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Donazione di organi: all’ospedale di Busto una stanza dedicata per aiutare i famigliari nella scelta

Inaugurato in terapia intensiva uno spazio dove i medici si confrontano con i parenti della persona deceduta. Un ambiente donato da Aido. Lo scorso anno prelevate quasi 400 cornee

stanza del dono donata da aido

«È la relazione il punto chiave. Le famiglie che vivono il dolore del distacco, vedono da vicino il lavoro dei sanitari e riescono a comprendere meglio il valore della donazione di organi. In quei momenti di massimo dolore, avvicinarsi con rispetto e spiegare cosa può significare donare gli organi aiuta ad accendere una luce di speranza. È una questione culturale, e, vissuta in prima persona, dà spesso le risposte più belle». Così Laura Chierichetti, coordinatrice aziendale per l’attività di donazione di organi e tessuti dell’ASST Valle Olona, spiega l’importanza della nuova Stanza della Vita all’ospedale di Busto Arsizio, una stanza riservata e accogliente dove sostenere i famigliari nel momento della decisione.

Lo spazio è sobrio, intimo e accogliente, realizzato all’interno del reparto di Anestesia e Rianimazione. È stato donato dall’Associazione AIDO con un contributo di oltre 7.000 euro, e arricchito da opere dell’artista Carlo Farioli e di Manuela Carnini, medico, pittrice ed ex atleta olimpica. Un luogo simbolico, ma anche profondamente pratico, pensato per accompagnare famiglie e medici nel difficile momento in cui si può decidere di trasformare una morte in nuova speranza di vita.

“Un luogo che dà dignità al momento della scelta”

La stanza, spiega la Dott.ssa Francesca Crespi, direttore sanitario di ASST Valle Olona, «è un simbolo importante. È il luogo in cui si dà dignità a una decisione che avviene nel dolore più profondo, offrendo ai familiari uno spazio di ascolto e confronto con personale preparato. Un ambiente protetto e sereno che facilita una comunicazione valida e rispettosa».

Un ringraziamento sentito è arrivato anche dal Direttore Generale Daniela Bianchi: «Spesso le persone non esprimono la propria volontà in vita, e in quei casi tocca ai familiari decidere. È una scelta difficile, ma importantissima. La Stanza della Vita offre uno spazio adeguato dove essere consigliati e accompagnati. Grazie ad AIDO per questo prezioso dono».

stanza del dono donata da aido

Un impegno che cresce: i numeri della donazione a Busto Arsizio

Nel corso del 2025, l’attività di donazione nell’ASST Valle Olona ha registrato:

  • 7 donazioni multi-organo da donatori a cuore battente
  • 3 percorsi di donazione multi-tessuto
  • 198 donatori di cornee, per un totale di 396 cornee prelevate
  • 6 donazioni di tessuto muscolo-scheletrico (attive dal secondo semestre solo nel presidio di Gallarate)

Numeri che raccontano di un lavoro silenzioso ma costante, svolto ogni giorno dall’équipe sanitarie altamente qualificate diretta dal dottor Daniel Covello, spesso partendo dalla segnalazione dal Pronto Soccorso e culminando in un confronto delicato ma fondamentale con le famiglie.

«In un momento così doloroso – ha ricordato la dott.ssa Grazia Zaza, responsabile dell’attività di prelievo e relazione con le famiglie – la presenza di uno spazio intimo consente di affrontare dubbi e interrogativi, spesso legati alla mancanza di una volontà esplicita da parte del defunto. Avere un luogo come questo è un supporto reale al lavoro e, soprattutto, alle famiglie».

Il dono che diventa memoria e speranza

Per la Presidente della sezione AIDO Don Gnocchi di Busto, Maria Iannone, la “Stanza della Vita” è «un gesto di amore per il territorio e i suoi cittadini. Speriamo possa favorire una maggiore sensibilità sul tema della donazione di organi. Donare è un atto di solidarietà che dà speranza concreta a chi attende un trapianto per vivere».

Un messaggio condiviso anche dal volontario Adelio Scorti, che ha sottolineato l’importanza di «un ambiente accogliente, accessibile, sereno, dove accompagnare i familiari in un momento di grande fragilità».

Più consapevolezza, più scelte libere

Oggi in Lombardia sono attive altre quattro “Stanze della Vita”, e quella di Busto Arsizio rappresenta un nuovo passo verso una cultura della donazione più matura e diffusa. Ma resta fondamentale il passaggio culturale che ancora stenta: esprimere in vita la propria volontà.

«Sarebbe di grande aiuto – ha concluso la dott.ssa Chierichetti – che ogni cittadino esprimesse le proprie intenzioni al momento della richiesta della carta d’identità. Questo solleverebbe i familiari, già profondamente provati, dalla responsabilità di una scelta così intima e difficile. E darebbe certezza a un gesto che può salvare altre vite».

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Pubblicato il 23 Gennaio 2026
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