston City e l’indimenticato Rudolph Vecoli, autorevole professore dell’Università del Minnesota, scomparso nel 2008.
Vecoli è stato il fondatore del più importante centro di documentazione sull’emigrazione italiana negli Stati Uniti e alla sua ricerca la comunità di Cuggiono deve la riscoperta di “Rosa. The Life of an Italian Immigrant”, divenuta nel tempo «il simbolo al femminile della nostra emigrazione in America».
Nel tempo il legame con le comunità emigrate è stato rinsaldato anche da tante iniziative e da installazioni permanenti a Cuggiono, come quella dedicata ai campioni del baseball originari del Cuggionese o quella dedicata ai calciatori della “partita della vita”.
La cerimonia si terrà nella sala consiliare di Villa Annon. L’appuntamento è aperto alla cittadinanza e rappresenta un’occasione per riflettere sul valore della memoria, delle radici e di quei legami che, lontano dai riflettori della geopolitica, continuano a tenere unite le comunità.
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