“Grave situazione in pediatria a Busto Arsizio”: il sindacato Fials lancia l’allarme per la mancanza di personale
Da tempo in sofferenza per la cronica carenza di specialisti, il reparto dell'ospedale di Busto si trova a dover gestire un carico di attività superiore alle forze disponibili
La pediatria dell’ospedale di Busto Arsizio ha gravi carenze strutturali di organico, potenzialmente pericolose per la sicurezza delle cure. A lanciare l’allarme è il sindacato FIALS Laghi e Ovest Milanese. Il segretario Santo Salvatore non usa mezzi termini: «Qui si parla della salute di bambini ricoverati e della sicurezza delle cure, oltre che delle condizioni di lavoro di professionisti che continuano a garantire assistenza in un contesto organizzativo fortemente carente».
I problemi della pediatria della Valle Olona non sono diversi da quelli di altri reparti nazionali a causa della carenza di specialisti. L’azienda si è mossa più volte per risolvere criticità molteplici, sia a Busto sia, soprattutto a Gallarate. Nel novembre scorso era uscito un bando per cercare specialisti che coprissero 61 turni in azienda: 44 turni mensili da 12 ore ciascuno per Gallarate e 17 per Busto Arsizio, per un totale di 61 turni da coprire ogni mese. La Valle Olona ha di fatto centralizzato nel presidio di Busto l’attività di ricovero pediatrica dopo aver chiuso i reparti di degenza di Saronno e di Gallarate.
Sul tema si era mosso, a inizio 2024, anche l’assessore Bertolaso che aveva centralizzato il reclutamento di specialisti da inviare poi nelle aree più critiche. Mossa che non ha portato a miglioramenti.
FIALS Laghi e Ovest Milanese, quindi, ha raccolto e rilancia l’appello della totalità del personale infermieristico e degli operatori socio-sanitari della Pediatria del presidio ospedaliero di Busto Arsizio, che nei giorni scorsi ha formalmente segnalato una situazione organizzativa non più sostenibile, con ricadute sulla sicurezza delle cure e sulla qualità dell’assistenza ai piccoli pazienti.
Il reparto, diretto dalla dottoressa Cherubini, è chiamato quotidianamente a gestire contemporaneamente degenza ordinaria, Osservazione Breve Intensiva pediatrica e attività assimilabili a un pronto soccorso pediatrico «con una dotazione di personale ridotta al minimo indispensabile e priva di adeguati riconoscimenti formali, organizzativi ed economici – spiega Salvatore Santo – Una condizione che espone professionisti e pazienti a un crescente rischio clinico, aggravato dall’assenza di figure di supporto in alcuni turni e da un carico assistenziale non compatibile con gli standard richiesti in ambito pediatrico».
«Siamo di fronte a una situazione grave – assicura ancora il segretario provinciale – Non si tratta di una rivendicazione astratta, ma della presa d’atto di una realtà assistenziale complessa e ormai strutturale, che richiede risposte immediate. Il personale non opera in un contesto “fantasma”, ma in una pediatria che svolge funzioni multiple, attive e continuative, senza che queste siano formalmente riconosciute e adeguatamente supportate».
Il sindacato sottolinea come la segnalazione avanzata dagli infermieri e dagli OSS risponda agli obblighi etici, deontologici e professionali previsti dalla normativa vigente, che impongono di segnalare situazioni potenzialmente pericolose per la sicurezza delle cure. «Chi oggi segnala una criticità lo fa per tutelare un diritto fondamentale, quello alla salute, e in particolare alla salute dei minori», aggiunge il Segretario – FIALS Laghi e Ovest Milanese confida che la Direzione generale e la Direzione sanitaria dell’ASST Valle Olona sapranno cogliere la portata dell’appello lanciato dal reparto e attivare rapidamente le verifiche e gli interventi necessari, nell’interesse dei pazienti e della sicurezza delle cure».
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